In occasione della mostra Opera al nero all’Ossario e alla Chiesa di San Bernardino alle ossa di Milano, Fausta Squatriti e il suo Archivio in collaborazione con Galleria Bianconi presentano il concerto del violinista Giacomo Borali, della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano, che si terrà sempre presso il Santuario il 20 ottobre alle 18.

Giacomo Borali interpreterà due brani: la Ciaccona dalla Partita n. 2 in re minore per violino solo BWV 1004 di Johann Sebastian Bach Peter Doll zun Abschied di Peter Sheppard Skærver.

La Ciaccona ha assunto, fin dall’800, vita autonoma, oggetto non solo di culto e anche di sempre più approfondite analisi interpretative, ma anche di una lunghissima serie di trascrizioni per i più diversi strumenti o formazioni, oltre che trasposizioni letterarie.

Concerto di violino per Opera al nero, #Un violino accompagna “Opera al Nero”
Fausta Squatriti, Opera al nero, San Bernardino alle Ossa, ph: Sergio Lovati

Al di là dell’indiscutibile bellezza artistica e compositiva, questo capolavoro sonoro offre significativi elementi di contenuto che la rendono particolarmente adatta a incontrare gli spazi architettonici, le forme visive e le traiettorie poetiche della mostra di Fausta Squatriti. Secondo recenti e convincenti studi musicologici, infatti, la Ciaccona andrebbe considerata come una sorta di epitaffio funebre composto da Bach in memoria della prima moglie Maria Barbara scomparsa prematuramente proprio nel 1720.

Alla Ciaccona di Bach, il programma del concerto affianca un brano rappresentativo della letteratura violinistica più recente e particolarmente adatto, per l’atmosfera emotiva che trasmette, alla tematica proposta dalla mostra. Peter Doll zum Abschied, composto nel 1999 da Hans Werner Henze, una delle figure più rappresentative della musica tedesca della seconda metà del ‘900. in questo brano si riconosce una componente costante del suo stile, ossia un teso e spesso toccante lirismo che se da un lato lo collega alla migliore tradizione novecentesca, per esempio, di Alban Berg o di Karl Amadeus Hartmann, dall’altro rimarca la sua speciale indole teatrale, oltre che la costate attenzione per i temi civili e umanitari.

Concerto di violino per Opera al nero, #Un violino accompagna “Opera al Nero”
Fausta Squatriti, Œuvre au noir: Alter Ego, 2009, stampa digitale su acciaio, acciaio specchiante, legno, faro con bitume, cm 179 x 160 x 100, courtesy: Archivio Fausta Squatriti e Galleria Bianconi, Milano

La mostra Opera al nero, curata da Elisabetta Longari e dall’Archivio in collaborazione con Galleria Bianconi e strettamente legata al territorio di Milano, è un progetto site-specific attraverso cui Fausta Squatriti intende far riflettere sul valore del sacro e del memento mori per mezzo di un cortocircuito relazionale fra il luogo e la pratica artistica contemporanea.

Elisabetta Longari apre così il suo testo in catalogo:

«Religione e arte nascono entrambe per esorcizzare la morte, per contrastare il gelo esistenziale, il brivido sgomento che coglie l’uomo all’idea della caducità della vita. Eppure è proprio la morte a restituire alla vita tutto il suo senso; così, come notava Pasolini, sono le operazioni di montaggio a conferire senso al film. Eppure pochi osano guardare la morte. Le opere di Fausta Squatriti selezionate per questa mostra creano una sorta di commentario alla morte, rammemorano della sua presenza, invitano a guardarne i suoi simboli direttamente per famigliarizzare con essa».

La mostra si sviluppa partendo dalla chiesa dove sono presenti una grande croce in ferro e un dittico, continua nell’ossario dove le opere, ospiti discreti, dialogano con gli arredi esistenti. Nella cappella dell’ossario poi si alternano una serie di disegni realizzati per questa mostra.

Il titolo dell’esposizione Opera al nero non è solo una citazione, ma è anche il titolo di un ciclo di lavori dedicati a Marguerite Yourcenar che Fausta Squatriti ha realizzato nel 2009. In mostra è esposto, infatti, il lavoro Œuvre au noir: Alter Ego.