CATEGORIA
Aperitivo
Street Food
FASCIA DI PREZZO
10€
3-5€
MENÙ
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Muy Rico, che in spagnolo significa semplicemente “buonissimo”, e la promessa è mantenuta senza fronzoli. È il fratello minore di El Paso de Los Toros, il primo ristorante argentino di Milano.
Il locale è minuto, essenziale, con il tono disinvolto di chi sa di avere qualcosa di buono da offrire e non ha bisogno di scenografie per dimostrarlo. Il menù ruota attorno alle empanadas, il più celebre street food argentino: fagottini di pasta ripiena, cotti al forno o fritti, preparati freschi ogni mattina — e non di rado esauriti prima di sera. Le varianti sono otto: con carne di angus, cipolla e peperoni, di pollo, con roquefort, di sole verdure, fino all’humita con mais e formaggio. La pasta è sottile, il ripieno generoso, il morso deciso. Anche la carta dei cocktail parla argentino: il Fernando — Coca Cola e Fernet Branca, sorta di bevanda nazionale — fa da capofila a una selezione di distillati e amari sudamericani, con una formula aperitivo che abbina un drink a tre empanadas. Muy Rico non è un posto dove si va a stare seduti a lungo: è un posto dove si va a mangiare bene, a prezzi onestissimi, con la sensazione di trovarsi dall’altra parte del mondo senza aver preso nessun aereo.
CONTATTI
Corso Ventidue Marzo, 24
02 45479621
–
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 12:00-15:00 | 17:00-22:30
Mercoledì: 12:00-15:00 | 17:00-22:30
Giovedì: 12:00-15:00 | 17:00-22:30
Venerdì: 12:00-15:00 | 17:00-00:00
Sabato: 12:00-15:00 | 17:00-00:00
Domenica: 16:00-22:00
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Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.






























