Tully Dawson si fece nuovo per il mondo, e maturo per le glorie di quell’estate, … alcune famiglie sono composte da estranei e non c’è niente da fare.

… essere giovani è una specie di guerra e il grande nemico è l’esperienza.

Si sporse in avanti e mi baciò sulla fronte. “Sei il padrone di te stesso, Noodles. Vivi la tua vita a modo tuo.” Fino a quando non me la concesse, non avevo mai saputo di aver bisogno dell’approvazione di Tully. Non avevo mai saputo che la vita potesse essere quella cosa lì. Trovare un amico che ti tenesse così tanto in considerazione faceva parte di quel sogno chiamato adolescenza.

La vita di alcune persone ruota intorno ai genitori, quella di altre no. ……Non guardati indietro. Tu sei uno strambo e quelli strambi devono andarsene.

Può volerci ina vita intera per capire come ringraziare una persona.

Tully aveva una sete di vita che lo rendeva quasi eroico. Gettava un ponte tra vecchio e nuovo ed era determinato ad essere sempre moralmente all’erta.

Tully capiva che la complessità di certe cose non cancella la complessità di altre. Aveva talento per l’ambivalenza, e non avevo mai incontrato nessuno prima che lo possedesse in modo così naturale.

Io galleggiavi per un secondo nella solitudine: il remoto stato d’animo di euforia causato dall’eccesso, e io adoravo l’eccesso, e adoravo la permissività apparente di quella serata.

… come a dimostrare che ogni stato d’animo contiene anche il suo immediato opposto. Tully era sempre così: riusciva a spegnere gli stati d’animo come un interruttore.

Ciò che vivemmo quel giorno fu la nostra storia. Non vivemmo il resto, il futuro, e non avevamo modo di sapere come sarebbe stato. Forse il futuro avrebbe cambiato i nostri ricordi di quel giorno, o forse si sarebbe fondato proprio su quelli, nessuno lo sapeva. Ma sono sicuro di essermi reso conto allora che la storia di quel concerto e di come c’eravamo arrivati non sarebbe mai svanita.

Ci sono momenti come questo, momenti in cui non sai niente. Mi sedetti al tavolo, mi versai del whisky e vidi immagini nitide che pensavo fossero svanite.

“Mi sono concesso il lusso di dimenticarmi che è tutto effimero,” dissi.

“È un errore che facciamo tutti.”

 

Tutto inizia con un viaggio a Manchester per vedere un concerto e fare un giro nei negozi di dischi.

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Un gruppo di ragazzi, tra di essi due amici.

Tully e James detto Noodles.

Tutto inizia prima quando Tully e Noodles diventano amici. Quando Noodels diventa più un fratello che un amico.

L’inizio è come il diario di un ragazzo appena poco più che adolescente, quasi frivolo ma di grande effetto.

Poi, non so come, non so quando il libro prende vita e ti catapulta in un vortice di parole ed emozioni. Ed è come essere davanti allo schermo e vedere ogni scena mentre la si sta leggendo.

La narrazione, ti smorza il respiro, leggi e stai in apnea. Un peso all’altezza dello sterno, poi ricominci a respirare piano, piccoli respiri poi inghiotti aria e ti rendi conto che non hai mai smesso di leggere. Gli occhi incollati alle parole.

Parole, emozioni, pianti. C’è tutto in questo romanzo che da grandi spunti su canzoni, film, libri e poesie.

E poi, sulla vita, sull’amicizia, sul tempo che passa.

Cercare di scrivere un motivo per leggerlo sarebbe troppo riduttivo. Ha più di un motivo per cui vale veramente la pena leggerlo.

 

Effimeri
di Andrew O’Hagan
Bompiani (2022)

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