Hai avuto la sua età. Come lei hai pensato che la vita fosse fatta di costanti e di ostinazione. Poi l’hai capito di cosa è fatta. Compromessi, ripetizioni, oblii o guarigioni. Tra queste due età, ti sembra di aver dormito.

Mi ha scritto per prima, di solito aspettano. Aspettano a lungo nella misura in cui non sanno, non è evidente che sono quasi morto, aspettando che qualcosa si muova. Se rispondo, succederà qualcosa e uno dei due sarà la vittima. Se non rispondo, andrà come al solito.

Non potendo dire in una frase quello che sei, rispondi con quello che hai, la mancanza. E con l’unica verità comprovata, il tuo corpo. Vuoi dire questo bisogno che ti prende i muscoli e imbianca le tue notti. Ricorda. Confondevi già la tua zona d’ombra con la luce e il tuo desiderio con te stessa.

«C’è sempre qualcosa di assente che mi tormenta» legge Clément a voce alta, in tono neutro, aggiungendo che non è lì che state andando. Ti prende per il braccio e ciò che passa dal suo corpo al tuo, ciò che ti comunica, non lo conosci. E poi te ne ricordi.

L’altro con l’orologio deve amarla, è inevitabile, Laure con la sua risata, le sue sopracciglia vegetali, la sua rabbia, quel modo acceso, rosso, che ha di fare le cose che si fanno a sangue freddo. Pensare, distruggere la propria vita. È irresistibile, la paura che ha dei cani grandi e l’amore per gli uomini vigliacchi. Deve adorarla l’altro, l’amerei per tutta la vita se fossi in lui, se potessi.

Non piangi ancora. Anche senza averlo mai provato, sai cosa ti aspetta. Presto darai qualunque cosa perché ti chiami. Pregherai, ritroverai la strada dell’infanzia, quelle delle litanie. Ridatemelo e farò la brava. Ti taglierai i capelli, incrociare uomini della sua statura o con il suo nome ti squarcerà in due. Si. L’amore è un oggetto astratto infinitamente proiettato dalla predisposizione del soggetto a dimenticarne il prezzo.

Quel qualcosa che palpitava nell’aria ovunque andassi, qualunque cosa dicesse, non palpita più. Le innamorate lo sentono.

All’improvviso piange, il volto tra le mani e sai cos’hai davanti. Uno che non resiste più alla peggiore delle solitudini, che se ne andrà o, peggio, resterà. Allora dal fondo della stanza, gridi sono io. Fortissimo. Nel senso sono arrivata, nel senso è colpa mia.

Hai imparato cos’è la sofferenza di attendere un amore, fino a saperlo dire in una frase, in una volta. È guardare fino a bruciarsi qualcosa di invisibile che non prende mai forma.

 

Laure e Clément si incontrano perché hanno un lavoro da svolgere insieme. Si innamorano così come succedono le cose belle nella vita, in un attimo, un attimo che diverrà eterno. Come due adolescenti si scrivono messaggi nelle ore più assurde della notte e del giorno. Aspettano che l’altro scriva in un gioco fatto di sentimenti e di sogni.

Laure è sposata, insegna all’università.

Clément è single lavora per una grossa società finanziaria.

Laure ha due figlie.

Clément un cane che è anche il suo confidente.

Sembra la storia banale di due adulti che vogliono tornare a essere ragazzi. Invece no. È un sentimento vero quello che provano, tanto vero e struggente a portare Laure a mandare a monte il proprio matrimonio e Clément a buttare alle ortiche il suo prestigioso lavoro.

La storia non è quella banale di due che si innamorano. C’è Clément con i suoi demoni e c’è Laure con i suoi doveri di moglie e madre. Niente romanticismo ma ricerca spasmodica del corpo dell’altro per sanare la propria voglia. Due adulti alla ricerca dello stare bene con sé stessi mettendo a repentaglio la solidità della propria vita fatta di un lavoro prestigioso, una casa, la reputazione.

I dialoghi di questo libro sono di una perfezione da lasciare il lettore in trance. I dialoghi con cui Clément narra la storia sono così toccanti che lasciano senza fiato.

Un romanzo per chi ama le storie che un vero lieto fine non ce l’hanno, per chi ama le storie che scavano nel profondo dell’essere umano mettendo a nudo l’anima dei protagonisti.

La critica francese ha paragonato Maria Pourchet a Michel Houellebecq per lo stile provocatorio con cui scrive e ne sono fermamente convinta anch’io.

Fuoco di Maria Pourchet, Innamorarsi al tavolino di un ristorante

Fuoco
di Maria Pourchet – Rizzoli 2023
traduzione di Elena Cappellini