Locanda del Menarost custodisce con orgoglio la denominazione di cucina ambrosiana, quella che a Milano si tramanda più nei gesti che nei libri: il locale è piccolo, quasi raccolto, con un arredamento dal sapore vintage che trasforma ogni cena in un tuffo domestico nella Milano di una volta, mentre i tavoli, pochi e ravvicinati, alimentano un’atmosfera intima capace di far sentire chiunque parte della stessa tavolata.
Il menù non cerca la quantità ma la fedeltà assoluta alla tradizione lombarda, con qualche timida incursione emiliana che non stona mai: il risotto alla milanese, dorato di zafferano, arriva spesso accompagnato dall’ossobuco, la cui carne si stacca dall’osso con la naturalezza di chi ha cotto per ore senza fretta, mentre i mondeghili meneghini, polpette di recupero rivisitate con rispetto, riportano in tavola un pezzo di storia gastronomica cittadina. La cassoela, robusta e invernale, convive nel menù con lo stinco di maiale alle cipolle caramellate e con la cotoletta alla milanese, alta, dorata, fedele alla scuola più ortodossa, mentre i nervetti e i tortelli di zucca fatti in casa raccontano la pazienza artigianale della cucina di una volta. Il tiramisù chiude il pasto con la stessa onestà con cui si è aperto, e la carta dei vini, ben assortita anche al calice, accompagna ogni portata senza mai eccedere nel prezzo.
Un indirizzo che non recita una parte, ma vive davvero la Milano che fu, servita con calore, misura e un conto che, per gli standard cittadini, resta sorprendentemente onesto.
CONTATTI
Via Giuseppe Compagnoni, 24
02 73951036
www.locandadelmenarost.it
ORARI
Lunedì: 12:30–15:00 | 19:30–22:00
Martedì: 12:30–15:00 | 19:30–22:00
Mercoledì: 12:30–15:00 | 19:30–22:00
Giovedì: 12:30–15:00 | 19:30–22:00
Venerdì: 12:30–15:00 | 19:30–22:00
Sabato: 12:30–15:00 | 19:30–22:00
Domenica: 12:30–15:00 | 19:30–22:00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.



































