#Sì, lo voglio: coronare il sogno delle nozze ai tempi della pandemia

Il Covid-19, virus che ormai da tempo attanaglia il mondo intero, non risparmia niente e nessuno: attività, viaggi, programmi, progetti sono andati in fumo e, con loro, anche alcuni sogni. Una menzione speciale la merita sicuramente il coronamento del sogno d’amore per eccellenza: il matrimonio. Civile o cattolico che sia, ha visto restrizioni, allentamenti e poi altre restrizioni che ne hanno spesso scoraggiato la celebrazione. Certo, con i dispositivi di protezione che coprono i sorrisi di gioia, il metro e mezzo di distanza che impedisce i gesti di affetto, la mancanza della musica dal vivo e dei balli come esternazione di felicità e divertimento, il sogno delle nozze si trasforma facilmente in un incubo fatto di mascherine, plexiglas e gel disinfettante.

Ma per le coppie che, temerarie, decidono invece di provare a non darla vinta al coronavirus e, seppur in modo insolito, diventare congiunti nel senso più “alto” del termine? Niente paura, si può vedere il lato “positivo” della situazione e organizzare (o ri-organizzare) comunque delle nozze da favola. Ebbene sì, tutto il mondo ha fatto fronte comune per supportare l’industria matrimoniale con l’ideazione dei cosiddetti microwedding o minimoni “a prova di Covid”. In questa cerimonia, gli invitati sono i classici “pochi ma buoni”, vi è un solo fotografo a catturare i momenti più belli, il ballo è solo quello degli sposi e, se non si vuole proprio rinunciare alla tradizione della condivisione, si può pensare a uno streaming per chi non può assistere dal vivo. Così facendo si va a minare la cultura della festa “in grande” tipicamente italiana ma si ha anche l’occasione di scoprire la bellezza dell’intimità di un momento così speciale e unico, da vivere principalmente con la persona amata. Guardando il bicchiere mezzo pieno, si potrebbe considerare il microwedding come una “nuova possibilità”, una via di mezzo tra un matrimonio tradizionale e una fuga romantica: si può pensare di celebrarlo in una location particolare, avere decorazioni floreali più elaborate, organizzare il ricevimento in un ristorante di alto livello piuttosto che il classico buffet. In sostanza, si valorizzano cose che spesso vengono fatte in funzione di un risparmio economico o delle aspettative degli invitati.

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Un altro aspetto fondamentale è sicuramente l’abito della sposa poiché, la paura che possa non essere più adatto al periodo scelto, che possa non essere più “alla moda” o che, semplicemente, non si adatti ai cambiamenti fatti, è grande. Tuttavia, i più influenti weddingplanners nazionali e internazionali rassicurano: l’abito da sposa non subisce mai grandi modifiche, nonostante le diverse tendenze. Quindi, via alla creazione di coprispalle, pellicciotti e, perché no, giacche ad hoc per chi rimanda le nozze a una stagione più fredda mentre spacchi sulle maniche e sui fianchi, sostituzione di tessuti con trasparenze e veli saranno perfetti adattamenti per le spose che, invece, rimandano a stagioni più calde. Non solo, per le più coraggiose, si può osare una sorta di rivoluzione d’abito, data dall’estro dei più grandi creatori di abiti da sposa: tailleurs sofisticati total white come quello di Nicole By NF; tute di paillettes nate dalle mani di Alexandra Grecco; abiti semplici, delicati di Anne Barge; dalle sfumature pastello come proposto dalla maison Leanne Marshall.

Tra le cose che emergono sul fenomeno del minimonio, è particolarmente interessante notare che, i sentimenti di disagio e di paura iniziali, quelli di rassegnazione in caso di rimando ma anche quelli di determinazione e impegno nell’eventuale riorganizzazione, sono pressoché identici in tutto il mondo. Allo stesso modo, identica è quella che sembra essere la mancanza più grande: il buon numero di persone coinvolte nella gioia, felicità e anche magia che solo un evento che prende vita dall’amore può dare. Ogni Paese cerca di affrontare queste limitazioni nel modo che gli è più congeniale: ad esempio, in Cina il fatidico sì viene pronunciato online attraverso una specifica app mentre in America ci si sposa via Skype o Zoom.

Quanto al Bel Paese, come compensare il lancio del bouquet, sogno delle invitate donne e incubo degli invitati uomini? Come rinunciare ai balli, alle canzoni cantate abbracciati e ondeggiando tutti insieme? Come sostituire i giochi dei bambini organizzati con gli animatori mentre i genitori si divertono sereni? La risposta di chi affronta comunque tutto questo è l’amore: colma i vuoti, annulla le distanze e riempie i cuori. Perché, in fondo, nonostante un mostro invisibile sembri volerci togliere tutto, compresa la sublimazione dell’amore, niente e nessuno potrà togliere agli innamorati il sogno di vivere, per sempre, felici e contenti.

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