CATEGORIA
Caffè
FASCIA DI PREZZO
2-30 €
MENÙ
![]()
Sui Navigli, c’è un posto dove lo zucchero non esiste. Non per dimenticanza, non per provocazione passeggera: è una dichiarazione di principio. Maurizio e Sonia Valli non hanno mai voluto fare un bel bar. Il loro Bugan — attivo dal 2014 come microtorrefazione a Bergamo — è nato con una missione precisa: portare in Italia la cultura dello specialty coffee. Milano era la destinazione naturale, e il primo luglio 2025 è arrivato il momento.
Il progetto architettonico, si ispira al concetto giapponese di wabi-sabi — la bellezza imperfetta — e trova il suo fulcro in un bancone-laboratorio rivestito in legno carbonizzato secondo l’antica tecnica del Shou sugi ban. Nessun decoro superfluo, solo materia, luce e relazione: uno spazio pensato per far parlare la tazza.
L’offerta conta venticinque tipologie di caffè da assaggiare in sei diverse estrazioni — dall’espresso al cold brew, passando per V60, Chemex, AeroPress e Japanese iced coffee — con tre fasce di prezzo: dai 3,50 euro per le monorigini di base fino ai 25 euro per i caffè da competizione, tostati appositamente per il team Bugan che partecipa, spesso vincendo, alle gare nazionali e internazionali. Le monorigini ruotano ogni settimana, tutte tostate in loco. Gran parte viene importata direttamente grazie a contatti diretti con i produttori nei paesi più vocati, con un posto d’onore per l’Etiopia, spesso frutto di viaggi in piantagione dello stesso team. Il cibo si riduce a lievitati dolci e salati di Signor Lievito. Si viene qui per il caffè, e soltanto per quello.
CONTATTI
Via Vigevano, 15
02 864105
www.bugancoffeelab.com
ORARI
Lunedì: 08:00-18:00
Martedì: 08:00-18:00
Mercoledì: 08:00-18:00
Giovedì: 08:00-18:00
Venerdì: 08:00-18:00
Sabato: 08:00-18:00
Domenica: 08:00-18:00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.



































