#Non puoi rinchiudere i mostri nelle crepe per sempre

Solo adesso, con tutta questa storia alle spalle, avendo avuto il tempo di rifletterci, capisco che Asia non era una specie di cavaliere Jedi, sempre al mio fianco, invincibile, indistruttibile. Ero io che la vedevo così. Perché non potevo accettare o immaginare che fosse diversa; non potevo dubitare che non fosse ciò di cui avevo bisogno: l’argine che avrebbe impedito alla mi vita di straripare.

Ma Asia, con le sue labbra così simili a un taglio nel marmo, con un lumino da chiesa negli occhi, era forte, sì, coraggiosa, ma non indistruttibile.

Mentre Luca guardava i cartoni animati l’ho aiutata a sparecchiare. Se penso a quante cose avevamo da dirci e a come evitavamo accuratamente di dirle c’è da non crederci. È straordinaria la nostra capacità di fare finta di niente, di soffocare le domande; perché per quanto non sapere possa farci stare male, c’è sempre la possibilità che la risposta possa farci stare peggio. E quindi zitti. C’è da raccogliere le briciole? Raccogliamo le briciole. C’è da portare fuori la spazzatura? Portiamo fuori la spazzatura. C’è da passare la scopa? Passiamo la scopa. Certe volte saremmo disposti a tirare a lucido il mondo intero piuttosto che mettere mano a uno, uno solo dei cassetti dentro di noi.

E sapevo che non mi sarei dovuto voltare a cercarla. Procedevamo allo stesso ritmo, negli occhi la partenza, che quella la si conosce sempre, e nel respiro una quieta fiducia, come quella di certe anime scalze mentre risalgono i fiumi in cerca della sorgente.

 

Se mi si chiedesse: “perché leggerlo?”

Darei la risposta più scontata e ovvia che ci sia: “perché merita”.

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Non perché è un libro scontato ma perché troverei illogico non dire che questo libro merita tutto il tempo che richiede la lettura poco meno di tre ore.

Ettore, il protagonista, con la sua voce da ragazzino ci porta a scoprire quello che è stata la sua vita, fatta di abbandoni, di ingegnosità per andare avanti, di paure, di voglia di vivere.

Si perché malgrado tutto, Ettore ha un’innata voglia di vivere e un modo di affrontare la vita quasi rasente all’ingenuità. E sarà proprio la sua ingenuità che lo spingerà a compiere quel gesto che farà in modo da dire agli adulti che si sarebbero dovuti occupare di lui che i bambini le cose le notano, le affrontano, ma che hanno paura. Hanno paura più di quanto si possa immaginare e che non sempre la fantasia può aiutarli a superarla.

Un tipo molto simpatico e rocambolesco, uno che ti verrebbe voglia di prenderlo per mano e giraci tutta la città insieme.

La madre va via da casa subito dopo la morte della nonna, ed Ettore viene cresciuto dalla sorella maggiore Asia, che ha solo qualche anno in più di lui.

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Un padre un po’ particolare, spesso assente per lavoro.

In un giorno in cui è in giro a zonzo per Torino si innamora, all’improvviso guardando una ragazza da dietro il finestrino dell’autobus su cui è seduto.

Anime scalze è stata una rivelazione. Una gran bella rivelazione. Una lettura che consiglio con tutto il cuore.

Non potete non innamorarvi di Ettore.