#Performance: quando la musica incontra la teatralitàtempo di lettura: 3 min

Avete mai pensato a quanto sia importante la teatralità in un contesto musicale? A quanto la figura del performer sia ricca di sfaccettature?

Lady Gaga, in una delle sue prime interviste all’epoca del suo album di debutto “The fame”, quando ancora doveva affermarsi come Star, disse che la musica non è solo una disciplina, è ARTE, un mix di diverse emozioni, di canali artistici, tra cui la teatralità fondamento per la figura di un performer. Se vogliamo guardare al passato, possiamo pensare alla figura di Jim Morrison che sosteneva una tesi molto similare:

“In un grande concerto la teatralità è necessaria perché trasforma la performance in qualcosa di più di un mero evento musicale: fa sì che diventi spettacolo”.

Il Performer

Iniziamo prima di tutto ad analizzare la figura del performer: si tratta di un artista che attraverso la sua voce, il corpo e oggetti inanimati trasmette l’espressione artistica. È un soggetto d’azione, guerriero, con il solo compito di suscitare emozioni nel suo pubblico.

Nel contesto musicale, il performer è il genio che deve essere in grado attirare chi lo ascolta e lo segue, è colui che attraverso il proprio corpo e il proprio stile crea lo spettacolo, ne fa luogo di evasione da una vita in preda alla monotonia. Non si impara ad essere performer, non si insegna, si nasce con questo IO creativo, è un mix perfetto di talento, carisma, profonda sensibilità e spiccata artisticità. Basta un solo individuo per far sì che la performance sia qualcosa di mitico e indelebile.

Ma perché la teatralità è così importante nella musica e nella vita del performer musicale?

Teatralità come segno di riconoscimento

Rispondiamo subito alla domanda facendo pochi esempi, anche se si potrebbe fare un elenco davvero infinito!

Partiamo con una figura mitica, iconica, stravagante: David Bowie.

Chiamiamolo pure trasformista, un animale da palco, trasudava di teatralità, con i suoi mille travestimenti, la sua gestualità, il suo porsi è diventato un simbolo per la musica, e lo è tutt’ora nonostante la sua scomparsa. Lui non era solo un cantante e un musicista, era un vero e proprio attore, e la sua fama la deve anche alla sua stravagante recitazione sul palco.

Possiamo parlare anche di Gene Simmons, bassista e fondatore di una delle rock band più glam di tutti i tempi: i Kiss.

Famoso sicuramente per i suoi testi e la sua musica, ma anche per i suoi stravaganti assoli, durante i quali non si limita solo a suonare, ma a recitare una vera e propria parte da protagonista di un film dell’orrore, e mi riferisco a quando mostra la sua lunghissima lingua al pubblico con tanto di sangue (speriamo finto). Beh, possiamo dire che sia diventato iconico soprattutto per questo, il suo più grande segno di riconoscimento.

Come già detto possiamo continuare, la lista è molto lunga, ma come ultimo esempio si può parlare di un’icona contemporanea, nostra connazionale, che sta rivoluzionando il panorama musicale italiano: Myss Keta, famosa per le sue performance con mascherine stravaganti che le coprono il volto, un’idea bizzarra ma che la rende iconica e molto teatrale, si può dire che indossi una maschera.

Tutti questi artisti vivono di musica, ma anche di teatralità, perché è il loro segno di riconoscimento per sé stessi, ma soprattutto per il loro pubblico, che si immedesima, emula, stima, segue, ma soprattutto che si emoziona, e per un artista far emozionare il proprio pubblico è l’obiettivo più importante.

Cristina Scigliano

Cristina Scigliano