#Se ci credi puoi far nascere il sole

“Il sole nasce per tutti” è la storia di un viaggio. L’itinerario però ha una traccia ben precisa, che non è un luogo esterno ma interiore, dell’anima. L’autrice è Lucia Gravante, attrice di teatro e TV, che attraverso un percorso autobiografico racconta di sé e di come con coraggio sia riuscita a trasformarsi, o meglio, a portare a galla quello che già era in lei. Un racconto in cui un po’ tutti, tra una pagina e l’altra, possiamo ritrovare qualcosa di noi.

L’infanzia vissuta da figlia di emigrati del Sud Italia sembra un’esperienza come tante ormai, ma non sul finire degli anni Sessanta in una cittadina del Nord propensa ad additare lo “straniero”. Nasce da lì il primo sentore di inadeguatezza che la accompagna per tanto tempo a un forte bisogno di accettazione. Con trasparenza ci vengono mostrati momenti di solitudine e difficoltà nelle relazioni, un disagio che sembra cucirsi addosso e i cui contorni si confondono con l’inscindibile legame famigliare.

Ci sono legami che si intrecciano fortemente con la tua storia personale, tracciando la tua strada e anticipando i tuoi passi, e credo che quelli famigliari siano i più forti, nel bene e nel male.

Ma dietro a queste dinamiche schiaccianti emerge la forza di Lucia, come una sorta di ribellione verso il posto non sempre felice che il mondo vorrebbe attribuirle, e soprattutto la sfida di imparare a vedere le cose sotto un’altra prospettiva, quella della possibilità. E proprio questa presa di coscienza apre la strada verso il cambiamento.

[…] Questo cambio di prospettiva rimette tutto in gioco: non sono io che sono limitata in senso assoluto, è il mio agire in un dato contesto a esserlo. E se voglio posso cambiare in ogni istante, devo solo darmi il permesso di ricominciare da capo.

Allora può mutare il rapporto con il proprio aspetto, dove non sono più i canoni imperanti a dettare legge ma l’idea di esaltare la propria unicità. O la volontà di occupare il posto che le spetta nella vita iscrivendosi a una facoltà, l’ISEF, che nessuno l’aveva incoraggiata a intraprendere. E infine a realizzare il desiderio di diventare attrice, emerso come una vocazione a cui è impossibile non dare ascolto.

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Significativo è il capitolo legato alla morte del padre e l’immagine del “passaggio di testimone”. Un momento di dolore in cui emerge un senso di responsabilità che trasforma. Si diventa adulti anche se all’apparenza lo si era già, racconta Lucia, mentre la paura di vacillare senza un appoggio genitoriale svanisce lasciando spazio a una grande forza.

“Diventare adulto non dipende dal fatto che tu raggiunga una certa età o vada ad abitare da solo. Dipende da un chiarimento interiore sul tuo ruolo, sulle tue possibilità, su chi sei come individuo e verso cosa sei proiettato. […] È saper affrontare la vita e la morte e tutto ciò che c’è in mezzo.”

Questo libro è un messaggio. L’autrice ripercorre la sua storia forse prima per sé stessa, ma nelle sue parole traspare il desiderio di diffondere un’esperienza che può incoraggiare o far riflettere chi legge. Ed è una missiva che punta molto ai giovani, o almeno sarebbe bello che arrivasse anche a loro. C’è il senso d’inadeguatezza e la ricerca di una propria identità prima negli altri e poi in sé; c’è la solitudine ma anche il coraggio che apre nuove prospettive; e poi il cambiamento e i sogni a cui è lecito non rinunciare purché li si affronti con “umiltà e impegno”.

La bellezza delle parole in questo libro sta nell’onestà e fiducia che trasmettono. Il mondo è ormai saturo di chi propone consigli, sentenze, dottrine proponendosi couch delle vite altrui, ma spesso c’è un senso di freddezza che accompagna queste nozioni. Non è così per questo libro, Lucia Gravante alla verità ci è arrivata con le proprie gambe passando inevitabilmente anche attraverso la sofferenza e uscendone trasformata.

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