Quando le campane della cattedrale Grossmünster battono sei rintocchi nel tardo pomeriggio del terzo lunedì di aprile, migliaia di persone si radunano in Sechseläutenplatz per assistere a uno degli spettacoli più singolari d’Europa. Un pupazzo di neve alto tre metri e mezzo, chiamato Böögg, attende immobile sulla cima di una catasta di legna alta dieci metri. La sua testa è riempita di esplosivi e il suo destino è segnato: brucerà sotto gli occhi di una folla elettrizzata che scandisce i minuti con il fiato sospeso. Questa è la Sechseläuten, la festa di primavera che da secoli anima Zurigo con un rito antico quanto la città stessa.
Dalle corporazioni medievali al corteo contemporaneo
Le radici della Sechseläuten affondano nel tessuto medievale di Zurigo, quando il consiglio cittadino, composto esclusivamente da membri delle corporazioni artigiane, stabilì nel XVI secolo che durante l’estate il lavoro dovesse durare un’ora in più rispetto ai mesi invernali. Con l’arrivo della primavera e l’allungarsi delle giornate, gli artigiani potevano continuare a lavorare fino alle sei di sera invece che alle cinque. Il rintocco delle campane alle diciotto segnava non solo la fine della giornata lavorativa, ma l’inizio di una stagione più luminosa. Le gilde festeggiavano questo momento con celebrazioni che nel tempo si sono evolute nell’attuale festival.
La tradizione del corteo delle corporazioni prese forma nel 1839, quando per la prima volta tutte le antiche gilde parteciparono insieme a una sfilata comune. Nel 1892 venne introdotto il rogo del Böögg, e dal 1902 i due elementi si fusero definitivamente. Oggi esistono 26 corporazioni a Zurigo: dodici risalgono al Medioevo, mentre le altre quattordici furono fondate a partire dal 1860.
Un pupazzo che predice l’estate
Il Böögg non è sempre stato un pupazzo di neve. In origine, il termine indicava figure mascherate che spaventavano i bambini durante il periodo di carnevale. La trasformazione in pupazzo-simbolo dell’inverno avvenne alla fine del XIX secolo, quando il quartiere Zum Kratz bruciava annualmente un fantoccio per protestare contro la demolizione delle proprie case. Nel 1892 le corporazioni assunsero la responsabilità di bruciare l’effigie, che da quel momento rappresentò l’inverno stesso.
La leggenda popolare vuole che il tempo impiegato dal Böögg per esplodere indichi com’è sarà l’estate: un’esplosione rapida promette una stagione calda e soleggiata, mentre un’attesa prolungata preannuncia pioggia e temperature fresche. Il record di velocità appartiene al 1974, con soli 5 minuti e 7 secondi. Il 2003 ha visto un’esplosione dopo 5 minuti e 42 secondi, seguito effettivamente da un’estate eccezionalmente torrida. All’estremo opposto, nel 2023 la testa del Böögg ha impiegato ben 57 minuti per esplodere, stabilendo il record negativo.
L’affidabilità meteorologica del Böögg è però tutta da dimostrare. Come ha dichiarato MeteoSwiss, l’ufficio federale svizzero di meteorologia e climatologia, “le previsioni fatte durante lo Sechseläuten di Zurigo non reggono a un esame climatologico”. Il Böögg del 2015 esplose rapidamente e l’estate fu splendida, ma l’anno successivo, nonostante i 43 minuti e 34 secondi d’attesa, la stagione non fu poi così terribile. Il fascino del rito sta proprio in questa incertezza, in questo gioco collettivo tra speranza e superstizione.
Il corteo che attraversa la città
La domenica precedente il lunedì di Sechseläuten si tiene il Kinderumzug, la parata dei bambini. Circa tremila giovani tra i 5 e i 15 anni sfilano per le vie del centro storico indossando costumi d’epoca, accompagnati da ottocento musicisti delle bande giovanili regionali. È un momento di festa che coinvolge le famiglie e prepara l’atmosfera per il grande evento del giorno successivo.
Il lunedì pomeriggio, alle tre precise, inizia il corteo delle corporazioni. È uno spettacolo maestoso: 3.500 membri delle gilde in costume storico, 350 cavalieri a cavallo, 50 carri trainati da cavalli e 30 bande musicali attraversano la città da Bahnhofstrasse fino a Sechseläutenplatz. Ogni corporazione sfoggia i propri colori, le proprie insegne e i propri strumenti di mestiere. Non ci sono carri allegorici modernizzati né satire politiche come nelle altre sfilate carnevalesche svizzere: è un omaggio puro alla storia e alle tradizioni artigianali che hanno plasmato Zurigo.
Il percorso si snoda attraverso il centro storico, passa davanti al lago e attraversa il fiume Limmat sul Rudolf-Brun-Brücke, il ponte dedicato al fondatore delle corporazioni zurighesi. Gli spettatori, stipati lungo le strade, lanciano fiori ai membri delle gilde e agli ospiti d’onore. Tra il pubblico si riconoscono politici, imprenditori e personalità della cultura e dello sport.
L’esplosione e il dopo-festa
Quando l’orologio della chiesa di San Pietro segna le sei di sera, il rogo viene acceso. I cavalieri galoppano intorno alla pira infuocata mentre le fiamme si innalzano sempre più, avvolgendo il Böögg in un abbraccio incandescente. La folla trattiene il respiro, contando i minuti sui propri smartphone. Quando finalmente la testa esplode in un fragore di fuochi d’artificio, migliaia di persone esultano come se avessero vinto una battaglia contro l’inverno stesso.
Non sempre tutto va secondo i piani. Nel 1921 un ragazzino diede fuoco al Böögg già all’una e mezza del pomeriggio. Nel 1944, durante la guerra, l’evento fu spostato al porto di Enge perché la piazza era stata trasformata in un orto comunitario: il Böögg cadde nel lago di Zurigo e dovette essere ripescato. Nel 2006 un gruppo di contestatori di sinistra rapì il pupazzo, che riapparve solo settimane dopo. Nel 2020 e 2021 la pandemia costrinse a cancellare o spostare il rito: nel 2021 il Böögg fu bruciato nella gola di Schöllenen, nel Canton Uri, e trasmesso in televisione. Nel 2024, per la prima volta nella storia, l’evento fu annullato a causa dei forti venti, e il pupazzo venne bruciato a giugno nel Canton Appenzello Esterno.
Dopo l’esplosione, la tradizione prevede che la gente si avvicini ai resti fumanti del rogo per grigliare salsicce sulle braci ancora calde. È il momento conviviale che chiude la giornata, quando zurighesi e turisti si mescolano intorno al fuoco condividendo cibo e storie.
Una festa tra passato e presente
La Sechseläuten rappresenta un legame straordinario tra il passato corporativo di Zurigo e la sua identità contemporanea. Le corporazioni, che dal 1336 al 1798 hanno governato la città e parzialmente anche dopo il 1815, furono private delle loro funzioni politiche nelle riforme del 1838 e del 1866. Il pomposo corteo è in un certo senso una celebrazione nostalgica di quei “bei tempi andati”, quando gli artigiani dettavano legge in città.
Oggi la Sechseläuten è una festa pubblica solo a Zurigo, non nel resto della Svizzera. Dal 1991, per commemorare il 700° anniversario della Confederazione Elvetica, ogni anno viene invitato un cantone ospite che presenta le proprie tradizioni e specialità culinarie al Lindenhof, aggiungendo varietà alla manifestazione. Nel 2025 il cantone ospite è Zugo.
Nonostante il fascino storico, la festa non è esente da critiche. Tradizionalmente le corporazioni accettavano solo membri maschi, e anche se alcune delle nuove gilde territoriali hanno aperto alle donne, molte delle antiche corporazioni mantengono questa tradizione. Nel 1988 fu fondata la Gesellschaft zu Fraumünster, una corporazione femminile che ancora oggi lotta per essere riconosciuta dal comitato centrale delle corporazioni.
Vivere la Sechseläuten come un locale
Per chi vuole immergersi completamente nell’atmosfera della Sechseläuten, è fondamentale arrivare presto. Le posizioni migliori per assistere al rogo del Böögg sono Bellevue, Sechseläutenplatz e Bürkliplatz, ma questi punti si riempiono rapidamente. La folla può essere compatta e rumorosa, quindi è consigliabile portare protezioni per le orecchie se si hanno bambini piccoli.
Prima del grande evento, il Böögg viene esposto all’ufficio del turismo, dove i fan possono scattare foto ricordo. Molte delle antiche case delle corporazioni ospitano oggi ristoranti raffinati dove gustare piatti tradizionali zurighesi come lo Zürcher Geschnetzeltes (vitello tagliato in strisce con salsa alla panna) e la fonduta di formaggio, immersi in architetture storiche che raccontano secoli di storia artigianale.
La Sechseläuten non è solo uno spettacolo da guardare: è un’esperienza da vivere fianco a fianco con i locali, un momento in cui Zurigo celebra se stessa attraverso il fuoco, la musica e la memoria collettiva. Quando le ultime braci del Böögg si spengono sotto il cielo di aprile, la città sa di aver dato il benvenuto a una nuova stagione.
Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.

