Tajolino è uno di quei luoghi che sembrano nati per tenerti compagnia dall’alba fino alla notte, un bistrot che porta con sé la leggerezza della convivialità e la malinconia dolce della memoria. L’ambiente ha il calore delle cose familiari: tavoli che sanno di vintage, colori che ammiccano al passato, pareti pop che sorridono con volti iconici come Raffaella Carrà, creando un contesto che non si prende troppo sul serio ma resta sempre accogliente.
Al mattino profuma di caffè e brioche appena sfornate, i cornetti croccano sotto i denti mentre le centrifughe illuminano il risveglio con un tocco di freschezza; è un luogo che sa essere caffetteria senza affettazione, mantenendo viva la semplicità della colazione all’italiana.
Con il passare delle ore il menu cambia ritmo: panini fragranti, focacce ripiene, insalate generose, zuppe che scaldano d’inverno, tartare e carpacci che si muovono con grazia tra leggerezza e gusto, tutto preparato al momento, senza mai strafare.
Verso sera, il locale si trasforma ancora, diventa un approdo naturale per l’aperitivo, con calici di vino, birre disinvolte e cocktail che non inseguono virtuosismi ma restano solidi e ben fatti, accompagnati da cicchetti che giocano tra tradizione e sorpresa, dalle polpettine al baccalà fino alle tartare di pesce o alle acciughe dal sapore deciso.
L’atmosfera resta sempre conviviale, mai impostata, con lo staff che più che personale sembra una piccola famiglia allargata, capace di intrecciare sorrisi autentici e di far sentire chiunque parte della scena.
CONTATTI
Via Brembo, 5
329 4493639
www.famigliatajoli.it
ORARI
Lunedì: 7.30.23.00
Martedì: 7.30.23.00
Mercoledì: 7.30.23.00
Giovedì: 7.30.23.00
Venerdì: 7.30.23.00
Sabato: 7.30.23.00
Domenica: 7.30.23.00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.


































