#Amedeo Modigliani: artista e genio ribelle del Novecento

“Maledetto Modigliani” è il docufilm che celebra i cento anni dalla scomparsa dell’artista, diretto da Valeria Parisi, scritto da Arianna Merelli su soggetto di Didi Gnocchi. Si tratta di un documentario evento, destinato ad uscire poco prima del lockdown, ma che purtroppo a causa degli eventi che hanno caratterizzato quest’anno bisestile, è arrivato al cinema solo il 12, 13 e 14 ottobre.

Nel film viene raccontata tutta la storia del famoso artista, attraverso la voce della sua ultima compagna e madre della sua unica figlia, Jeanne Hébuterne, la quale si suicidò a 21 anni, solo due giorni dopo la morte di Modigliani avvenuta il 24 gennaio del 1920 all’Hopital de la Charité di Parigi a causa di una meningite tubercolare molto grave.

La pellicola prevede l’intervento di numerosi artisti, collezionisti, galleristi, personaggi dello spettacolo, tra cui il regista Paolo Virzì, al quale sta molto a cuore questo personaggio perché come lui era originario di Livorno. Ed è proprio il Virzì a sfatare il mito dell’artista alcolizzato e drogato, anzi lo descrive come un genio assoluto, probabilmente non compreso dai suoi contemporanei, lo definisce come un “non secchione”, ma come una personalità assolutamente brillante e carismatica.

Ma concentriamoci sulla vita del protagonista.

Come già detto nasce a Livorno il 12 luglio del 1884, quarto figlio di una famiglia di origini ebraiche. Dopo aver studiato e essersi formato nel mondo dell’arte, decide di partire per diverse città italiane, tra cui Firenze e Venezia, ma la vera e propria svolta avvenne all’età di 21 anni, perché si trasferì definitivamente a Parigi. In quegli anni la capitale francese era un vero e proprio centro culturale e artistico, difatti i più grandi artisti del tempo si trovavano proprio lì, scambiandosi idee, pensieri, seduti ai cafè dell’epoca che accoglievano queste personalità. In questa città Modigliani ebbe modo di vivere una vita molto dinamica, e proprio qui iniziò a cambiare lo stile della sua pittura, Inizia infatti a dipingere corpi di persone a lui care (per esempio riproduceva suoi amici artisti), o figure femminili. Il suo stile era caratterizzato da linee curve, tondeggianti e dolci, tendeva a stilizzare le figure e i colori che usava erano molto caldi, passavano dall’ocra, al color sabbia, a colori ramati. Una delle sue particolarità era il fatto che non dipingesse quasi mai gli occhi, perché? “Gli occhi sono lo specchio dell’anima”, diceva sempre lui, e se lui non conosceva queste anime, non poteva dipingerne nemmeno gli occhi.

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Modigliani, soprannominato poi a Parigi Modì, era un personaggio molto carismatico, seduceva facilmente le donne, e tra queste ebbe due relazioni importanti e stimolanti sotto il profilo artistico e culturale, ma allo stesso tempo molto irrequiete, essendo lui un ribelle. Le ragazze in questione erano Elvira, detta la “Quique” conosciuta in un caffè, una cortigiana professionista che diventò anche sua modella, e la famosa scrittrice inglese Beatrice Hastings. Oltre ad una vivace vita sentimentale, ebbe anche la possibilità di conoscere artisti che come lui sarebbero diventati famosi a livello mondiale, come Picasso, Brancusi e Kisling (colui che riuscì a fare una colletta tra amici e artisti per pagare il funerale di Modigliani).

Era un avanguardista, ben diverso dai suoi contemporanei, e proprio questo genio non compreso lo ha portato ad essere uno degli artisti più apprezzati del Novecento. Purtroppo la sua fortuna ci fu solo dopo la morte, solo dopo quel 24 gennaio iniziò ad essere realmente apprezzato ciò che dipingeva, prima riusciva a vendere i suoi quadri solo per pochi franchi. Morì molto giovane, a 35 anni tra le braccia della sua ultima compagna, Jeanne, giovane pittrice che aveva conosciuto a Parigi, soprannominata “Noix de coco” per i suoi capelli che le incorniciavano il volto. Jeanne era una ragazza molto sola, che viveva da anni una forte depressione, superata grazie alla presenza e all’amore per il suo Modì riuscì, ma non riuscì a reggere alla morte del compagno, infatti decise di gettarsi dal quinto piano della casa dei suoi genitori, nonostante fosse in attesa del secondo figlio.

Insomma, possiamo concludere dicendo che la vita di questo artista è stata anche in buona parte una tragedia, una tragedia che caratterizza e segna le sue opere rendendole dei pezzi da museo, famosissime e apprezzate e ammirate in tutto il mondo. Modigliani, un artista, un genio, un ribelle, un MALEDETTO!