#Nati 2 volte: un messaggio importante narrato con superficialità

La transizione di genere è un argomento ancora oggi considerato tabù in Italia e per questo raccontarlo così esplicitamente in una pellicola non è facile.

Pierluigi Di Lallo decide di lanciarsi in questa impresa presentando nel novembre 2019 “Nati 2 volte”, disponibile da poche settimane su Prime Video. Il film, tratto da una storia vera, ha come protagonista Maurizio (Fabio Troiano), costretto a tornare nel paesino d’infanzia, dove era conosciuto come Teresa, da cui era fuggito molti anni prima alla volta di Milano per allontanarsi da pregiudizi e stereotipi.

La pellicola è scorrevole e a tratti audace, rende evidenti le difficoltà giornaliere che i transgender devono affrontare senza rendere le vicende parodistiche. Il film tuttavia non fa legare troppo ai personaggi, tanti e poco caratterizzati. Nessuno dei soggetti si discosta dagli altri e, quando succede, è solo per pochi attimi per poi tornare nel gruppo delle “macchiette”. Il triangolo amoroso che si viene a creare con i due co-protagonisti Giorgio e Paola (Marco Palvetti e Euridice Axen) pur essendo atipico non è d’impatto come dovrebbe, perdendo d’efficacia via via verso il finale.

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Il protagonista Maurizio alterna momenti di convincente introspezione ad altri tratteggiati dal normale e semplice “compitino”. Si sarebbe potuto andare più a fondo nella psiche del protagonista a discapito di altre figure secondarie poco rilevanti ai fini della trama.

L’argomento trattato è importante e questa vicenda è giusto che venga raccontata, Di Lallo lo fa senza troppi peli sulla lingua utilizzando anche espedienti decisi e convincenti. Peccato non aver lavorato di più sui singoli attori che, specie in film con tematiche come queste, sono davvero il valore aggiunto della pellicola. Un salto di qualità che non avviene e che non lo fa spiccare in mezzo ai vari dramedy (commedia con tratti drammatici) italiani rendendolo purtroppo solo uno dei tanti.