Quando il Nordamerica dorme, il calcio non si ferma mai. Il 16 giugno 2026 — secondo il calendario USA — il Mondiale mette in scena quattro incontri capaci di infiammare gli schermi da New York a San Francisco, passando per Boston e Kansas City. È la giornata in cui la storia si intreccia con il presente: un fantasma del 2002 aleggia sul MetLife Stadium, Erling Haaland calca per la prima volta il prato di un Mondiale, Lionel Messi insegue un’impresa che nemmeno i libri di storia hanno ancora scritto e la Giordania si affaccia per la prima volta in assoluto sul palcoscenico più grande del calcio mondiale. Quattro storie, quattro sfide, una sola certezza: non ce n’è una da perdere.


Francia-Senegal, il ritorno di un vecchio fantasma al MetLife Stadium di New York

C’è un gol che ancora brucia, dopo ventiquattro anni. Era il 31 maggio 2002, stadio di Séoul, e Papa Bouba Diop — in quella che sarebbe diventata una delle immagini più iconiche della storia della Coppa del Mondo — si tolse la maglia e la depositò sul palo della porta, danzando con i compagni attorno alla bandiera del Senegal. La Francia campione del mondo in carica era uscita sconfitta 1-0 dal Senegal alla prima giornata, e non si sarebbe più ripresa, eliminata al girone. Quel 31 maggio a Séoul è ancora tatuato nella memoria collettiva di un intero continente.

Oggi, 16 giugno 2026, quei due popoli si ritrovano faccia a faccia al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, a pochi chilometri dallo skyline di Manhattan. Lo stadio — che ospiterà anche la finale del torneo il 19 luglio — è il teatro più carico di significato che il sorteggio potesse assegnare a questa sfida del Gruppo I. Capienza da 82.000 spettatori nella sua configurazione NFL, il MetLife è la casa dei New York Giants e dei New York Jets dal 2010, erede spirituale del vecchio Giants Stadium che già ospitò partite nel Mondiale del 1994.

Didier Deschamps, alla sua ultima avventura sulla panchina dei Bleus dopo quattordici anni di regno, porta a North America una Francia che sulla carta è tra le tre o quattro nazionali candidate alla vittoria finale. Kylian Mbappé guida l’attacco con la ferocia di chi sa che questi potrebbero essere gli anni d’oro della sua carriera, affiancato da un sistema che può contare su Mike Maignan tra i pali, Saliba e Upamecano al centro della difesa, e un centrocampo di qualità assoluta con Tchouaméni e Rabiot. I Bleus hanno chiuso la qualificazione vincendo il Gruppo D UEFA senza tentennamenti, conquistando la prima testa di serie nel sorteggio.

Dall’altra parte, Aliou Cissé guida i Leoni della Teranga con la stessa fede incrollabile che li ha sempre contraddistinti. Il Senegal, campione d’Africa nel 2022, arriva a questo Mondiale come la selezione africana più attesa. La rosa è fisicamente imponente, veloce sulle fasce, capace di ribaltare il campo in pochi secondi. La memoria del 2002 non è nostalgia: è carburante.

I bookmaker danno la Francia ampiamente favorita, con quote intorno a -225 per la vittoria transalpina contro +550 per quella senegalese. Ma chiunque abbia visto il calcio africano in questi ultimi anni sa che il Senegal non è una squadra che si spaventa dei favori del pronostico. Una difesa francese talvolta porosa — come dimostrato in qualche recente Nations League — potrebbe offrire spazi pericolosi alle ripartenze dei Leoni.

Fischio d’inizio: martedì 16 giugno alle ore 21:00 italiane.

Dove vedere la partita: DAZN e Rai 1 e RaiPlay in chiaro.


Iraq-Norvegia, il debutto di Haaland e il ritorno di chi aspettava da decenni al Gillette Stadium di Boston

Quarant’anni di attesa da un lato. Ventotto dall’altro. Se i Mondiali fossero anche una gara di pazienza, Iraq e Norvegia arriverebbero a questo Gillette Stadium di Foxborough — battezzato Boston Stadium per la durata del torneo — come due nazioni che hanno imparato cosa significa restare a guardare.

L’Iraq non disputava una partita alla Coppa del Mondo dal 1986, quando a Messico ’86 si congedò con tre sconfitte nel girone. Quarant’anni di conflitti, sanzioni, instabilità politica e federale hanno impedito alla nazionale mesopotamica di tornare su questo palcoscenico. La qualificazione ottenuta attraverso lo spareggio intercontinentale contro la Bolivia (2-1) ha scatenato un’ondata di gioia collettiva in tutto il Paese. L’allenatore è l’australiano Graham Arnold, già artefice di imprese storiche con i Socceroos, che ha costruito una squadra compatta e determinata attorno al centravanti Aymen Hussein. I Leoni della Mesopotamia non vengono qui per fare tappezzeria.

Di fronte, però, c’è un avversario di altra caratura. La Norvegia mancava dalla Coppa del Mondo dal 1998 — Francia ’98, quando la squadra di Egil Olsen eliminò il Brasile nella fase a gironi in uno dei risultati più clamorosi di quell’edizione. La qualificazione per il 2026 è stata invece una cavalcata inarrestabile: otto vittorie in otto partite nel Gruppo UEFA, con l’Italia lasciata indietro senza appello. Il merito principale è di un uomo solo: Erling Haaland, che in quei qualificatori ha messo a segno 16 reti in 8 gare, eguagliando il record di Robert Lewandowski nella singola campagna di qualificazione UEFA. Una statistica che fa riflettere, e molto.

Per Haaland, questo 16 giugno è semplicemente la sera più attesa della sua vita calcistica. Il bomber del Manchester City, che si è ispirato dichiaratamente a Messi e Ronaldo per la longevità e la cura del fisico, giocherà il suo primo Mondiale in assoluto. Affiancato dalla regia di Martin Ødegaard, la Norvegia di Ståle Solbakken è costruita per dominare fisicamente e segnare tanto.

Il Gillette Stadium, aperto nel 2002 e casa dei New England Patriots e della New England Revolution, ha installato un manto erboso naturale sopra il campo in sintetico per l’occasione. Si trova a 29 miglia da Boston, in una delle aree sportivamente più dense d’America.

Le quote dicono Norvegia favorita con margine amplissimo — -450 per la vittoria vichinga contro +1100 per l’Iraq. Ma il calcio è sport che ama le emozioni e i colpi di scena, e la determinazione irachena potrebbe rendere la serata meno scontata di quanto i numeri suggeriscano.

Fischio d’inizio: mercoledì 17 giugno alle ore 00:00 italiane (sera di martedì 16 giugno negli Stati Uniti).

Dove vedere la partita: DAZN e su Rai (verificare la programmazione in chiaro su RaiPlay).


Argentina-Algeria, Messi e il sesto Mondiale all’Arrowhead Stadium di Kansas City

C’è un momento in cui la storia smette di essere passato e diventa presente che cammina sul campo. Lionel Messi entra nel tunnel dell’Arrowhead Stadium — quella che fino all’anno scorso tutti conoscevano come la casa dei Kansas City Chiefs, quattro volte campioni NFL negli ultimi anni — e con lui entra tutta la mitologia del calcio moderno. È il suo sesto Mondiale, uno traguardo condiviso soltanto con Cristiano Ronaldo tra i giocatori di questa epoca. L’ultimo, quasi certamente. Quello in cui l’Argentina campione del mondo in carica prova a fare ciò che non riesce a nessun ct dal 1938: vincere due titoli consecutivi. Lionel Scaloni, il tecnico che guidò l’Albiceleste alla gloria in Qatar, sogna di entrare nella storia come Vittorio Pozzo.

L’avversaria è l’Algeria, i Fennec — le Volpi del Deserto — allenata dal tecnico svizzero-bosniaco Vladimir Petkovic. I nordafricani si sono qualificati con una campagna africana di spessore, e portano nel bagaglio la classe di Riyad Mahrez, 35 anni, ex Manchester City, uno dei giocatori più tecnici mai prodotti dal continente africano. L’Algeria non ha mai incontrato l’Argentina in una gara ufficiale: questa sarà quindi la prima partita competitiva tra le due nazionali nella storia. Una curiosità che aggiunge sapore a un incontro già carico di aspettative.

L’Arrowhead Stadium — ufficialmente GEHA Field at Arrowhead Stadium, ribattezzato Kansas City Stadium per la durata del torneo — è aperto dal 1972, casa dei Kansas City Chiefs. Capienza da 73.000 posti, atmosfera da brividi nelle sere di gara, si trova a 8,5 miglia dal centro di Kansas City nel Missouri.

Argentina si presenta con una forma recente impeccabile: cinque vittorie nelle ultime cinque partite, con 15 gol segnati e uno solo subito. Julian Álvarez e Enzo Fernández sono pronti a coprire ogni angolo del campo per proteggere e liberare il loro capitano. Emiliano Martínez, eroe dei rigori in Qatar, presidia la porta con la stessa autorevolezza di sempre.

Il pronostico è netto: l’Argentina è data vincente con quote attorno a -239, l’Algeria a +550. Ma i Fennec hanno nel loro DNA la cultura dell’impresa, e a un Mondiale la storia insegna che i grandi rischiano sempre qualcosa alla prima partita.

Fischio d’inizio: mercoledì 17 giugno alle ore 03:00 italiane (sera di martedì 16 giugno negli Stati Uniti).

Dove vedere la partita: esclusiva DAZN in Italia.


Austria-Giordania, il debutto storico dei Falchi al Levi’s Stadium di Santa Clara

C’è qualcosa di commovente nel calcio quando una nazione calca per la prima volta il prato di una Coppa del Mondo. La Giordania arriva al Levi’s Stadium di Santa Clara — casa dei San Francisco 49ers, uno degli impianti più moderni e tecnologicamente avanzati degli Stati Uniti con i suoi 68.500 posti — per vivere il momento più importante della sua storia calcistica. Al-Nashama, i Falchi, si sono qualificati attraverso una marcia asiatica che li ha visti raggiungere anche la finale della Coppa d’Asia 2023: una nazione che stava crescendo piano piano, lontano dai riflettori, e che ora si trova sul tetto del mondo.

Il percorso di qualificazione alla Coppa del Mondo è stato un capolavoro di tenacia: nella fase finale asiatica, la Giordania ha terminato seconda dietro la Corea del Sud con 16 punti in 10 partite, quattro vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. Ali Olwan, secondo marcatore all-time della nazionale con 27 reti in 58 presenze, e Mousa Al Tamari, 23 gol in 76 apparizioni, sono i punti di riferimento offensivi di una squadra che sa soffrire e colpire in transizione.

Di fronte c’è l’Austria di Ralf Rangnick, che torna al Mondiale dopo una lunghissima assenza di 28 anni — l’ultima apparizione era stata a Francia ’98. Das Team è arrivato qui attraverso una qualificazione europea dominante: il Gruppo UEFA si è chiuso con una marcatura storica, quella 10-0 contro San Marino, che ha fatto capire a tutti che questa Austria non è la stessa delle edizioni precedenti. Il sistema di pressing ad alta intensità di Rangnick ha trasformato una nazionale spesso sottovalutata in una macchina collettiva di grande efficienza.

Il Levi’s Stadium, aperto nel 2013 nella Silicon Valley, è noto per le sue infrastrutture tecnologiche d’avanguardia e la sua attenzione alla sostenibilità. Per questo Mondiale è stato scelto come sede di più gare del Gruppo J.

I pronostici sorridono all’Austria, più esperta e fisicamente strutturata per questo tipo di competizione. Ma il fascino di un esordio assoluto, la leggerezza di chi non ha nulla da perdere e tutto da conquistare, potrebbero rendere la Giordania più pericolosa di quanto le classifiche UEFA-AFC sembrino suggerire.

Fischio d’inizio: mercoledì 17 giugno alle ore 06:00 italiane (notte di martedì 16 giugno negli Stati Uniti).

Dove vedere la partita: esclusiva DAZN in Italia.