L’Ente Nazionale Germanico per il Turismo (Deutsche Zentrale für Tourismus, DZT) dà il benvenuto ai sei nuovi elementi del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità riconosciuti dall’UNESCO in Germania lo scorso 13 marzo: la cultura techno di Berlino, il canto corale a cappella di Finsterwalde, le tradizionali maschere del Perchtenlauf di Kirchseeon, il ricamo in bianco di Schwalm, il sidro Viez e l’alpinismo in Sassonia. Salgono così a 16 gli elementi del Patrimonio immateriale, che vanno ad aggiungersi ai 52 siti UNESCO del Paese: un tesoro di inestimabile valore che la Germania promuove anche nel 2024 con le proposte di “52 World Heritage Sites”.

Come sottolineato dalla Commissione Nazionale Tedesca per l’Unesco, la cultura techno che ha caratterizzato Berlino fin dalla metà degli anni Ottanta è stata la «colonna sonora dell’ottimismo diffusosi dopo la riunificazione», e la sua inclusione nella Lista dei Patrimoni immateriali dell’umanità riconosce anche la capacità della musica e della cultura di club di fungere da ponte tra le persone e le culture. Per l’alto valore rappresentativo della diversità e della creatività umana, nella categoria “Musica e arti figurative” è stato riconosciuto anche il canto corale a cappella di Finsterwalde (Brandeburgo), nato come duetto nel lontano 1899 e cresciuto di generazione in generazione fino ai giorni nostri pur mantenendo inalterato il suo inconfondibile carattere identitario.

Le nuovi voci del Registro del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità includono, inoltre, le fiaccolate del Perchtenlauf di Kirchseeon (Baviera) con i tradizionali personaggi avvolti in pelli d’animali e dal volto coperto da inquietanti maschere in legno intagliate e dipinte a mano, che sfilano per le vie del paese nelle sere di giovedì, sabato e domenica d’Avvento e nella notte fra il 5 e il 6 gennaio quale auspicio di buona fortuna per il nuovo anno. Un altro esempio di tradizione e manualità artigianale tramandate da secoli è l’elegante ricamo di Schwalm (noto anche come “ricamo d’Assia”) con filo bianco su lino, una tecnica molto antica e ricca di punti diversi utilizzata in origine per decorare minuziosamente i tradizionali abiti dei contadini della regione con motivi simbolici ispirati all’albero della vita quali uccelli, fiori, cuori, melograni o il sole.

Sono diventate Patrimonio immateriale dell’UNESCO anche altre due usanze regionali rappresentative e caratteristiche, entrambe tramandate nel corso dei secoli e sviluppatesi nel tempo. La prima è costituita dalla produzione, dal consumo e dalle usanze che ruotano attorno al sidro Viez, tipico dell’area geografica della Mosella: si tratta di vini regionali prodotti da varietà di mele, pere e cotogne coltivate con metodi che promuovono la biodiversità e caratterizzano l’antico paesaggio culturale dell’area linguistica francone-mosellana. La seconda è la pratica dellalpinismo in Sassonia, sulle pareti di arenaria della Svizzera Sassone e dei Monti di Zittau, “culla” del moderno free climbing. Si tratta di una pratica di gruppo che si affida ai soli elementi naturali per la progressione (chiodi, corde e altri ausili tecnici servono esclusivamente a garantire la sicurezza) e fa tesoro di un bagaglio di conoscenze approfondite della geologia e della biologia di quest’ambiente naturale straordinario.

Gli altri dieci elementi a oggi inclusi dall’UNESCO nel Patrimonio culturale immateriale nazionale e trans­nazionale della Germania sono gli antichi mestieri degli zattieri e della produzione manuale del vetro, la danza moderna, l’antica istituzione delle “venerande fabbriche” delle cattedrali, la cultura delle cooperative, l’antica arte tintoria della stampa blaudruck, l’arte organaria e la musica per organo, l’antica arte della falconeria, l’irrigazione tradizionale e l’ostetricia con le sue conoscenze, pratiche e abilità.