Il dado è tratto. Siamo alla terza giornata della fase a gironi e il Mondiale 2026 entra nella sua fase più spietata, quella in cui i conti si fanno sul serio e non c’è più spazio per i rimpianti. Quattro partite, quattro verdetti da scrivere nella notte nordamericana. Da Toronto a Seattle, da Vancouver a Guadalajara, si decidono destini, si consumano sogni, si aprono porte verso i sedicesimi di finale. Per il tifoso italiano — ormai abituato a svegliarsi all’alba seguendo questo Mondiale dall’altra parte del pianeta — è una notte da non perdere. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle partite del 24 giugno 2026 (calendario USA).
Panama-Croazia: ultima spiaggia per i vice-campioni del mondo al BMO Field di Toronto
C’è qualcosa di drammatico nell’aria che si respira al BMO Field di Toronto quando arrivano le grandi serate. Lo stadio da poco più di 30.000 posti, incastonato nel cuore della città canadese affacciato sul lago Ontario, si trasforma in una bolgia che amplifica ogni emozione. E di emozioni, questa partita ne promette molte: è, di fatto, una finale anticipata per la sopravvivenza nel Gruppo L.
La Croazia arriva all’appuntamento con le spalle al muro. I vice-campioni del mondo del 2018, la nazionale che incantò il pianeta in Russia e che poi si ripeté in Qatar sfiorando ancora il podio, si sono presentati a questo Mondiale con le insegne logorate e qualche anno sulle gambe di troppo. L’esordio contro l’Inghilterra è stato un risveglio brutale: sconfitta 4-2 con i gol di Kane (doppietta), Bellingham e Rashford a spegnere le braci di un orgoglio che ancora bruciava. Ora, con zero punti e -2 in differenza reti, i croati devono vincere e sperare. Il capitano Luka Modrić, alla sua quinta Coppa del Mondo — un record per un giocatore europeo che divide con pochi eletti — sa che questa potrebbe essere la sua ultima danza sul palcoscenico più grande. A 41 anni suonati, il pallone d’oro del 2018 porta con sé il peso e la grazia di un’intera generazione.
Panama, dal canto suo, non se la passa molto meglio. La selezione centroamericana ha ceduto di misura al Ghana (0-1, gol di Yirenkyi al 95′) nel primo turno disputato proprio in questo stadio, tre settimane fa. Un ko che brucia, considerando che i panamensi avevano dominato quasi tutta la partita senza riuscire a segnare. L’accesso al Mondiale 2026 rappresenta già la terza qualificazione consecutiva per una nazione che fino al 2018 non aveva mai conosciuto la Coppa del Mondo: una crescita esponenziale che merita rispetto.
La curiosità storica che aleggia su questa sfida è tutta nella storia delle due nazionali: non si sono mai affrontate in assoluto in un torneo ufficiale FIFA prima d’oggi. Un inedito assoluto, dunque, con tutto il fascino dell’ignoto tattico che ne consegue. La classifica del girone parla chiarissimo: <cite index=”18-1″>Inghilterra e Ghana guidano a quota 3 punti, mentre Panama e Croazia sono ferme a zero</cite>. Chi perde è matematicamente eliminato, chi vince si tiene vivo ma dipenderà dall’altro risultato del girone.
Le probabilità sorridono alla Croazia, che sulla carta esprime una qualità tecnica superiore. Tuttavia, a Toronto, di fronte a un pubblico nordamericano entusiasta e con Panama motivata come non mai, nulla è scritto. Attesa una partita tesa, fisica, con la Croazia costretta ad attaccare e Panama pronta a colpire in contropiede.
📺 Fischio d’inizio: ore 1:00 (ora italiana) — in diretta su DAZN
Colombia-Repubblica Democratica del Congo: il confronto tra due continenti all’Estadio Akron di Guadalajara
Il Estadio Akron di Guadalajara, Messico — uno degli impianti più moderni e scenografici dell’intero torneo, con la sua struttura traforata che sembra sbocciare dalla terra come un fiore di pietra — ospita uno degli incontri più intriganti della giornata. Siamo nel Gruppo K, e qui il copione è rovesciato rispetto al girone L: c’è una capolista netta e una lotta serrata per il secondo posto.
La Colombia di Lorenzo Caracol e dei suoi talenti da Premier League e Liga ha convinto sin dalla prima giornata. <cite index=”29-1″>Il successo per 3-1 sull’Uzbekistan ha messo in mostra tutto il potenziale offensivo della Tricolor, con i gol di Muñoz, Díaz e Campaz</cite>. Una squadra che sa giocare a calcio, che sa pressare alto e che può far male con rapidità. Con 3 punti e la miglior differenza reti del girone, i colombiani arrivano a questa sfida con il vento in poppa, cercando una vittoria che varrebbe la qualificazione matematica ai sedicesimi con un turno di anticipo.
Davanti a loro c’è la Repubblica Democratica del Congo, la nazionale africana che ha già scritto una piccola pagina di storia in questo Mondiale. <cite index=”29-1″>Il pareggio per 1-1 contro il Portogallo — con il gol di Wissa a rispondere a quello di João Neves — è stato uno dei risultati più sorprendenti della fase a gironi</cite>. I Leopardi, nome con cui la selezione congolese è nota, hanno dimostrato di saper stare in campo contro avversari di assoluto livello. Il centravanti Wissa, che gioca nel Brentford in Premier League, è un cliente scomodo per qualsiasi difesa.
La curiosità sta tutta nel confronto tra due stili opposti: la Colombia, raffinata scuola sudamericana; la RD Congo, atletismo e fisicità africana. È anche uno scontro tra continenti che raramente si trovano faccia a faccia in una competizione così importante. <cite index=”28-1″>La classifica del girone vede la Colombia a quota 3, la RD Congo e il Portogallo a pari merito con 1 punto, l’Uzbekistan a zero</cite>. Per la Congo, un pareggio potrebbe bastare per restare in corsa, ma contro una Colombia in forma sarà una missione ardua.
Le probabilità pendono nettamente verso i sudamericani, che esprimono un calcio di qualità superiore e godono di un momento di forma invidiabile. La Colombia è favorita, ma la RD Congo ha già dimostrato di saper fare sorprese.
📺 Fischio d’inizio: ore 4:00 (ora italiana) — in diretta su DAZN
Svizzera-Canada: chi vince il Gruppo B? La resa dei conti al BC Place di Vancouver
Se c’è una partita, tra quelle in programma mercoledì notte italiana, che vale quanto una finale, è questa. Il BC Place di Vancouver — lo stadio dalla cupola retrattile che domina i profili di False Creek, con le montagne innevate della British Columbia sullo sfondo — si trasforma in un teatro da brividi. <cite index=”44-1″>Nella sua quinta decade di esistenza, il BC Place rimane un pezzo di architettura sorprendente situato sulle rive dell’insenatura di False Creek, sede dei Vancouver Whitecaps in MLS</cite>. È già stato il palcoscenico del trionfo canadese nel 6-0 al Qatar, con la folla in delirio. Ora tocca a un incrocio che vale la testa del Gruppo B.
La Svizzera di Murat Yakin ci arriva con un record quasi immacolato nel girone: <cite index=”42-1″>ha esordito con un 1-1 contro il Qatar, poi ha dominato la Bosnia 4-1 grazie a una doppietta del ventenne Johan Manzambi e alle reti di Vargas e Xhaka</cite>. La Nati è una macchina ben oliata: difensivamente solida, tecnicamente affidabile, con il capitano Granit Xhaka che incarna ogni stagione di più la figura del leader totale. <cite index=”39-1″>La Svizzera partecipa alla sua tredicesima Coppa del Mondo e alla sesta consecutiva</cite>, un dato che racconta la continuità di un sistema calcio che funziona. Hanno persino un primato bizzarro: <cite index=”42-1″>nel 2006 furono eliminati senza aver subito un solo gol</cite>, un record dal sapore paradossale.
Il Canada di Jesse Marsch è la rivelazione del torneo. <cite index=”43-1″>Con una tripletta di Jonathan David, l’attaccante della Juventus che ha raggiunto un primato rimasto in piedi per 60 anni — l’ultimo giocatore a fare tripletta con la maglia di una nazionale ospitante era stato Geoff Hurst ai Mondiali inglesi del 1966</cite> — i canadesi hanno demolito il Qatar 6-0 in una serata di straordinaria potenza. David, con 41 gol in 75 presenze, è il miglior marcatore nella storia della nazionale. <cite index=”42-1″>Le due squadre si sono affrontate una sola volta: un’amichevole del 15 maggio 2002, vinta 3-1 dal Canada in Svizzera</cite>. Quella di Vancouver sarà solo il secondo incrocio ufficiale tra le due nazionali.
Con 4 punti a testa (Canada con differenza reti +6, Svizzera con +3), si tratta di una partita dal valore altissimo: chi vince è quasi certamente prima del girone e ottiene un tabellone favorevole ai sedicesimi. La grande assente potrebbe essere la prudenza: entrambe le squadre vogliono vincere, entrambe hanno dimostrato di saper segnare.
L’equilibrio è reale, ma il fattore campo e la spinta del pubblico canadese fanno pendere l’ago della bilancia verso i padroni di casa. La Svizzera è però squadra che non si scompone mai: potrebbe essere una di quelle partite decise da un dettaglio, da un guizzo individuale o da un calcio piazzato. Da non perdere.
📺 Fischio d’inizio: ore 21:00 (ora italiana) — in diretta su DAZN. Partita selezionata RAI: verificare il palinsesto su Rai Sport/RaiPlay
Bosnia ed Erzegovina-Qatar: l’ultima chance per i dragoni balcanici al Lumen Field di Seattle
L’ultima partita della serata è forse quella con il copione apparentemente più scritto, ma che nasconde insidie e storie umane di straordinaria profondità. Il Lumen Field di Seattle — lo stadio che amplifica il tifo come pochi altri al mondo, costruito appositamente per creare una scatola acustica in cui il rumore si accumula fino a diventare fisico — accoglie una sfida che vale tantissimo per una delle due contendenti.
La Bosnia ed Erzegovina è una squadra con un’anima romantica. <cite index=”47-1″>L’impresa realizzata contro l’Italia negli spareggi di qualificazione ha galvanizzato la nazionale, che ora mira a superare per la prima volta la fase a gironi e accedere all’eliminazione diretta</cite> — qualcosa che nel 2014, alla loro unica altra partecipazione mondiale, non riuscì. Al centro di tutto c’è un uomo che vale un racconto da solo: Edin Džeko, il centravanti di Sarajevo che ha attraversato vent’anni di calcio europeo tra Roma, City e Fenerbahçe, e che a 40 anni si ritrova ancora a indossare la fascia di capitano in un Mondiale. Uno di quei giocatori che non si capisce davvero dove finisce il campione e dove inizia la leggenda.
Il percorso nel girone è però in salita: <cite index=”52-1″>la Bosnia ha perso 4-1 contro la Svizzera</cite> nella seconda giornata dopo un primo tempo equilibrato, scivolando su un’avversaria in grande stato di forma. Prima aveva pareggiato 1-1 con il Canada. 1 punto in classifica, con l’obbligo di vincere e sperare.
Il Qatar, invece, arriva da protagonista negativo del girone: <cite index=”47-1″>ai Mondiali del 2022, i campioni asiatici avevano perso tutte e tre le partite disputate in casa</cite>, ma in questi quattro anni hanno vinto la Coppa d’Asia 2024 e si sono qualificati brillantemente. L’obiettivo dichiarato era muovere la classifica, e in parte ci sono riusciti con il pareggio all’esordio contro la Svizzera. Il 6-0 incassato dal Canada, però, ha bruciato ogni illusione. Con 1 punto, come la Bosnia, il Qatar gioca una partita da dentro o fuori.
Storicamente, Bosnia e Qatar non hanno precedenti significativi a livello di grandi tornei, il che rende l’incontro ancora più imprevedibile. La Bosnia ha il vantaggio della qualità tecnica individuale — soprattutto nei centrocampisti — e di una fame senza limiti. Il Qatar ha ritmo, organizzazione tattica e giocatori veloci in transizione.
Le probabilità favoriscono la Bosnia, che ha maggiore esperienza europea e un motivazione spasmodica. Ma il Qatar di questi anni non è più la squadra sprovveduta del 2022: difficile, ma non impossibile uno dei verdetti più clamorosi del torneo.
📺 Fischio d’inizio: ore 21:00 (ora italiana) — in diretta su DAZN




























