C’è qualcosa di ipnotico nel modo in cui un Mondiale sa trasformare il calendario in un racconto. Non sono solo partite: sono incontri tra mondi, memorie collettive che si scontrano sul rettangolo verde, storie che attendevano da anni di essere scritte. Il 18 giugno 2026 porta in dote quattro capitoli di questa epopea americana, quattro sfide che — a dispetto delle ore piccole italiane in cui alcune di esse si disputeranno — meritano ogni momento di veglia. Dal lago Ontario alle strade di Città del Messico, dal Mercedes-Benz Stadium di Atlanta alla città degli angeli, il mondo del calcio non si ferma mai.


Ghana-Panama, la “battaglia africana” di Toronto per la sopravvivenza nel girone L

Sul lungolago di Toronto, affacciato sulle acque del lago Ontario, il Toronto Stadium — il BMO Field della quotidianità, ampliato per l’occasione fino a circa 45.700 posti — ospita una sfida che ha tutto il sapore di una finale anticipata per entrambe le contendenti. Ghana e Panama si trovano di fronte sapendo già che, in un girone dominato da Inghilterra e Croazia, la partita tra loro potrebbe valere tutto.

Le Black Stars del Ghana portano sulle spalle il peso di una storia gloriosa e dolorosa allo stesso tempo. Quel Mondiale del 2010, in Sudafrica, rimane una ferita aperta: quarti di finale raggiunti con eroismo, poi la mano di Luis Suárez sulla linea di porta nei supplementari, il rigore di Asamoah Gyan che si infrangeva sulla traversa, e la successiva eliminazione ai calci di rigore contro l’Uruguay. Da allora il Ghana è stato eliminato nella fase a gironi nel 2014 e nel 2022, restando senza vittorie e senza clean sheet nelle ultime sette uscite mondiali. L’eredità di quel pomeriggio di Johannesburg pesa ancora, e questa generazione vuole scrollarsela di dosso.

Il Ghana è inserito nel gruppo L dove dovrà affrontare due nazionali di altissimo livello come Inghilterra e Croazia: la partita contro Panama diventa quindi quasi un obbligo di vittoria per provare poi a strappare almeno un risultato positivo contro una delle due favorite. In campo, a guidare l’attacco, c’è Jordan Ayew del Leicester, capitano e simbolo di una nazione che non ha dimenticato il calcio totale degli anni d’oro. A centrocampo Thomas Partey del Villarreal garantisce equilibrio, mentre Antoine Semenyo del Manchester City è un esterno rapido e pericoloso.

Dall’altra parte c’è il Panama, una storia di calcio ancora giovane ma già capace di stupire. I canaleros partecipano per la seconda volta in assoluto, dopo il debutto in Russia nel 2018, e cercano la prima vittoria in Coppa del Mondo in terra americana. Nel loro cammino di qualificazione, hanno chiuso al primo posto nel loro gruppo resistendo alla pressione di Suriname e Guatemala. Un piccolo paese di quattro milioni di abitanti che sogna di lasciare il segno su un palcoscenico che, fino a pochi anni fa, sembrava irraggiungibile.

Il Ghana ha dominato il proprio girone di qualificazione vincendo otto delle dieci partite disputate. Ma i numeri parlano anche di una fragilità difensiva che preoccupa: anche Panama non ha mantenuto la porta inviolata nelle ultime sette gare. Dunque ci si aspetta una partita combattuta, aperta, dove ogni errore rischia di costare caro.

Sul piano delle probabilità, il Ghana parte con un leggero vantaggio tecnico e atletico. Ma il Panama sa difendersi e ripartire con efficacia, e in una partita del genere, dove la pressione è massima su entrambi, qualsiasi risultato è possibile. La vittoria ghanese è favorita, ma tutt’altro che scontata.

Fischio d’inizio: ore 1:00 (ora italiana)

Dove vederla: DAZN

Risultati della partita: Ghana 1 – Panama 0


Uzbekistan-Colombia all’Azteca, il debutto storico dei “Lupi Bianchi” di Cannavaro

C’è un nome che gli italiani conoscono bene, e che risuona in modo quasi surreale in questo Mondiale americano: Fabio Cannavaro. Il capitano della Nazionale campione del mondo nel 2006, alzatore della coppa a Berlino, siede oggi sulla panchina di una nazione che il calcio mondiale non aveva mai visto prima: l’Uzbekistan. Grande curiosità per questa squadra, alla sua prima storica apparizione mondiale, guidata dall’ex campione del mondo italiano.

Il teatro scelto per questa prima volta nella storia è semplicemente il più carico di miti e leggende che il calcio conosca: l’Estadio Azteca di Città del Messico. Nessuno stadio al mondo ha ospitato tanti momenti leggendari: la Mano de Dios di Maradona, il Gol del Secolo contro l’Inghilterra, la finale del 1970 tra Brasile e Italia — tutto è accaduto qui, tra le mura di questo colosso di cemento che domina il sud di Città del Messico a 2.240 metri di altitudine. Per l’Uzbekistan, esordire in questo tempio è quasi una benedizione, quasi un battesimo del fuoco in uno dei luoghi più carichi di storia del calcio mondiale.

La prima qualificazione mondiale della storia per i cosiddetti “Lupi Bianchi” è arrivata con un percorso quasi perfetto nelle qualificazioni AFC: sei vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta in dieci partite. Cannavaro ha costruito una squadra organizzata, con un 3-4-3 aggressivo, con il centravanti Eldor Shomurodov e il difensore Abdukodir Khusanov come riferimenti principali. Non esistono precedenti tra Uzbekistan e Colombia: questa sarà la loro prima sfida ufficiale in assoluto.

Di fronte troveranno la Colombia di James Rodríguez, il trequartista dalla tecnica sopraffina che nel 2014 aveva incantato il pianeta con i suoi gol e la sua visione di gioco. Il migliore risultato nella storia della Colombia in un Mondiale resta i quarti di finale del 2014, con un James Rodríguez in rampa di lancio. Dodici anni dopo, lo stesso James è ancora lì. Al suo fianco, Luis Díaz del Liverpool è diventato uno dei calciatori più forti al mondo, mentre Richard Ríos e Jhon Arias completano un centrocampo di grande qualità e vivacità.

Nella Copa America 2024, le squadre sudamericane che hanno giocato a Los Angeles hanno vinto il 71% delle loro partite: il fattore pubblico, in un impianto come l’Azteca dove le comunità latinoamericane riempiono gli spalti, non è un’ipotesi ma un dato. Certo, il Venezuela è storicamente il tifo prevalente all’Azteca, ma la Colombia troverà sicuramente una parte significativa del pubblico dalla propria parte.

La solidità difensiva, la disciplina a centrocampo e la precisione in area decideranno chi porterà a casa i tre punti in questa prima sfida di girone. La Colombia è nettamente favorita, ma l’Uzbekistan di Cannavaro ha dimostrato nelle qualificazioni di avere carattere e organizzazione. Aspettatevi almeno un’ora di grande equilibrio, con i colombiani che potrebbero sbloccare la partita nella ripresa sfruttando la loro maggiore qualità individuale. La Colombia parte favorita, l’Uzbekistan sogna il colpaccio storico.

Fischio d’inizio: ore 4:00 (ora italiana)

Dove vederla: DAZN

Risultati della partita: Uzbekistan 1 – Colombia 3


Repubblica Ceca-Sudafrica ad Atlanta, quando entrambe devono vincere per sopravvivere

Il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta è già di per sé uno spettacolo architettonico prima ancora che inizi qualsiasi partita. Inaugurato nel 2017, ha una capienza di 75.000 posti e un tetto retrattile ispirato al Pantheon di Roma che si apre e si chiude come il diaframma di una fotocamera, con un maxi schermo circolare sospeso intorno all’apertura che permette di vedere replay e statistiche da qualsiasi punto dell’impianto. Un gioiello tecnologico che per la prima volta nella storia ospita il calcio mondiale al massimo livello, in quello che è — di fatto — un debutto assoluto di Atlanta sulla scena iridata.

Ma ad animare questo stadio futuristico arrivano due squadre che non possono permettersi ulteriori passi falsi. I Bafana Bafana hanno esordito nel Gruppo A con un disastroso 2-0 contro il Messico, subendo due espulsioni: i cartellini rossi a Sphephelo Sithole e Themba Zwane hanno complicato le cose, e i due salteranno il prossimo match. Giocare con due assenze forzate sulle fasce, contro una squadra europea organizzata, è lo scenario peggiore per il Sudafrica.

Per i Bafana Bafana si tratta di un ritorno carico di emozione e significato: la squadra mancava dall’appuntamento con i Mondiali di calcio da ben sedici anni, dall’edizione del 2010 disputata in casa, quando il Sudafrica divenne il primo Paese africano a ospitare la rassegna iridata. Sedici anni di attesa, sedici anni di lavoro, per tornare sul palcoscenico più grande e rischiare di uscirne nella peggiore maniera.

La Repubblica Ceca, dal canto suo, non sta certo meglio. La Corea del Sud, avanti al 59′, ha rimontato e vinto 2-1 nell’esordio del Gruppo A. Un avvio deludente per una squadra che torna ai Mondiali dopo vent’anni di assenza, l’ultima volta nel 2006 in Germania. I cechi sono arrivati al torneo secondi nel girone di qualificazione dietro alla Croazia, collezionando anche un pesante 5-0 contro Modric e una sconfitta-shock contro le Far Oer, prima di superare i playoff ai rigori contro Irlanda e Danimarca.

Il punto di forza dei cechi è chiarissimo: Patrik Schick. Con i suoi 191 cm e una finalizzazione di élite, Schick arriva al torneo dopo 16 gol in 28 partite in Bundesliga e resta la principale minaccia offensiva della squadra. Il ct Miroslav Koubek, 74 anni, ha costruito una squadra pragmatica, difficile da battere, che punta sulla solidità difensiva e sulle ripartenze.

Questa partita è quasi una finale per il terzo posto del girone, anche se siamo solo alla seconda giornata. Chi perde è praticamente eliminato dalla corsa al passaggio del turno. Il vantaggio numerico forzato del Sudafrica — due assenze importanti sulle fasce — fa pendere l’ago della bilancia verso la Repubblica Ceca, che ha più qualità tecnica e una struttura tattica più collaudata. La Repubblica Ceca parte favorita, ma il Sudafrica lottando fino alla fine può sempre sorprendere.

Fischio d’inizio: ore 18:00 (ora italiana)

Dove vederla: DAZN (streaming)

Risultati della partita: Repubblica Ceca 1 – Sudafrica 1


Svizzera-Bosnia, il peso della storia italiana e il fascino del SoFi Stadium

Ci sono partite che, per chi è italiano, hanno un sapore particolare. La Bosnia ed Erzegovina al Mondiale 2026 c’è perché ha eliminato l’Italia ai playoff, in quella drammatica serata di Zenica dove gli azzurri sono stati sconfitti ai rigori per 4-1. La terza esclusione consecutiva dell’Italia da una fase finale mondiale, e lì, ad aspettarla sul campo, c’era la Bosnia. Ora i bosniaci affrontano la Svizzera — un’altra bestia nera del calcio italiano — e l’Italia guarda da casa, di nuovo.

Il palcoscenico scelto per questo incontro è il SoFi Stadium di Inglewood, nei sobborghi di Los Angeles. Uno degli impianti più costosi mai costruiti, con poco più di 5 miliardi di dollari, coperto da una gigantesca tettoia traslucida con un enorme schermo sospeso a 360 gradi. Il SoFi Stadium di Los Angeles ospiterà otto partite del torneo, compreso un quarto di finale.

La Svizzera è arrivata a questo Mondiale con un percorso di qualificazione quasi impeccabile, senza sconfitte e con una differenza reti di 14-2. Lanciata da una doppietta di Breel Embolo, la nazionale elvetica ha iniziato le qualificazioni mondiali con un fulminante 4-0 al Kosovo. Nell’ultima rassegna disputata in Qatar, la squadra ha superato la prima fase, fermandosi agli ottavi di finale dopo una pesante sconfitta per 6-1 contro il Portogallo. Sotto la guida di Murat Yakın, i Rossocrociati cercano continuità di rendimento e quel salto di qualità che permetterebbe loro di andare oltre gli ottavi.

L’esordio della Svizzera in questo Mondiale è stato un pareggio 1-1 contro il Qatar, un risultato che non ha soddisfatto le ambizioni elvetiche e che rende la sfida contro la Bosnia ancora più importante. La Svizzera è data come super favorita del girone, ma occhio all’incognita Bosnia: l’Italia ne sa più di qualcosa.

La Bosnia ha invece iniziato con un pareggio 1-1 contro il Canada, rete della speranza firmata da Jovo Lukić. Un punto che tiene vive le speranze, ma che rende necessaria una prestazione di livello contro la Svizzera. Il capitano è l’eterno Edin Džeko, quarant’anni suonati, veterano di mille battaglie europee, punto di riferimento per i gol. Al suo fianco, due giovani talenti che hanno brillato nelle qualificazioni: Kerim Alajbegović ed Esmir Bajraktarević.

L’obiettivo della Bosnia è quello di superare per la prima volta la fase a gironi, cosa che non era avvenuta nella prima — e finora unica — partecipazione mondiale, in Brasile nel 2014. Quello che aveva fatto naufragare quella prima avventura fu proprio la fase a gironi, con l’uscita anticipata nonostante una vittoria nell’ultima partita contro l’Iran.

È una partita tra due squadre che hanno bisogno di punti. La Svizzera per riprendersi dopo il passo falso contro il Qatar, la Bosnia per dimostrare che la sua presenza in questo Mondiale è meritata. In un Los Angeles che ospita centinaia di migliaia di immigrati dell’Europa dell’Est — molti dei quali di origine bosniaca — il tifo potrebbe sorprendere. Ma tecnicamente la Svizzera ha più qualità complessiva, e la vittoria elvetica è lo scenario più probabile, anche se Džeko e compagni hanno dimostrato più volte di saper sovvertire i pronostici.

Fischio d’inizio: ore 21:00 (ora italiana)

Dove vederla: RAI e DAZN

Risultati della partita: Svizzera 4 – Bosnia 1