C’è un paese in Romagna che per nove giorni l’anno si trasforma nella capitale gastronomica del Paese, e lo fa in nome di un commerciante di seta che non avrebbe mai immaginato di passare alla storia come il padre della cucina domestica nazionale. Dal 27 giugno al 5 luglio 2026 Forlimpopoli celebra la trentesima edizione della Festa Artusiana, l’evento dedicato a Pellegrino Artusi che da tre decenni intreccia gastronomia, memoria e identità locale in uno dei borghi più sorprendenti dell’entroterra forlivese.

Chi era Pellegrino Artusi, il gastronomo che unificò la tavola italiana

Prima di diventare un classico presente in ogni cucina italiana, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, pubblicato nel 1891, era poco più dell’ambizione personale di un uomo costretto a reinventarsi lontano da casa. Pellegrino Artusi lasciò Forlimpopoli da giovane, dopo che la sua famiglia subì un violento assalto da parte della banda del Passatore, il brigante Stefano Pelloni che terrorizzava la Romagna a metà Ottocento. A Firenze, dove si stabilì, costruì fortuna nel commercio della seta, ma fu la passione per la scrittura e per i fornelli, alimentata dal lavoro della domestica Marietta Sabatini e del cuoco Francesco Ruffilli, a consegnarlo alla storia. Il suo manuale, finanziato di tasca propria perché nessun editore volle rischiare, divenne il primo vero tentativo di raccontare un linguaggio gastronomico comune a un’Italia appena unita, pur senza riuscire a comprendere adeguatamente le tradizioni del Sud.

Una festa che racconta trent’anni di identità condivisa

Tornare oggi a Forlimpopoli significa attraversare una città che ha fatto della propria storia gastronomica un motore di comunità. “La Festa Artusiana è la nostra comunità che si racconta attraverso il cibo, la cultura e l’accoglienza“, ha dichiarato la sindaca Milena Garavini durante la presentazione dell’edizione 2026, sottolineando come il progetto sia cresciuto negli anni senza perdere il legame con le proprie radici. Il vicesindaco Enrico Monti ha parlato di un lavoro corale, capace di coinvolgere operatori, associazioni e realtà del territorio in una rete che ogni anno rende la manifestazione un evento diffuso e partecipato in tutto il centro storico, tra la Rocca Ordelaffa e le piazze cittadine.

Show cooking, piazze e il palcoscenico della cucina dal vivo

Ogni serata, in piazza Pompilio, la cucina lascia i fornelli privati per salire su un vero palco pubblico: gli show cooking firmati dall’Associazione Cuochi Artusiani trasformano la preparazione dei piatti in spettacolo condiviso, mentre il centro storico si riempie di stand gastronomici diffusi tra i vicoli. Non è un dettaglio da poco, in un’epoca in cui il cibo è diventato linguaggio mediatico: qui la tavola torna a essere esperienza collettiva, da vivere all’aperto, tra assaggi e racconto.

Casa Artusi e la riflessione sul patrimonio culturale del cibo

Il cuore culturale dell’evento batte a Casa Artusi, la fondazione nata nel 2007 come primo centro interamente dedicato alla cucina domestica italiana. Quest’anno il programma di incontri e tavole rotonde, intitolato “Essere Patrimonio”, assume un significato particolare: arriva infatti pochi mesi dopo il riconoscimento della cucina italiana nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco, un percorso al quale Casa Artusi ha contribuito attivamente come soggetto promotore. Ad aprire le celebrazioni, la lectio di Massimo Montanari, docente e coordinatore della Comunità Scientifica di Casa Artusi, dedicata al valore della tradizione culinaria come patrimonio vivo e non semplicemente museale.

Musica, mostre e riconoscimenti per chi custodisce la memoria artusiana

La Festa Artusiana non vive di sola cucina. Le serate si arricchiscono dei concerti curati dall’associazione Dai de Jazz, con masterclass e jam session che animano il borgo già dai giorni precedenti all’apertura ufficiale. Tra i momenti più attesi, l’assegnazione del Premio Marietta, riconoscimento dedicato a cuochi amatoriali e a figure di spicco della gastronomia, e quest’anno consegnato anche ad honorem a personalità come la giornalista Angela Frenda. Il calendario propone inoltre una fitta programmazione di mostre, dal progetto fotografico “30 tavole” nella Galleria delle Ricette di Casa Artusi, che ripercorre oltre un secolo di convivialità italiana attraverso le immagini di famiglia, fino a “Passaggi”, allestita nella Chiesa dei Servi e dedicata alle nuove generazioni del vino. Per chi cerca informazioni e il programma completo, il riferimento resta il sito ufficiale festartusiana.it.