“All The Streets Are Silent. The Convergence of Hip Hop and Skateboarding è il nuovo docufilm di Jeremy Elkin dedicato alla scena suburbana newyorkese. Ambientato tra gli anni Ottanta e Novanta, il documentario insiste sulla subcultura newyorkese che caratterizzò quel periodo che vide mescolarsi il fenomeno skate alla musica hip-hop, dando vita ad un fenomeno artistico-culturale senza precedenti.

All The Streets Are Silent. The Convergence of Hip Hop and Skateboarding, #”All The Streets Are Silent”: il nuovo docufilm di Jeremy Elkin che ci porta indietro di 30 anni

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Scritto da Elkin con Dana Brown e raccontato dalla voce melodica di Eli Morgan Gesner, un ex skateboarder appassionato di hip hop, il film presenta le testimonianze di numerose personalità che hanno scritto le pagine di quella agguerrita ma anche caleidoscopica realtà giovanile, dall’attrice Rosario Dawson al cantante e produttore musicale Moby, passando per Gino Iannucci e molti altri ancora.

Quando non c’erano gli smartphone…

Negli anni analizzati da Jeremy Elkin, quelli che vanno dal 1987 al 1997, non esistevano ancora i nostri moderni smartphone: la tecnologia era agli albori e ogni aspetto della vita era presente fuori di casa, non dentro un dispositivo. Anziché puntare gli occhi su uno schermo, intenti a “scrollare” pagine web o a digitare tasi immateriali, i giovani – soprattutto quelli meno abbienti – si impossessavano delle strade, teatro di giochi, liti ma anche di incredibili prove artistiche. Nella scena suburbana newyorkese si incontravano giovani afroamericani con le bandane annodate dietro la testa e le rime sulle labbra, oppure giovani bianchi graffitari intenti a dipingere muri, scalinate o metropolitane. In un’epoca di forte segregazione razziale, i giovani skaters e rapper abbatterono le barriere culturali che avevano sempre negato il confronto etnico, ripopolando quei posti dove nessun borghese per bene si sarebbe mai addentrato.

Dall’iniziale separazione dei reciproci interessi nacque presto un mix artistico-culturale che sfociò in molteplici sperimentazioni, as esempio programmi radiofonici (emblematico il “Bobbito Show”, che andava in onda dall’una alle cinque del mattino) o nuovi marchi di moda. E’ infatti il caso di “Zoo York”, il brand fondato dallo stesso Eli Gesner nel 1993, allo scopo di rendere omaggio al suo passatempo preferito. Inoltre, se le strade erano le loro seconde case, Gesner e i suoi compagni riuscirono comunque a trovato una roccaforte dove potersi esprimere definitivamente: il Mars club. Il Mars fu un club altamente innovativo, poiché si impose come alternativa ai soli locali di musica rock o house. Dedicato principalmente alla prorompente musica rap, in esso giungevano tutti i più promettenti cantanti hip hop, molti dei quali avrebbero firmato con importanti etichette discografiche. E non era raro trovarvi anche delle future star hollywoodiane lavorare come buttafuori.

Jeremy Elkin compie dunque un lavoro archivistico sorprendente: unisce filmati d’epoca a interviste attuali, fatte agli stessi protagonisti che correvano sulle tavole di skate o rappavano nei microfoni ad alta voce, mettendo in risalto ogni sentimento che li animava da giovani, come la ribellione, la fuga, l’ecletticità o ancora l’adorazione per la musica “arrabbiata”.

Distribuzione nelle sale cinematografiche

Vincitore del Best Feature Film al Tribeca festival del 2021, “All The Streets Are Silent”  sarà disponibile per le sale cinematografiche italiane a partire da lunedì 18 e fino a mercoledì 20 luglio. La distribuzione è ad opera di Wanted cinema.

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