Ogni estate a Milano si ripete la stessa liturgia: file composte davanti a vetrine luccicanti, bicchieroni di ghiaccio tritato spacciati per reliquie della Trinacria, ressa di convinti che basti la parola “siciliana” scritta sull’insegna a garantire autenticità. Diffidate delle promesse urlate: la vera granita si giudica al cucchiaio, non al claim pubblicitario, e la differenza fra un buon prodotto e un mestierante sta tutta nella consistenza, mai gommosa né acquosa, e nella materia prima, mai coperta da aromi. Ho girato tredici indirizzi tra pasticcerie storiche e gelaterie di nuova generazione, per capire dove la tradizione tiene e dove invece si scioglie insieme al ghiaccio.
Pavé Gelati & Granite
Nato come costola della pasticceria Pavé, insegna premiata più volte dalle guide di settore, questo indirizzo di via Cesare Battisti applica alla granita la stessa disciplina riservata ai lievitati e poi al gelato: materie prime selezionate, lavorazioni artigianali, nessuna scorciatoia. I gusti classici come mandorla, caffè e agrumi convivono con proposte stagionali che seguono il calendario della frutta, da mango e lamponi a combinazioni più elaborate come more e fiori di sambuco. Una seconda sede si trova in via Cadore, con proposta identica in formato più essenziale.
Indirizzo: Via Cesare Battisti, 21,
Pasticceria Antica Sicilia
In zona città Studi, questo bar pasticceria mette sullo stesso piano dolce e salato, con una proposta che va dalla colazione all’aperitivo. La granita, disponibile da marzo a ottobre seguendo il ritmo della bella stagione, punta soprattutto sui gusti classici di mandorla e pistacchio, da gustare con la brioche come vuole la tradizione. Meno spettacolare di altri indirizzi della lista, ma solido, e apprezzato anche per gli arancini.
Indirizzo: Via Carlo Matteucci, 4
La Piccola Gelateria
Defilata in piazza Imperatore Tito, lontana dai circuiti più affollati e dalle code fotografate per i social, questa gelateria conquista soprattutto chi cerca ricerca e artigianalità senza compromessi, più che un’esperienza da vetrina. Non è un indirizzo che urla la propria sicilianità, ma chi lo frequenta lo considera un piccolo rifugio di qualità in una zona defilata della città, dove le proporzioni contano più della quantità.
Indirizzo: P.za Imperatore Tito, 8,
Pasticceria Licata
In via Rembrandt, ai margini di San Siro, la mattina del sabato si presenta con la fila già formata prima delle otto: segno di un pubblico fedele, ma anche di scorte che qui finiscono in fretta, meglio arrivare presto. La granita, alla mandorla, al limone o alle more, accompagna la brioche col tuppo appena sfornata, mentre al bancone convivono cassatine, cannoli e la rosticceria salata di arancini e scacciate. Il registro è quello della vera bottega di quartiere, senza fronzoli, con tutti i pregi e i difetti che questo comporta.
Indirizzo: Via Rembrandt, 68
Pasticceria Lipari
Il nome dichiara subito la provenienza: i proprietari arrivano dalla maggiore delle isole Eolie, e in via Melchiorre Cesarotti hanno aperto un locale piccolo, arredato con un understatement quasi démodé, dove le produzioni restano volutamente limitate. La granita è densa e cremosa, declinata su caffè con panna montata, mora di gelso, cioccolato e pistacchio, servita accanto a una brioche disponibile anche senza latte e uova. Chi arriva tardi rischia di trovare il bancone già sguarnito: qui la scarsità è quasi una dichiarazione di qualità.
Indirizzo: Via Melchiorre Cesarotti, 2
Na ‘Ranita
Ai Navigli, questa graniteria fa della specialità un mestiere a tempo pieno: i cannoli si riempiono al momento, e la granita segue la ricetta più tradizionale accanto a interpretazioni più fresche, dal gelso nero alla fragola, dai cachi ai frutti di bosco. È un indirizzo giovane rispetto ad altri di questa lista, ma la cura nella scelta della frutta di stagione lo rende un riferimento credibile per chi cerca la versione più classica del dolce, senza troppe distrazioni gourmet.
Indirizzo: Via Eugenio Villoresi, 1
Pasticceria Eoliana
All’Ortica, quartiere popolare a est della città, il signor Gianni porta avanti una pasticceria che racconta la Sicilia attraverso preparazioni meno scontate: la cassata eoliana, diversa da quella più nota perché priva di glassa e canditi, e una granita che accanto ai classici limone, fragola, pistacchio e cioccolato osa con fico d’India, fico nero, more di rovo, gelso nero e ricotta. È l’indirizzo giusto per chi ha già esaurito il repertorio dei gusti da cartolina e cerca qualcosa di più ricercato.
Indirizzo: Via Ortica, 1
Gelateria Geko
Tra le vie di NoLo, Gilles Carbone porta avanti da oltre vent’anni un progetto nato per unire tradizione gelatiera e attenzione alle esigenze di tutti, con proposte vegane, biologiche e senza glutine ben integrate nel menu ordinario, non relegate a un angolo. In estate arrivano anche le granite, ispirate alla tradizione siciliana ma reinterpretate con gusti come mandorla e limone con basilico, oltre a mango e fragola: la consistenza resta cremosa, il gusto pulito, lontano dalle proposte più scontate della città.
Indirizzo: Piazza Morbegno, 2
La Siciliana dal 1956
In via Teodosio, in piena zona città Studi, questa pasticceria storica tratta la granita quasi come una questione di fede: cremosa, fresca, morbida, preparata secondo la tradizione di famiglia. Ai gusti classici di limone, mandorla e caffè si affiancano varianti meno comuni come ananas, torrone e gelsi, mentre il resto del bancone racconta cannoli con ricotta e pistacchio, cassate e iris catanesi. Un indirizzo che vive di continuità più che di novità, e ne fa un punto di forza.
Indirizzo: Via Teodosio, 85
Gelato Giusto
Vicino a corso Buenos Aires, Vittoria Bortolazzo porta nel gelato una formazione maturata nella pasticceria francese, con una produzione giornaliera priva di conservanti e aromi artificiali e molte varianti pensate per chi segue un’alimentazione vegetale, con latte di avena al posto di quello vaccino. Le granite seguono la stessa filosofia sobria del locale: pochi gusti scelti con cura, tra cui mandorla, limone e karkadè, capaci di valorizzare la materia prima senza bisogno di orpelli.
Indirizzo: Via S. Gregorio, 17
I Compari – Sicily for Life
In corso Indipendenza, dietro al bancone c’è Tommaso Cannata, panificatore messinese di quarta generazione, che con il lievito madre “Turi” firma pane e brioche del locale. La colazione qui è ancora un rito serio: granita alla mandorla o al caffè, servita con panna e brioscia col tuppo, addolcita con zucchero d’uva anziché quello bianco, scelto apposta per non alterare il colore naturale del composto. Un dettaglio tecnico che dice più di mille etichette sulla parete.
Indirizzo: Corso indipendenza/Via Ciro Menotti, 5
Il Cannolo Sua Eccellenza
Su corso Garibaldi, il nome dichiara la specialità: cannoli farciti al momento, in due formati, con guarnizioni che vanno dal pistacchio di Bronte alle scorze di Ribera al cioccolato di Modica. Ma tra un cannolo e l’altro, chi fa colazione qui racconta anche di una granita alla mandorla convincente, servita in un locale minuscolo, quasi privo di sedute, pensato più per lo street food che per la sosta prolungata.
Indirizzo: Corso Garibaldi, 51a
Gelateria Aloha
In via Vallazze, tra specchi e colori che sembrano usciti da un catalogo turistico anni Ottanta, questa gelateria di famiglia siciliana nasconde dietro un’estetica improbabile una serietà artigianale fuori discussione. La granita alla mandorla è quella più citata dagli affezionati, ma anche il gelso nero merita attenzione, così come i gusti creativi a base di ricotta. I prezzi restano tra i più contenuti della città, il che rende ancora più sorprendente la tenuta della qualità.
Indirizzo: Via Vallazze, 102, 20131 Milano MI

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.




















