Conosceva quei passi: li riconosceva sulla moquette e sul parquet, e li riconosceva ora sul ghiaino del parcheggio. Si voltò e gli sorrise…

Mentre uscivano nel tardo pomeriggio, una folata d’aria fece sbattere con forza la porta di casa dietro di loro. Pip portò con sé, dentro di sé, quel suono, che riecheggiò nel vuoto che le si allargava nello stomaco.

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E nel salutarlo si rese conto che la decisione era già stata presa. Forse era presa da sempre, forse non aveva mai avuto una vera scelta, e aspettava solo che qualcuno le dicesse che andava bene così.

Andava bene così.

… dovete accettare che state aprendo le vostre vite perché siano analizzate, e quando comincerò a scavare è possibile che scopriate cose che non avreste mai voluto sapere.

Avevo fatto una promessa. A me stessa. A tutti quanti. Avevo detto che non lo avrei più fatto, non avrei mai più giocato alla detective, non mi sarei più smarrita nel mondo di segreti di una piccola città.

Li lasciò, incamminandosi lungo il corridoio. Ma dopo tre passi qualcosa la fermò. Il frammento di un pensiero, che vorticava troppo rapido perché lei riuscisse a fermarlo. E, quando finalmente si fu posato, Pip fece quei tre passi all’indietro fino alla porta di …..

«No.» Doveva essere stata lei a dirlo, ma non ricordava di averlo fatto. Non ricordava di aver mosso le labbra, né che la parola le avesse fatto vibrare la gola sempre più serrata.

Era l’attesa peggiore che Pip avesse mai dovuto sostenere. Aveva il petto talmente oppresso che doveva sforzarsi per far passare l’aria dal naso. E a ogni respiro pensava che avrebbe vomitato, e inghiottiva bile.

Si portò l’altra mano sul viso, coprendoselo e scoppiando a piangere sonoramente. Un suono acuto, inumano, che gli scosse tutto il corpo.

… non sarebbe dovuta essere sola quando avesse sentito la notizia. Nessuno dovrebbe essere solo in momenti del genere.

Incespicò indietro, allontanandosi dalla porta, portandosi le mani al viso mentre trasaliva, gli occhi appannati.

 

Nuova indagine per la giovanissima Pip.

Anche questa volta le aspettative dei lettori non saranno deluse, anzi il contrario. A mio avviso l’ho trovato più coinvolgente del primo: Come uccidono le brave ragazze, a tratti più maturo, una trama ben delineata, colpi di scena più sofisticati, descrizione dei personaggi e analisi della personalità di ognuno di essi più accurata. Molti tratti, che nel primo libro non erano stati messi in evidenza, in questo secondo libro della Jackson vengono affrontati.

Scopriremo una Pip un po’ diversa da come l’avevamo lasciata, i segni che la prima indagine le hanno lasciato emergeranno a poco nel suo comportamento senza però stravolgerne troppo la natura.

Molto bella la trama e la nuova indagine investigativa, molto più ricca di dettagli, di pathos e di segreti.

Mi piace molto la protagonista. Il suo modo di fare e di essere, il suo senso per la verità e mi piace come la Jackson ne descrive ogni sfaccettatura.

Un libro per chi ama il genere e perché no anche per chi non lo ama. In fondo, credo, che non faticherete ad innamorarvi di Pip e di tutti i personaggi che le ruotano intorno.

Brave ragazze cattivo sangue di Holly Jackson, #La giustizia, fa sempre il suo corso?

Brave ragazze cattivo sangue 
di Holly Jackson
Rizzoli 2022 (431 pp.)

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