#Le sorelle Madelusotempo di lettura: 2 min

“Le sorelle Macaluso”, diretto e sceneggiato da Emma Dante, presentato alla 77esima edizione del festival cinematografico di Venezia, in uscita il 10 settembre 2020.

La pellicola si presenta come un film tutto al femminile, ed effettivamente è proprio così. Le protagoniste sono cinque sorelle che si trovano a vivere da sole in un appartamento del profondo sud Italia.

Il film si apre negli anni 80 dove le protagoniste si stanno preparando per andare al mare.

Ad un certo punto si sente il campanello suonare: è uno dei clienti soliti che viene a reclamare i piccioni, poiché tutto il film sarà condotto da questi colombi che le ragazze vendono per campare ma che nel film, in realtà, rappresentano il tempo che scorre.

Accontentato il cliente, le ragazze si avviano al mare e qui succede un fatto sconcertante che lascerà l’amaro in bocca per il resto del film.

Ho trovato il film molto interessante dal punto di vista della scenografia: molto curata e si nota che gli oggetti non sono messi casualmente, ma ogni singola cosa ha il proprio posto.

La storia è carina ma nulla di originale: mi aspettavo di più per un film che si presenta al festival cinematografico di Venezia.

Ma il punto più dolente, che ahimè tocca quasi tutta la cinematografia italiana, sono le riprese: riprese poco stabili quasi tutte in movimento, zoom inutili in scene in cui non occorreva, le carrellate sembrano fatte con un cartello della spesa… una cosa veramente indecente per il livello del festival del cinema di Venezia. Purtroppo, sembra che la Rai non si sia sprecata nel curare la fotografia di questo film, anzi sembra tutto fatto di fretta. Insomma, all’italiana.

Storia più da approfondire ma riprese pessime. Non adatto ad un festival di quel calibro.

Ho letto un commento sulla parete esposta fuori #ridateciisoldi (campagna per esporre le lamentele dei film al festival) che mi sembra più che adatto alla situazione: Le sorelle Madeluso, voto 6/10.

Anna Celi

Anna Celi