Con una scenografia d’altri tempi, che ricorda di molto i caffè-charmant degli anni 50, scintillanti stoffe e luci soffuse, inizia la straordinaria performance di Gennaro Cannavacciuolo; che prima d’iniziare dichiara che lo spettacolo è “erotico e pornografico” e chiede a chiunque si senta offeso, e ne abbia voglia, di alzarsi e andarsene:

«E ci fosse mai una persona che si sosa e se ne va!».

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E meno male diciamo noi spettatori, come si potrebbe mai!Canta, volteggia, si atteggia coinvolgendo il pubblico presente in sala, per circa due ore, di uno spettacolo allegro, ironico e spensierato.

L’eleganza, la signorilità, la professionalità di questo artista ci sorprende sempre anche quando si cimenta in uno spettacolo musicale di testi a doppio senso ma per nulla volgare.

Accompagnato (dal vivo) da un’orchestra di tre elementi ha proposto, ironicamente e nostalgicamente, il repertorio dell’avanspettacolo e del caffè-concerto interpretando figure sia maschili che femminili.

I testi rivisitati sono di autori come Pisano-Cioffi, Gill, Ripp e di altri popolari che fecero la fortuna della canzonetta sceneggiata.

Non manca un omaggio al grande Nino Taranto ed alla indimenticabile Pupella Maggio, sua maestra d’arte nonché grande amica.

Perché non festeggiare l’imminente Capodanno con un’artista così talentuoso?

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