Con il cambio di stagione, molti di noi potrebbero sperimentare la “sindrome primaverile” o “letargia primaverile” – una condizione caratterizzata da affaticamento, disturbi articolari, stanchezza mentale e sbalzi d’umore, spesso accompagnata da disturbi gastrointestinali. Mentre la stagione porta gioia ad alcuni, per altri rappresenta una sfida da affrontare con strategie specifiche per il benessere fisico e mentale.

Cambio di stagione: cosa succede all’organismo

A incidere sul senso di stanchezza fisica e mentale, in primis, sono le rapide variazioni di temperatura e l’aumento delle ore di luce naturale che possono “desincronizzare” i ritmi circadiani provocando un senso di debolezza generale e difficoltà di concentrazione, come se il carburante necessario per affrontare le varie incombenze della vita venisse meno. L’esposizione a maggiori ore di luce, inoltre, contribuisce anche ad aumentare la secrezione di ormoni come il cortisolo – spesso definito “ormone dello stress” – che agisce direttamente sui neuroni del sistema nervoso centrale, causando, durante questo periodo di transizione stagionale, eccitabilità e alterazioni dell’umore. Da non sottovalutare, anche, l’influenza che esercita il cortisolo sull’apparato gastrointestinale che, se da un lato stimola la secrezione acida, dall’altro rallenta la motilità intestinale. Non è un caso, quindi, che il cambio di stagione coincida anche con un riacutizzarsi di sintomi quali gonfiore, stitichezza e stipsi.

Perché preservare l’asse intestino – cervello durante il cambio di stagione

A livello fisiologico, all’interno del nostro organismo durante il cambio di stagione avviene un vero e proprio cambiamento ormonale, in particolare riguardante tre ormoni: cortisolo, serotonina, e melatonina. L’aumento della concentrazione di cortisolo può causare una riduzione della produzione di serotonina – l’ormone della felicità – influendo negativamente su una vasta gamma di funzioni biologiche fondamentali regolate da questo ormone. Tra queste, ovviamente, il tono dell’umore, ma anche l’appetito, la funzione cognitiva e la regolarità del sonno. A incidere sulla qualità del sonno anche l’alterazione del livello di melatonina che l’organismo produce, causate dal repentino aumento delle ore di luce. Se il livello di melatonina diventa eccessivo, può facilmente portare a un senso di stanchezza e sonnolenza. Dai livelli di serotonina, inoltre, dipende anche la motilità intestinale. La serotonina, infatti, è prodotta per l’80% dal nostro apparato intestinale: questo, ci suggerisce l’importanza di preservare il corretto funzionamento dell’asse intestino – cervello anche durante il cambio di stagione. Per farlo non si dovrebbe trascurare il ruolo svolto dal microbiota intestinale, il complesso e delicato ecosistema di comunità microbiche diverse che abita il nostro intestino e che cambia nel tempo in base a una moltitudine di fattori quali l’età, la dieta, lo stile di vita, l’ambiente e i cambi di stagione: anche l’aria che ci circonda, infatti, è dotata di un suo microbioma (“aerobioma”), che varia in base alla stagionalità (temperatura, umidità, venti, etc) e che interagisce con il nostro.

Come aiutare l’organismo prima e durante il cambio stagione?

Se è vero che il periodo primaverile può influire sulla corretta interazione tra intestino e cervello, determinando un’alterazione del microbiota intestinale e aprendo la strada a possibili alterazioni dell’alvo (esponendoci a patologie più serie quali, cistiti e infezioni recidivanti delle vie urinarie), è anche vero che esistono alcuni accorgimenti utili alla base della prevenzione della “sindrome primaverile”.

Una dieta ricca di frutta e verdura di stagione, con fibre e polifenoli antinfiammatori, per esempio, può contrastare la sensazione di affaticamento e stanchezza mentale. Evitare cibi trattati, preferendo quelli freschi e di stagione, aiuta a mantenere l’equilibrio intestinale. Anche svolgere attività fisica quotidianamente, e soprattutto durante il periodo di transizione, può influenzare positivamente il microbiota intestinale, grazie a meccanismi come il rilascio di ormoni e il miglioramento della circolazione sanguigna dall’intestino ai muscoli scheletrici.

Infine, in un periodo dell’anno così delicato, è importante essere consapevoli della funzione strategica dell’integrazione alimentare e dell’importanza della ciclicità di assunzione.