Jane Alexander © Stefano Colarieti

#5 minuti con… Jane Alexander

La trovo al trucco prima di presentare un’evento in quel di Roma. Anche da seduta la sua altezza è notevole, tanto da farmi ancora pensare che il detto “nella botte piccola ecc, ecc” è un’emerita minchiata! Le gambe hanno un punto di inizio ma non ne vedo la fine e per un attimo credo di stare sulla Salerno-Reggio Calabria. Saluti a distanza, sorrisi e parto con le domande.

Sei in una macchina del tempo, hai la possibilità di decidere un anno, un momento, del passato e del futuro. Dove vorrebbe andare Jane indietro nel tempo e avanti nel futuro?

Te lo dico subito: vorrei tornare indietro a prima del 2004, in qualsiasi momento, perché era prima che il mio papà morisse. In qualsiasi momento in cui mio padre era vivo per me va benone. Magari mi ci lasciate e non devo pensare al futuro… se po fà…?

Il futuro invece in questo momento è difficile da pensare, ma mi vengono in mente tutte cose che hanno a che fare con mio figlio tranne una, allora… deve essere un momento? Allora… è difficile da descrivere, ma mi viene da dirti il momento in cui mio figlio sarà realizzato, felice, con un lavoro una famiglia ed è solido, si, mi piacerebbe vedere quello.

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Si dice che ciò che siamo oggi non eravamo 10 anni fa. Cosa è cambiato di Jane in 10 anni?

(sorriso) Tutto… no  tutto no, perché rimango sempre la pazza psicopatica scellerata che ero prima, però dentro, lo sono molto meno fuori.

Ho imparato a tenermi tanto, non sò se è una questione di maturità o di botte che hai preso nella vita e quindi ci rimani, un po’ sotto ci rimani, non so come dire, ti feriscono ti provano, queste cose sono dure e si, la chiamano maturità ma in realtà è delusione. Quindi io sono cambiata molto per delusione, molto ultimamente, non nel periodo del lockdown come tutti, ma da prima. Io ho cominciato a fare un lavoro su me stessa di… propio di miglioramento di me stessa, del cercare di volere più bene a me, perché ho capito che fondamentalmente se non voglio bene a me io, non vuole bene a me nessuno e questo si riflette nella vita in generale, non solo nella mia vita privata.

Come ti vedi tra 10 anni, o meglio come vorresti vederti ?

Tra 10 anni mi vedo con più rughe, mi vedo invecchiata con serenità, spero di vedermi in campagna e, spero di vedermi con un libro pubblicato.

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 La tua più grande paura?

A parte il vomito? Sono emetofobica, è la cosa che mi terrorizza più al mondo! Sono emetofobica, esiste pure la parola pensa!  A parte questo la mia più grande paura è che possa succedere qualcosa a mio figlio… ma avrei anche paura che possa succedere qualcosa a me… ma non per me, sempre in relazione a mio figlio.

Jane Alexander
Jane Alexander © Stefano Colarieti

Se potessi assistere al film sulla tua vita, quale scena cambieresti, o taglieresti addirittura?

…ma ….. non lo so… ci sono tante cose che ho fatto di cui non sono proprio entusiasta eh, ma penso che nella vita tutti possiamo dire così.

Poi ci sono anche quelli… integerrimi si dice? È quella la parola? Che sono perfetti, che non fanno nulla di sbagliato, mai, e si tengono…. io non mi sono mai tenuta, in niente. Ho fatto un sacco di errori, un sacco di sbagli e credo che se stavamo dicendo che la Jane di prima è diversa dalla Jane di adesso è dovuto anche a questo. Agli errori che sicuramente mi hanno ferita, mi hanno cambiata, mi hanno… forgiata in qualche modo ma nel bene e nel male… quindi io non cambierei nulla.

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Un desiderio, che vorresti veder avverato? Ma che riguardi solo Jane?

Ah… io vorrei scrivere il libro! È il mio sogno da quando sono bambina da quando ho… bho non mi ricordo 8-9 anni… no… forse… mio padre scriveva, quindi sta cosa c’è l’avevo sempre in casa e…. si… me lo ricordo benissimo, il mio sogno, quando avevo 10 anni… io volevo essere Steven King ehhh… questa cosa non è cambiata, ma siccome mi sono resa conto con l’età che non potrò mai esserlo, io vorrei scrivere… fondamentale quello, poi se sarà un libro di fantasia o di realtà…

Li abbiamo tutti, inutile nasconderlo: un rimpianto?

Un rimpianto? Un rimpianto… ne ho tanti… ne ho tanti… dammi l’esatta definizione della parola rimpianto?

Io: un qualcosa per cui dici a te stessa “dovevo farlo” perché i rimorsi sono sicuramente meglio dei rimpianti!

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Jane: eh… ok, allora il più grande rimpianto che ho ultimamente è il fatto di non aver parlato per un anno con una mia amica, Susanna  Vianello, che adesso non c’è più… per fortuna l’ho chiamata una settimana prima che morisse e, quindi l’ho sentita, è andato tutto bene, però né io né lei sapevamo che sarebbe morta nel giro di una settimana, quindi… questa cosa è un rimpianto.

Cosa adori di te da un punto di vista puramente estetico?

Cosa adoro di me? La parte di me che preferisco? Allora… la Jane di vent’anni fa ti avrebbe detto le tette, adesso non te lo posso più dire quindi… il collo? Gli occhi? Ehhhhhh

Io: focalizzati su una, che quando ti guardi dici, si…

Jane: c’è l’ho! La cosa che mi piace più di me adesso è il sorriso, la risata, cosa che non facevo prima… non ridevo mai.

Cosa invece detesti?

Le caviglie. Questo lo so perfettamente… le caviglie.

Cos’è il vero amore per Jane?

(pausa di silenzio) ma… ci stanno talmente tante risposte che sono… così… (improvvisa la voce da Carlo Verdone ): no… per me il vero amore è questo… boh… il vero amore per me è tornando a quello che ti dicevo prima, probabilmente è quello di amare me stessa, se riesco a fare quello… ho fatto tutto.

Diretta, senza filtri, senza impostazioni, ho incontrato una Jane Alexander vera! Tra ironia, battute e riflessioni serie, la lascio al trucco e, guardandola mi dico, si… il suo sorriso è davvero bello!

Vi aspetto il prossimo mese, per 5 minuti con…?