La Fondazione Stelline presenta Steven Scott. Odyssey. Light Colour Time, la prima mostra personale retrospettiva – a cura di Lisa Hockemeyer – dedicata agli ultimi 25 anni della carriera artistica di Steven Scott.

La sua ricerca artistica ruota attorno alla ricca complessità degli elementi di luce, colore e tempo che interagiscono con lo spazio e con le persone presenti. L’innata comprensione di Scott degli elementi di luce, colore e tempo, e di come gli esseri umani assorbono e si relazionano alla stimolazione sensoriale all’interno di spazi confinati o aperti, deve molto alle sue precedenti esperienze nel mondo delle arti performative.

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Steven Scott, #Steven Scott. Odyssey. Light Colour Time

La mostra, che rientra nel palinsesto della Milano Design Week (6-12 giugno 2022) del Comune di Milano, offre l’occasione per presentare la nuova veste della Gallery II, spazio espositivo della Fondazione Stelline rinnovato e ampliato grazie al contributo di Regione Lombardia.

«Sono molto orgogliosa di poter presentare ufficialmente la nostra Gallery II con la prima personale di un artista del calibro di Steven Scott e in occasione di un’edizione speciale del Salone del Mobile, forse la più attesa da tutto il mondo, quasi fosse una seconda “prima volta”, a causa dell’emergenza pandemica», sottolinea PierCarla Delpianopresidente della Fondazione Stelline. «Qui, grazie al contributo di Regione Lombardia, abbiamo recuperato 130 mq di spazi culturali-espositivi, 42 metri di sviluppo lineare e una project & video room. Ora potremo dedicare ancora più spazio all’arte contemporanea, alle installazioni, alla scultura e alla fine art photography».

«La mostra di Steven Scott, inaugurata da Fondazione Stelline nella settimana che vede Milano e la Lombardia capitali mondiali del Design, posiziona la prestigiosa istituzione culturale di Corso Magenta in perfetta sintonia con uno degli appuntamenti di maggior richiamo, anche dal punto di vista identitario, del capoluogo lombardo», dichiara Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia. «Le opere di Steven Scott – collocate in un nuovo spazio espositivo il cui recupero Regione Lombardia ha sostenuto con convinzione e determinazione – propongono una vera e propria odissea, l’avventura prometeica dell’uomo votato alla conoscenza, attraverso gli elementi più eterei e intangibili, al tempo stesso concretissimi e rivelatori, che possano offrirsi alla nostra esperienza: luce, colore, tempo. Mi congratulo per l’iniziativa con PierCarla Delpiano, presidente della Fondazione Stelline, così come con tutti i suoi collaboratori».

Steven Scott. Odyssey. Light Colour Time si apre con l’opera minimale Corner del 2005, omaggio a Dan Flavin, un tema ricorrente nella ricerca di Scott, e che richiama la sua ultima scenografia per lo spettacolo inaugurale Requiem all’Opera House Copenhagen nel 2006. L’iconico Brown Light del 2007 e il grande Black Light Triptych del 2005 sono ulteriori capolavori di questo periodo. Fasi di transizione apparentemente marginali di luce, toni e profondità di colore avvolgono lo spettatore creando illusione e magia e invitano a fermarsi, meravigliarsi e contemplare. Composizioni di luce e colore in movimento, l’arte della luce di Steven Scott allude alla musica come al tempo, alla matematica e alla natura.

Molte delle sue opere, che cambiano colore gradualmente nel tempo, tra cui la grande installazione architettonica Blade (2004-2006) o Seventy-Seven al Deloitte HQ di Copenhagen (2003-2014), fanno riferimento ai ritmi del giorno, ai cicli naturali o ai cambiamenti stagionali e interagiscono non solo con gli spazi circostanti, ma anche con le persone all’interno. Il rilievo murale Six Part Elements del 2022 sprigiona il proprio potere evocativo nello spazio espositivo della Fondazione Stelline.

In città è visibile un’altra opera di Steven Scott: Oculus – installazione permanente site-specific situata nel flagship store PINKO a Milano in via Montenapoleone 26 – composizione di luce e colore in movimento in cui la luce colorata è sequenziata in movimenti pulsanti che si irradiano da una forma circolare interna alla cornice rettangolare circostante.

Mentre le combinazioni cromatiche sequenziali evidenziano l’elemento del tempo stesso, l’interazione sottile e armoniosa tra luce, colore e tempo nello spazio raggiunge il subconscio e il potere dell’immaginazione dello spettatore e crea momenti di sospensione, riflessione e meditazione.

Una mostra che mette anche in evidenza il potenziale di sostenibilità e innovazione portato da alcune delle più recenti tecnologie di illuminazione e il loro potere suggestivo quando applicate all’arte della luce. Le opere di Scott alterano interi ambienti e innescano molteplici stimoli sensoriali in chi guarda, sfidando il modo in cui gli esseri umani si relazionano con gli spazi e con se stessi.

L’esposizione si conclude con la proiezione in prima mondiale di Triptych del 2022 (50′), un’installazione di video arte ispirata alla musica poetica del compositore americano Robert Ashley. Come l’affascinante poesia di Ashley, l’opera enfatizza l’atmosfera arbitraria e momentanea del presente, incapsulando il concetto del tempo che passa. Triptych collega l’arte e la vita reale e riporta il visitatore ai primi anni artistici di Scott, fortemente ispirato dalla scena artistica di New York della fine degli Anni 70 e 80.

Accompagna la mostra la grande monografia Steven Scott Odyssey Light Colour Time, edito da Hirmer Verlag (2022, 256 pagine, 350 illustrazioni a colori), con il saggio principale della curatrice Lisa Hockemeyer e i contributi di Ole Nørlyng, Søren Risager-Hansen e Steven Scott.

STEVEN SCOTT. ODYSSEY. LIGHT COLOUR TIME
a cura di Lisa Hockemeyer
dal 7 giugno al 3 luglio 2022

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