Ashley Madison ha collaborato con la Dottoressa Zhana Vrangalova, rinomata ricercatrice in sessuologia e docente alla New York University, e con YouGov per indagare quanto i desideri e le fantasie sessuali siano espressi liberamente dentro ad una delle società storicamente più conservatrici sotto questo punto di vista, ossia gli Stati Uniti.

Un’indagine atta a scoprire a cosa pensano (o meglio, su cosa fantasticano) gli americani quando si tratta di sesso e quali poi siano i loro effettivi comportamenti.

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I risultati sono riportati in un nuovo report, Unbound Love: Sex, Fantasy, and Desire, che nonostante si inserisca in un momento storico importante, in cui gli interessi e i costumi sessuali stanno cambiando, rivela che quasi la metà degli americani non sa come esprimere le proprie fantasie e desideri sessuali al partner primario, o forse esita troppo a farlo.

La ragione di questo tentennamento potrebbe essere dovuta al fatto che due terzi degli americani (61%) in una relazione stabile dichiara di aver fantasticato di fare sesso con più persone, argomento delicato da trattare con il proprio partner.

Cosa si nasconde nell’intimo degli americani

La maggior parte degli statunitensi in una relazione (tra l’88 e il 93% degli uomini e l’83% delle donne) ha riferito di aver sperimentato in qualche misura almeno una delle fantasie sessuali menzionate nel report.

Mentre la fantasia più comune è stata l’intimità, la passione e il romanticismo (con l’86% degli americani in coppia che ha fantasticato su questo aspetto), più di tre quarti degli intervistati (l’85% degli uomini e il 68% delle donne) ha riferito di aver sognato qualcosa di un po’ più piccante, come il BDSM (Bondage, Discipline/Dominance, Sumbission/Sadism, Masochism), la non-monogamia e il sesso con più partner.

Quasi due terzi (64%) ha riferito di aver fantasticato in qualche misura sulla novità sessuale (nuove posizioni, luoghi e sextoy), il 61% di aver avuto fantasie che coinvolgevano altre persone (giochi di gruppo, scambio di partner, relazioni aperte o sesso con persone diverse), mentre il 43% ha affermato di essere stuzzicato dal potere e controllo (come il BDSM e il power play).

C’è poi circa un quarto (26%) degli intervistati (30% uomini in una relazione vs 22% donne in una relazione) che ha confessato di aver fantasticato su atti omoerotici o di genderbending (trasgredire al comportamento previsto dal ruolo della propria appartenenza di genere).

Ma, nonostante l’alta prevalenza di molte fantasie sessuali, quasi la metà degli intervistati (47% degli uomini e 40% delle donne) non si è sentito in grado di condividerle facilmente con il partner.

È triste – ma non sorprendente – che molte persone non riescano a esprimere apertamente le proprie fantasie sessuali -afferma la Dottoressa Zhana – rinomata ricercatrice in sessuologia e docente alla New York University. “Assistiamo però a una lenta apertura, la cultura continua a stigmatizzare molti desideri e fantasie sessuali, soprattutto quelli che non rientrano in una stretta categoria sociale di comportamenti accettabili, e continua a censurare le informazioni e le conversazioni sulla sessualità in generale. In ultima analisi, questo priva le persone del linguaggio e della fiducia necessari per parlare delle loro fantasie sessuali con i propri partner e fa sì che provino vergogna, senso di colpa e paura”.

Negli USA i giovani sono più liberi sessualmente degli over 35

Rispetto agli over 35, il report dimostra che lo stigma associato al sesso è gradualmente meno diffuso tra i giovani (18-34 anni), con maggiori probabilità di fantasticare sulla novità (71% vs 61% tra gli over 35), sul potere, sul controllo e sul sesso violento (65% vs 35%), sulla non-monogamia (71% vs 57%) e sull’omoerotismo (42% vs 20%).

Inoltre, un numero maggiore di giovani americani in una relazione (60%) si sente a proprio agio nel condividere le proprie fantasie con un partner, rispetto al 47% del gruppo di età superiore ai 55 anni. Sono anche molto più propensi (44% a pensare che una qualche forma di apertura sessuale sarebbe ideale per la loro relazione, rispetto al 22% del gruppo di età superiore ai 55 anni.

Al di là dei limiti

Rispetto al campione degli statunitensi in una relazione intervistati, gli iscritti di Ashley Madison presentano tassi più elevati in tutte le tipologie di fantasie sessuali (tra il 60 e il 90% in più rispetto al campione USA tra il 42 e l’80%), con l’eccezione dell’omoerotismo, per il quale i dati sono simili.

Tuttavia gli iscritti di Ashley Madison sono molto meno propensi (30%) a condividerle con i loro partner principali rispetto alla media degli americani che convivono (54%).

Alcuni membri di Ashley Madison, inoltre, affermano che una relazione secondaria permette loro di esplorare i propri desideri sessuali, altrimenti insoddisfatti nella relazione primaria. Più di tre quarti (77%) dichiara di non essere molto soddisfatto degli aspetti sessuali della loro relazione primaria, quasi il doppio rispetto alla popolazione generale in una relazione (42%).

Data questa situazione, non sorprende che gli iscritti ad Ashley Madison abbiano scelto di esternalizzare alcuni dei loro bisogni e di cercare la soddisfazione sessuale attraverso legami extraconiugali. Spesso si tratta di un modo per preservare la relazione primaria e soddisfare alcuni dei propri bisogni fondamentali.

I dati mostrano un crescente interesse verso la non-monogamia, tanto attraverso la fantasia quanto nella vita reale – afferma Christoph Kraemer, Managing Director di Ashley Madison per l’Europa – Ci auguriamo che questo report incoraggi le persone a considerare le fantasie sessuali come qualcosa in grado di rafforzare le relazioni nel lungo periodo e che realizzino che, se affrontate correttamente, le conversazioni intorno alle fantasie non devono essere viste come una minaccia alla loro relazione primaria”.

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