In un pub stipato di gente sul lungomare belga, oltre settanta persone si alzano in piedi, spalancano la bocca e lanciano lo strido più acuto che riescono a produrre. Nessuno ride — o meglio, tutti ridono, ma con la stessa intensità con cui applaudono. Benvenuti al Campionato Europeo di Imitazione del Verso del Gabbiano, l’evento più straniante, liberatorio e stranamente commovente che l’Europa sappia offrire ogni primavera.
De Panne, Belgio: il palcoscenico più insolito d’Europa
Ogni anno, nella cittadina costiera di De Panne, in Belgio, il pub The Lost Shrimp si trasforma in qualcosa di difficilmente classificabile: metà arena sportiva, metà teatro dell’assurdo, metà raduno ornitologico. È qui che si svolge il Gull Screeching Championship, giunto nel 2026 alla sua sesta edizione. Nell’edizione più recente, oltre 70 partecipanti provenienti da 13 Paesi hanno calcato il piccolo palco per offrire la propria personale interpretazione del verso più graffiante, stridulo e — per molti — irritante della fauna costiera europea.
Eppure, dentro quel pub, lo stridio del gabbiano diventa musica. O quantomeno, diventa spettacolo.
Le regole di una gara tutt’altro che improvvisata
Chi pensa che basti aprire la bocca e urlare sbaglia di grosso. Il campionato ha una struttura precisa: i giudici assegnano punteggi sulla base di due criteri fondamentali. Il primo — e più pesante — riguarda la qualità sonora dell’imitazione, la fedeltà timbrica, l’intensità, il ritmo del verso. Il secondo criterio premia la performance scenica: costumi, mimica, capacità di muoversi come un uccello marino, di coinvolgere il pubblico, di costruire un momento di teatro puro.
I concorrenti arrivano preparati. Ci sono becchi gialli fatti a mano, maschere di gabbiano lavorate a maglia, pinne da sub usate come piedi palmati, quantità industriali di pittura bianca sul viso. Alcuni si muovono con le ali aperte per tutta la durata dell’esibizione. Altri costruiscono piccole narrazioni visive intorno al loro verso. Non è una caricatura: è una forma d’arte borderline, e i giudici la prendono sul serio.
Il premio, va detto, non è in denaro. Gli adulti vincitori ricevono bottiglie di alcolici locali; i giovani campioni, cesti e giochi. Il vero trofeo è il titolo: miglior imitatore europeo di gabbiani. Un’etichetta che, come ha dimostrato la storia recente, può cambiare una vita.
Cooper Wallace, il “Seagull Boy” che ha reso tutto internazionale
Se c’è un nome che ha trasformato questa competizione da curiosità locale a fenomeno mediatico, è quello di Cooper Wallace, dieci anni, di Chesterfield, Inghilterra. Nel 2024, Cooper è diventato il primo britannico a vincere il titolo nella categoria junior — e la sua storia ha dell’incredibile: la sua carriera da imitatore di gabbiani è iniziata dopo che uno di questi uccelli lo aveva morso. Da quella traumatica interazione è nata, per ammissione dello stesso Cooper, una sorta di ossessione affettuosa.
Nel 2025, Cooper ha difeso e confermato il titolo, presentandosi in costume da gabbiano e affrontando una concorrente inaspettata: la sorella minore Shelby, sette anni, già nota come “Sea Gurl”, che ha conquistato il quarto posto. Nell’edizione 2025, la categoria adulti è andata alla danese Anna Brynald, apparsa in scena con il viso dipinto di bianco e giallo, mentre il gruppo italiano Gabbiani Partigiani ha vinto nella categoria “colonia”, riservata alle esibizioni di gruppo.
L’edizione 2024 aveva invece visto trionfare il portoghese Simao Joao tra gli adulti.
Tre categorie, un solo strido
La struttura del campionato prevede tre categorie distinte. Quella individuale è la più competitiva e tecnica. La categoria “colonia” — il termine stesso è una scelta volutamente ornitologica — permette a gruppi di partecipanti di esibirsi insieme, creando coreografie collettive a base di stridi sincronizzati. La categoria junior, riservata ai concorrenti sotto i sedici anni, è spesso la più sorprendente: i bambini, liberi da ogni inibizione adulta, producono performance di una spontaneità e un’intensità che lasciano il pubblico a bocca aperta.
La composizione del pubblico rispecchia la natura dell’evento: famiglie intere, comitive di amici, addii al nubilato (nell’edizione 2026 una sposa è stata portata a sorpresa dalle amiche e si è esibita sul palco un’ora prima di sapere dell’iscrizione), gruppi di appassionati arrivati dalla Catalogna, dalla Norvegia, dall’Italia, dall’Irlanda.
Da pub belga a fenomeno virale: come i social hanno amplificato tutto
Il campionato esiste da anni, ma la sua esplosione internazionale è relativamente recente. La diffusione sui social media — clip su TikTok, video su YouTube, reportage su testate come The Irish Times, ITV News e UPI — ha moltiplicato la visibilità dell’evento in modo esponenziale. Ogni edizione genera ondate di contenuti condivisi in tutta Europa, attirando nuovi partecipanti e curiosi.
Il sito ufficiale, gullscreeching.eu, registra ogni anno un aumento delle iscrizioni internazionali. La competizione è passata dall’essere un appuntamento per appassionati locali a una meta di turismo esperienziale per chi cerca qualcosa di radicalmente diverso dai circuiti tradizionali.
Dietro lo stridio, un messaggio serio sulla fauna costiera
C’è però una dimensione che va oltre l’intrattenimento. Gli organizzatori sono espliciti: il campionato nasce anche come atto di riabilitazione simbolica di un animale spesso malvisto. I gabbiani — accusati di rubare cibo ai turisti, di fare rumore, di sporcare le città costiere — sono in realtà specie protette in molti Paesi europei, parte integrante degli ecosistemi marini e dell’identità culturale e sonora dei luoghi di costa.
Farli imitare, studiarli abbastanza da riprodurne il verso con precisione, costruirci intorno un costume e una performance: tutto questo obbliga le persone a osservare questi uccelli con occhi diversi. Non più come un fastidio, ma come un fenomeno naturale complesso, degno di attenzione e rispetto.
In questo senso, il campionato di De Panne è qualcosa di più di uno spettacolo comico. È un piccolo, rumoroso, irresistibile atto di ecologia culturale.

Curioso per natura, vivo la vita come se non ci fosse un domani.
Appassionato di enogastronomia e viaggi, racconto storie di sapori, tradizioni e culture attraverso itinerari culinari e destinazioni autentiche. Esploro territori, scopro vini, piatti e prodotti locali, condividendo esperienze sensoriali e consigli pratici per viaggiatori enogastronomici. Amo immergermi nelle tradizioni di ogni luogo, catturando l’essenza di culture diverse e facendo emergere il legame tra territorio e gastronomia. Con uno stile vivace e coinvolgente, trasformo ogni racconto in un’esperienza da gustare e vivere, ispirando chi desidera scoprire il mondo attraverso i suoi sapori autentici. Per me, viaggio e cucina sono strumenti di conoscenza e confronto, capaci di unire le persone e arricchire l’anima.






























