Recensione DEMON SLAYER – THE MOVIE: IL TRENO MUGEN, #Al cinema con gli anime: Demon Slayer e il Treno Mugen
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Con una programmazione estremamente ricca, Nexo Digital apre il 2022 con una nuova stagione di anime giapponesi, a partire dal campione di incassi “DEMON SLAYER – THE MOVIE: IL TRENO MUGEN“, in arrivo nei cinema italiani dal 17 al 19 gennaio.

Recensione DEMON SLAYER – THE MOVIE: IL TRENO MUGEN, #Al cinema con gli anime: Demon Slayer e il Treno Mugen

La Stagione degli Anime al Cinema è un progetto esclusivo di Nexo Digital distribuito in collaborazione con il celebre editore italiano di anime e manga Dynit e col sostegno di media partner quali MYmovies.it e Lucca Comics & Games.

“Kimetsu no yaiba” – questo è il vero nome di “Demon Slayer” in giapponese – è un manga scritto e disegnato dal fumettista Koyoharu Gotōge che uscì sulla rivista Weekly Shōnen Jump di Shūeisha (casa editrice con sede a Tokyo) nel 2016. Il manga è ambientato nel cosiddetto periodo Taishō, durante il quale regnò l’omonimo imperatore dalla salute cagionevole, e ha per protagonista il giovane Tanjiro, primogenito di una famiglia orfana del padre. Un giorno, mentre Tanjiro sbriga delle commissioni, la sua famiglia viene brutalmente massacrata ad eccezione della sorella Nezuko, che diventa un demone. Il ragazzo, profondamente distrutto, raccoglie tutte le sue forze per andare alla ricerca degli assassini e impedire che tali forze oscure possano danneggiare altre famiglie come la sua. Il suo cammino si intreccia con quello di Inosuke, un ammazzademoni che indossa una testa di cinghiale come maschera, e Zen’itsu, un altro ammazzademoni tuttavia molto pauroso.

La serie manga si è conclusa il 18 maggio 2020, con un totale di 205 capitoli e 23 volumi pubblicati. All’incirca nello stesso periodo, è stata resa nota la produzione di una serie televisiva anime diretta da Haruo Sotozaki per conto di Ufotable, studio di animazione fondato nell’ottobre 2000 dal produttore Hikaru Kondō, accusato recentemente di aver evaso 1,25 milioni di dollari. A febbraio 2021 il manga ha registrato oltre 150 milioni di copie in circolazione (comprese quelle digitali), mentre il record di incassi vertiginosi dovuti al film trasposto è pari a 450 milioni di euro.

“DEMON SLAYER – THE MOVIE: IL TRENO MUGEN” si apre con un uomo e una donna che passeggiano in un cimitero: qui vedono le lapidi di centinaia di vittime cadute ad opera di demoni malvagi. L’uomo presenta una serie di ustioni sulla parte superiore del viso e sembra molto sconfortato: non avrebbe mai voluto trovarsi in una situazione di estremo pericolo come quella. La donna, però, lo rassicura dicendogli che dei valorosi guerrieri stanno cercando i demoni per ammazzarli uno ad uno e allontanare definitivamente il male dalla Terra. Questi valorosi personaggi non sono altro che Tanjiro e la sorella Nezuko, ma anche Zenitsu e Inosuke: i quattro giovani apprendisti si uniranno a uno dei più potenti spadaccini della squadra ammazzademoni, il Pilastro delle Fiamme Rengoku Kyojuro, per salvare da un potente demone i passeggeri a bordo del treno Mugen (che in giapponese significa “senza limiti”).

Il film presenta diversi punti di forza, a partire dal graphic design di Akira Matsushima: i personaggi, infatti, pur rimanendo fedeli alla tipica fisionomia di cui ci siamo tutti innamorati negli anni d’oro dei cartoni animati, sono molto più elaborati e realistici degli anime classici, quasi che i loro stessi accessori, capelli o vestiti si potessero toccare con mano. Dagli orecchini pendenti di Tanjiro agli occhi giallo ocra di Kyojuro, ogni elemento sembra avere una vita propria e trascendere, dunque, la finzione. Lo stesso vale anche per il treno che corre incessante sui binari e che richiama esplicitamente lo stile del celebre Hogwarts Express di Harry Potter: non per niente, le vicende hanno luogo nei primi anni del Novecento, quando ancora le locomotive erano azionate da un motore a combustione ed emettevano il caratteristico “fischio a vapore”.

Un punto a favore va alla colonna sonora curata da Yuki Kajiura e Gō Shiina, che alternano sonate intrise di violini e tristezza a picchi di energia evidenziati dai riff di chitarre elettriche, generando quindi un mix perfetto di suoni che evidenzia l’imprevedibilità della vita, soprattutto quella che conducono gli amazzademoni impegnati nella perenne lotta tra bene e male.

Non meno importante è l’escalation di emozioni dovuta ai diversi colpi di scena, ben studiati e che tengono lo spettatore con il fiato sospeso fino all’ultimo minuto di film, con il rischio di provocare un’incontrollata nostalgia e la voglia di rivederlo immediatamente da capo.

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Vi sono, tuttavia, anche elementi discutibili che vanno trattati con egual attenzione. Nonostante gli immensi passi in avanti fatti – da un punto di vista socio-culturale – nell’industria cinematografica e/o editoriale, vi sono ancora pochi personaggi femminili di punta e che occupino lo stesso spazio di un personaggio maschile. La sorella di Tanjiro ha ricevuto l’infausto destino di perdere l’uso della parola, ma in cambio ha ottenuto dei sorprendenti poteri magici che la rendono estremamente utile quando si tratta di giungere in soccorso degli altri ammazzademoni. Tuttavia, se questa scelta può essere un ottimo espediente narrativo, non va dimenticato che la sua presenza resta di contorno, non sufficientemente valorizzata quanto le azioni degli altri personaggi. Inoltre, se va lodata la capacità di mettere in scena un mosaico di personalità complesse e con molte caratteristiche contrapposte, il rischio è che tuttavia queste diventino i tratti di veri e propri stereotipi incapaci di adattarsi al cambiamento (ad esempio, Inosuke è un guerriero visibilmente mascolino perché forzuto che, oltre a mascherare la propria faccia con una testa di cinghiale, cerca di dissimulare anche i suoi stessi sentimenti, contrariamente all’ingenuo Zenitsu, fin troppo impacciato e per questo meno “utile” di Inosuke o Tanjiro).

In ultimo, ci si trova nuovamente di fronte a un combattimento fortemente polarizzato, dove da un lato ci sono gli amazzademoni, i soli ad essere veramente compassionevoli e coraggiosi, perché non sacrificherebbero mai il bene degli altri per affermare se stessi, e dall’altro i demoni senza cuore che vogliono annientare gli esseri umani salvo salvare quelli più dotati, come Rengoku, preservandone la prestanza fisica. E’, indubbiamente, un copione già visto, sin dai tempi di un famosissimo mezzodemone cane, Inuyasha, che nonostante la sua duplice natura difende gli esseri umani per non soccombere alla ceca sete di potere tipica dei demoni. Sarebbe potuta essere, invece, l’occasione per celebrare le ambiguità degli umani e conoscere le peculiarità dei demoni, senza che questo significasse necessariamente inserire gli uni e gli altri entro precisi confini morali.