Lo Sport cambia Storia e si racconta non in una ma in molteplici sfaccettature, in prima persona, dal punto di vista di chi ne ha vissuto esperienze particolari.

La tradizione orale dello storytelling sportivo si fa scritta attraverso un nuovo portale, Sportmemory.it, dedicato al racconto di ieri per la sua trasmissione e divulgazione alle giovani generazioni dell’oggi e del domani.

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Il lancio della rivista online, un format editoriale “democratico” aperto al racconto della memoria di tutti,  si apre con un editoriale #0, incentrato sul ritrovamento di una fotografia del 30 marzo 1955, dietro a cui si è ricostruita una bella storia:

“Si tratta – precisa il direttore editoriale Marco Panella  – di un’icona perfetta della filosofia e dell’estetica che perseguiamo, simbolo di una memoria da recuperare e mettere a disposizione di un futuro che altrimenti non avrebbe avuto. Ci era infatti capitata tra le mani per caso, abbandonata sul banco di un rigattiere, sopravvissuta al tempo e a un destino che sembrava già segnato. Ma curiosità, passione e ricerca ci hanno consentito di recuperarne il contesto storico: una partita amichevole tra Italia e Germania Ovest al Neckarstadium di Stoccarda, appena pochi anni prima della costruzione del muro di Berlino. Uno scatto di un fotografo assiepato a fondo campo, probabilmente in servizio per un reportage ufficiale e sul retro, scritto a penna in grafia incerta, solo l’indicazione dell’anno, del luogo e delle squadre. I dettagli di quel momento sono raccontati proprio nel nostro numero di lancio. Questo è un esempio modello del nostro tentativo di restituzione di dignità e memoria a brandelli di vita sportiva vissuta che meritano oggi più che mai una speciale attenzione. Sono caselle del tempo e pezzi della nostra società che vanno ricostituite proprio attraverso gli immaginari individuali ma che. al contempo, vogliono stimolare, attraverso il nostro portale, anche un gioco di squadra fondato sull’addizione delle esperienze in ambito sportivo. È per questo che invitiamo ogni visitatore del sito a partecipare a questa avventura raccontando in prima persona la propria passione , agonistica, professionale o amatoriale che sia, tramite parole o immagini, qualunque sia l’esperienza di sport praticato o vissuto indirettamente. Anche solo assistere a un evento sportivo può diventare infatti un’emozione da condividere, un rito formativo ed esemplare, unico nel suo istante da ricordare e far ricordare.”

Il percorso narrativo del format “Sportmemory” si dipanerà in varie tappe e attraverso diversi linguaggi narrativi contemporanei: si comincia il 2 aprile con il primo numero del magazine, che uscirà ogni primo venerdì del mese e avrà aggiornamenti settimanali, per poi proseguire con audio podcast con cui si darà valore alla narrazione più seduttiva, quella della voce; infine, non appena si potrà, saranno organizzate live performance agganciate a storie documentate dal magazine. “Ho toccato il cielo e ho fatto saltare tutti”: la campionessa olimpionica di salto in alto Sara Simeoni come non si è mai raccontata nella copertina del primo numero di Sportmemory.it, il nuovissimo portale dedicato alle storie dei campioni, dei professionisti di ieri e oggi e degli appassionati, quei venti milioni di italiani che praticano sport per diletto e forma mentis.

Dal ping pong alle maratone estreme: ogni racconto emozionale che descrive il proprio approccio con lo sport, condito da immagini, aneddoti e curiosità, è la benzina che alimenterà ogni primo venerdì del mese il nuovo magazine ideato da Artix che si propone come una vera e propria piattaforma broadcaster tra social, immagini e narrazioni scritte e orali, con il primo documentario che sarà presentato entro fine giugno, mentre la linea di podcast sarà lanciata entro fine luglio.

Memorie individuali che si ricongiungono in una trama di reminiscenza comune e condivisa che altrimenti non sarebbe tale:

“La nostra caratteristica è di andare a intercettare la memoria emotiva ovunque essa sia e a chiunque appartenga, campioni, professionisti dello sport o semplici amatori – dichiara a questo proposito l’ideatore e direttore editoriale Marco Panella – traghettando esperienze dalla sfera personale e familiare, dove rimangono fino alla dispersione generazionale, in una rete collettiva di storie emozionali che possano fornire esempio e suggestioni a chiunque”.

Una filosofia che trova declinazione pratica nell’editoriale, dove una foto di un inizio partita di calcio nella Palermo del primo dopoguerra è lo spunto per un viaggio attraverso volti e vite del periodo.

Quattro le sezioni in cui è organizzata la lettura del magazine: copertina, di volta in volta dedicata al racconto di una o più storie di vite oltre le righe; focus, con il racconto personale di campioni e celebrities della vita pubblica e dello spettacolo; storie, dedicata a pubblicare i  migliori racconti inviati in redazione dal grande pubblico degli amatori; rubriche tematiche, attualmente quattro, a cura dei collaboratori del magazine:

  • 10decimi. Lo sport che non avevate ancora visto, con lo sguardo oltre l’apparente, enfasi e suggestioni corrosive, contaminazioni culturali, traiettorie future, memorie riprese e fissate sulle tele di Brivido Pop, composizioni di futuro oltre l’immaginazione.
  • Jazz & Sport. Un’esplorazione inconsueta, un viaggio attraverso le relazioni inaspettate tra mondi paralleli che finalmente s’incontrano e si raccontano. Un viaggio guidato da Eugenio Rubei sotto il segno dell’Alexanderplatz Club, locale storico che dal 1984 ospita a Roma il meglio del jazz mondiale.
  • Sport & Stripes. Lo sguardo attento, curioso e stupito di un italiano di Miami che guarda da vicino lo sport dell’altra parte dell’Oceano. Uno sguardo che racconta un mondo che vive lo sport come costume e identità nazionale, con le sue grandi sfide e con i suoi personaggi e le loro storie di successo, di riscatto e, a volte, di dannazione.
  • Letteraria. Letture, biografie, autobiografie, finzioni, astrazioni, il panorama dello sport su carta, quella vera, su pagine da segnare e, a volte, anche se a un purista del libro fa venire i brividi, da farci le orecchie su quelle pagine per segnare sin dove si è arrivati a leggere.

Tra le storie del numero di lancio troviamo Maria Rosaria Omaggio che racconta del Taijiquán, tecnica di combattimento preventiva di cui è istruttore, il velista campione del mondo Raimondo Cappa che ricorda i momenti cruciali dei suoi primi approcci tra vento e randa, e Andrea Simi, già alto dirigente dello Stato e consigliere parlamentare, che si apre ai suoi racconti personali di canottiere durante i campionati juniores del 1967.

Con l’obiettivo di far rimanere il lettore fermo per minuti a scorrere tra parole e immagini, Sportmemory si presenta come un vero e proprio “storytelling media” che percorrere l’avventura estrema del recupero della memoria dispersa: un’ambizione di approfondimento che vuol essere in controtendenza rispetto a un sistema rete che, al contrario, vive sul ritmo battente dell’informazione già vecchia dopo un minuto e sulla lettura superficiale dei titoli.

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