Il Carnevale, festa dai tratti unici e misteriosi, è un evento molto atteso che cambia data di celebrazione ogni anno. Ma come si determina quando inizia e quando finisce? La risposta è intricata e si basa sul calcolo dei giorni dalla Domenica di Pasqua, una festa mobile che si svolge in giorni diversi ogni anno.

Quando è Carnevale nel 2024?

Nel 2024, il Carnevale si svolge dal 8 al 17 febbraio, con il Giovedì Grasso che inaugura le festività il 8 Febbraio e il Martedì Grasso, l’ultimo giorno di celebrazioni, il 13 Febbraio. Il Mercoledì delle Ceneri segue immediatamente, il 14 Febbraio, marcando l’inizio della Quaresima.

Ecco un’occhiata alle date salienti del Carnevale 2024:

  • Giovedì Grasso (8 Febbraio 2024): il giorno che dà inizio alle festività carnevalesche.
  • Martedì Grasso (13 Febbraio 2024): l’ultimo giorno di divertimenti prima dell’avvio della Quaresima.
  • Mercoledì delle Ceneri (14 Febbraio 2024): il giorno che segna l’inizio della Quaresima e il rituale delle ceneri.

Le radici antiche del Carnevale

Il termine “Carnevale” trae la sua origine dal latino “carnem levare,” che significa “togliere la carne.” Questo fa riferimento al giorno che precede la Quaresima, quando si smette di consumare carne nei quaranta giorni prima della Pasqua.

Le radici del Carnevale risalgono a epoche antecedenti al cristianesimo. Babilonesi, Ittiti, Fenici ed Egizi, tra gli altri, celebravano festività simili in onore delle loro divinità. Inoltre, le feste romane note come Saturnalia e le greche Dionisie, ricordano il Carnevale attuale. Questi erano periodi di festa con banchetti, balli e uno sconvolgimento temporaneo delle gerarchie sociali.

Durante tali celebrazioni, gli schiavi potevano assumere un comportamento equiparato a quello di uomini liberi, eleggendo un “Princeps” che incarnava una caricatura della classe dominante. Questa figura, vestita in modo vistoso e mascherata, rappresentava divinità come Saturno o Plutone. Si credeva che queste divinità vagassero sulla terra durante l’inverno, e le festività del Carnevale aiutavano il loro ritorno nell’oltretomba, favorendo il raccolto estivo.

Con la fine dei festeggiamenti, l’ordine sociale veniva ripristinato.

Il Carnevale nel Medioevo e Rinascimento

Nel corso del tempo, il cristianesimo inizialmente bandì il Carnevale come festa pagana. Tuttavia, le tradizioni carnevalesche persistettero, sopravvivendo come celebrazioni legate al ciclo delle stagioni e alla rinascita del raccolto.

Nel Medioevo, il Carnevale era un periodo di sospensione delle regole sociali e morali comuni. Uomini si vestivano da donne, ricchi da poveri e viceversa, seguendo l’antica tradizione che permetteva di essere “folli una volta l’anno.” Banchetti, danze e rituali erano dedicati alla terra e all’agricoltura.

Durante il Rinascimento, i festeggiamenti raggiunsero l’apice dello sfarzo. Classi sociali diverse partecipavano a feste opulente, con i regnanti che organizzavano spettacoli grandiosi. Le mascherate sui carri, chiamate trionfi, divennero popolari durante questo periodo, con la prima sfilata organizzata da Lorenzo de’ Medici a Firenze. Questi trionfi consistevano in carri decorati accolti da una folla di persone mascherate che cantavano su musiche composte appositamente per l’occasione.

Compiamo ora un viaggio tra i più folkloristici carnevali che ogni regioni italiana offre.

Carnevale Castiglionese (Abruzzo)

A Castiglione Messer Marino, l’atmosfera festosa del Carnevale è guidata magistralmente da una figura emblematica: il Pulcinella Castiglionese. Conosciuto localmente come lu Pulgënèllë, questo personaggio assume il ruolo di guida nel corteo che attraversa le pittoresche vie del paese, noto come ‘la Maschera’. Armato di uno scruiàzzë, la frusta del mandriano, il Pulcinella batte il suolo con energia, decidendo le soste del corteo e danzando con passi di zumbarèllë.

Vestito con una caratteristica casacca bianca ornata di frange colorate, pon pon e campanacci, indossa un cinturone, alti stivali neri e, soprattutto, un copricapo altissimo che fa da punto focale alla sua presenza scenica. Questo elaborato copricapo è decorato con fiori, nastri colorati e strutture tridimensionali che catturano l’attenzione di chiunque lo incontri. Un tempo, i Pulcinella castiglionesi dipingevano il volto di nerofumo, conferendo alla maschera un aspetto ancora più arcaico ed ancestrale, contribuendo così a preservare e tramandare le radici storiche e folcloristiche del Carnevale Castiglionese.

  • date del carnevale: n.d
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale: –

Carnevalone di Montescaglioso (Basilicata)

Il Carnevalone di Montescaglioso attinge alla sua essenza dalla ricca cultura dei massari e dei braccianti, risalendo alle radici di antiche celebrazioni legate al mondo contadino. Originariamente, i costumi erano confezionati con pelli animali, ma nel corso del tempo, la festa ha seguito l’evoluzione della società agricola. Dai materiali grezzi come la tela di canapa e la juta, si è passati all’utilizzo della plastica dei sacchi per le sementi del grano, e attualmente si adottano carta, cartoni e stoffe provenienti da abiti in disuso. Il Carnevalone, in sintonia con la natura, ricicla praticamente tutto.

Il martedì grasso inizia con il rituale della vestizione, guidato da figure e gerarchie ben definite. La parca, simbolo della ruota del tempo e della morte, apre il corteo seguita dai portatori di campanacci, dalla tetra Quaremma, e dalla sposa di Carnevalone che raccoglie offerte in natura e danaro. Numerose altre figure colorate si aggiungono al corteo, accettando offerte varie come pane, finocchi, pasta, dolci, frutta, vino e salsiccia. Il vecchio e massiccio Carnevalone chiude la processione, accettando tutte le offerte e portando saggezza contadina su cartelli appesi all’asino. La giornata termina con la conta degli incassi in denaro e natura, preparandosi per la notte sacrilega della Quaresima.

Il funerale di Carnevalone, tra prelati esaltati, feretro portato dagli amici e vedova allucinata che già porta Carnevalicchio in grembo, culmina con il rogo del feretro a mezzanotte, segnando l’inizio della Quaresima con 40 lugubri rintocchi. Il giorno successivo, il mercoledì delle ceneri, le sette figure della “Quaresima” compaiono nei vicoli, ricordando a tutti gli obblighi del buon cristiano in vista della Pasqua imminente.

  • date del carnevale: 3-4-11-14 febbraio 2024
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale

Carnevale di Castrovillari (Calabria)

Le radici di questa festività risalgono a epoche antiche, ma la sua documentata presenza si fa risalire al 1635, quando la storia di Organtino (una farsa vernacolare di Cesare Quintana) fu diffusa durante i festeggiamenti del carnevale. Tuttavia, la sua fondazione ufficiale risale al 1959. In quell’anno, in collaborazione con la Pro loco locale e l’amministrazione municipale, si avviò la manifestazione, coinvolgendo gruppi spontanei e realizzando carri allegorici.

Le celebrazioni tradizionalmente iniziano con il confronto tra Re Carnevale e la Quaresima, seguito dall’incoronazione del Re e dalla consegna delle chiavi cittadine. Il programma prosegue con spettacoli teatrali, esibizioni musicali e folkloristiche.

Tra gli eventi di rilievo, spicca il Gran Galà del Folklore, una serata di gala durante la quale si esibiscono tutti i gruppi ospiti provenienti dall’Europa e da altre parti del mondo, partecipanti al Festival Internazionale del Folklore. Da sempre un elemento distintivo del carnevale, la manifestazione si conclude con la consegna del Premio Cultura. Questo riconoscimento è assegnato ogni anno da una giuria al gruppo folk che meglio ha rappresentato le tradizioni culturali ed etniche del proprio Paese di origine attraverso coreografie, canti e danze tipiche.

  • date del carnevale 2024: 4 e 13 febbraio
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale

Carnevale di Montemarano (Campania)

A Montemarano, un pittoresco borgo della provincia di Avellino, il Carnevale è festeggiato con due distinti momenti di celebrazione.

Il primo inizia il 17 gennaio in concomitanza con la festività di Sant’Antonio Abate e raggiunge il suo apice nei giorni di domenica, lunedì e martedì grasso. Il secondo momento si svolge nel pomeriggio della domenica successiva, con la cerimonia nota come la “Morte del Carnevale”.

La tradizione del Carnevale a Montemarano, situato nell’Alta Irpinia, è secolare e passa di generazione in generazione, coinvolgendo l’intera comunità in un’esperienza unica. Durante gli ultimi tre giorni del Carnevale, un allegro corteo di maschere, composto da abitanti di tutte le età, sfilano per le strade del borgo al ritmo della Tarantella Montemaranese, una danza unica nel suo genere.

Secondo diverse fonti, questa melodia fu probabilmente importata dai Bulgari durante una delle molte dominazioni che si sono susseguite nei secoli, per poi essere successivamente rielaborata dagli abitanti di Montemarano. Originariamente composta da cinque/sei motivi e eseguita con organetto, ciaramella e tamburello, fu successivamente modificata dal maestro Domenico Ambrosino, che sostituì la ciaramella con il clarinetto e l’organetto con la fisarmonica.

Durante l’esecuzione della Tarantella Montemaranese, il suono diventa sempre più incalzante mentre le processioni di maschere attraversano le vie di Montemarano, emettendo grida liberatorie che testimoniano e rinnovano l’antica volontà di riscossa della gente umile, scatenando una sorta di “rivoluzione sociale” in cui i ruoli sociali possono essere invertiti, almeno temporaneamente, durante il periodo del Carnevale.

A guidare i cortei c’è il Caporabballo (capo del ballo), riconoscibile per il suo caratteristico abito bianco decorato con pizzi e ricami, coperto da un mantellino rosso. Indossa una fascia rossa intorno alla vita e un copricapo bianco a forma di cono con fiocchi bianchi e rossi all’estremità, portando con sé un bastone come simbolo di autorità. In passato, il Caporabballo aveva anche un sacchetto di confetti da lanciare per augurare abbondanza e prosperità e invogliare la partecipazione della gente.

  • date del carnevale: 9-13-18 febbraio 2024
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale

Carnevale di Cento (Emilia Romagna)

Il Carnevale di Cento (gemellato con quello di Rio de Janeiro), nella suggestiva provincia di Ferrara, si distingue come uno dei carnevali più straordinari d’Italia e del mondo, catturando l’immaginazione con il suo spirito surreale e goliardico. Ogni domenica, i maestosi carri allegorici di cartapesta, creati con maestria dalle Associazioni carnevalesche locali, sfrecciano lungo il circuito carnevalesco, trasformando le strade in un palcoscenico vivace. Queste vere opere d’arte raggiungono dimensioni impressionanti, con altezze che possono superare i 20 metri e complessi meccanismi idraulici che le rendono ancora più affascinanti.

Il Carnevale di Cento, celebrato per un mese intero, mantiene una tradizione antica, con le prime testimonianze risalenti al 1600. Nel corso del XX secolo, ha subito una trasformazione passando da un’atmosfera fiabesca a una satirica, con l’introduzione del personaggio emblematico, il Tasi, simbolo della coscienza della comunità centese. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le società carnevalesche hanno portato l’evento ad attirare l’attenzione internazionale, culminando in una svolta significativa nei primi anni ’90. Ogni associazione carnevalesca coinvolge circa 500-600 partecipanti, creando un serpentone vivace e colorato che precede il carro, mentre gruppi comico-folkloristici e artisti di strada da ogni angolo d’Italia e del mondo si uniscono alla festa.

La particolare tradizione del gettito dai carri verso il pubblico, con lanci di palloni, materassini e pupazzi giganti, aggiunge un tocco unico e coinvolgente a questa eccezionale celebrazione, immergendo il pubblico in un’atmosfera di allegria e divertimento trasgressivo.

  • date del carnevale: 28 gennaio – 4-11-18-25 febbraio 2024
  • entrata: a pagamento
  • sito ufficiale

Carnevale di Sauris (Friuli Venezia Giulia)

Il Carnevale di Sauris, situato in Friuli-Venezia Giulia, è noto per le sue radici antiche e le particolari tradizioni che lo caratterizzano. La manifestazione si svolge secondo rituali che si tramandano da secoli, rendendo questa celebrazione unica nell’arco alpino.

Le maschere principali del Carnevale di Sauris sono il Roelar e il Kheirar. Il Roelar è una figura magica e al contempo demoniaca che attraversa le case del paese avvisando la popolazione e invitandola a prepararsi per i festeggiamenti. Il suo nome deriva dalla parola “rolelan,” che fa riferimento ai campanelli che indossa alla vita e agita continuamente. Il Roelar è caratterizzato dalla fuliggine sulle mani e sul viso, abiti rozzi e un fazzoletto a frange che gli avvolge la testa.

Il Kheirar è il re delle maschere e si occupa dell’organizzazione e della gestione della festa. Il suo volto è nascosto da una maschera di legno, e i suoi abiti sono laceri e poco eleganti. Il Kheirar impugna una scopa con cui batte sulle porte delle case per entrare. Tradizionalmente, spazza il pavimento una volta dentro e introduce coppie di maschere che si dedicano a danze antiche al suono della fisarmonica.

Durante il clou dei festeggiamenti, nel pomeriggio del sabato grasso, il Roelar e il Kheirar percorrono le vie del paese seguiti da un corteo di maschere che cresce di frazione in frazione: le Scheana schembln sono le maschere belle con vezzosi abiti locali) tutte con il volto rigorosamente coperto con un fazzoletto o con una maschera in legno, mentre le Schentena schembln sono le maschere brutte con l’abbigliamento il più possibile fantasioso e rozzo. Tutti i partecipanti indossano maschere di legno per mantenere l’anonimato.

Concluso il pomeriggio, la festa continua con la Notte delle Lanterne. Il corteo, illuminato dalle lanterne, parte da Sauris di Sopra, con le maschere in testa, e si dirige nel bosco. Alla fine, raggiunge una radura dove viene acceso un grande falò come segno di buon auspicio, mentre i partecipanti si riscaldano con un bicchiere di vin brulè. La manifestazione si conclude con questa suggestiva notte, portando a termine una tradizione affascinante e ricca di significato.

  • date del carnevale: 9 e 10 febbraio 2024
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale: –

Carnevale di Ronciglione (Lazio)

Nel borgo montano dei Cimini, nella provincia di Viterbo, sorge Ronciglione, rinomato come il paese del Carnevale, che da secoli ospita una delle più celebri manifestazioni mascherate della Tuscia. La località, intrisa di una tradizione goliardica e guascona, offre un calendario ricco di eventi che promettono di conquistare i visitatori.

Le festività carnevalesche di Ronciglione, anticamente parte dello Stato Pontificio, attingono alle radici del Carnevale romano rinascimentale e barocco. La tradizione affonda le sue radici nelle Pubbliche Allegrezze che animavano la capitale tra il Cinquecento e il Seicento, durante l’epoca farnesiana. Con una storia che supera i 130 anni, questa manifestazione popolare è ufficialmente riconosciuta dai documenti, coinvolgendo attivamente le competenze locali, dai laboratori teatrali e artigianali alle sartorie, dalla gastronomia alle bande musicali, nei mesi che precedono i festeggiamenti.

Il Carnevale di Ronciglione prende vita con la stesura del tappeto rosso in onore del re del Carnevale, dando il via ufficiale alle celebrazioni concentrate nella settimana grassa. Durante questo periodo, i ronciglionesi partecipano in massa al Corso di gala, una sfilata che, con oltre 300 edizioni, rappresenta uno degli eventi clou. La città si anima di migliaia di cittadini che sfoggiano maschere e costumi creativi, esaltando l’inventiva e l’abilità artigianale locale. Carri allegorici, bande musicali e compagnie di danza folcloristica completano lo spettacolo.

Il giovedì grasso segna l’inizio ufficiale del Carnevale con la spettacolare cavalcata degli ussari, una sfilata storica a cavallo che risale al Settecento, periodo in cui Ronciglione era sotto la dominazione napoleonica. Vestiti con uniformi ottocentesche, un gruppo di cavalieri rievoca una leggenda locale, in cui un capitano ussaro francese si esibì per conquistare il cuore di una dama del luogo.

Tra le figure grottesche che si incontrano a Ronciglione, spicca il Naso rosso, contemporaneo di Pulcinella e Arlecchino e una delle più antiche maschere italiane. Questo personaggio, con la sua camiciona, berretto da notte bianco, e vistoso naso rosso, diverte il pubblico con le sue buffonate e rappresenta lo spirito dissacrante del Carnevale ronciglionese.

Il corteo dei Nasi Rossi, membri di una confraternita fondata nel 1900, costituisce uno degli eventi più attesi. Si tiene il lunedì, quando questi personaggi biancovestiti attraversano le strade del paese intonando l’inno al vino e invitando gli spettatori a gustare i rigatoni al sugo nei loro vasi da notte.

Le celebrazioni raggiungono il culmine il martedì grasso con il rituale della morte di re Carnevale. Una fiaccolata funebre emozionante conclude il Carnevale, con le vedove di re Carnevale che sfilano davanti alla morte, simboleggiata da un grosso pupazzo di cartapesta, impugnante una falce. Il pupazzo viene poi sollevato in cielo a bordo di un colorato globo aerostatico, chiudendo il Carnevale con una festosa veglia d’addio, caratterizzata da musica, vino e balli mascherati.

  • date del carnevale: 28 gennaio – 4 e 11 febbraio
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale

Carnevale di Sanremo – Corso Fiorito (Liguria)

Il Corso Fiorito, conosciuto anche come Sanremo in Fiore, rappresenta una delle manifestazioni più significative e emblematiche per la città di Sanremo.

Ogni ultima domenica di gennaio, Sanremo si trasforma in una esplosione di colori grazie al Corso Fiorito. Carri splendidamente decorati dalle varie cittadine della provincia di Imperia e di Savona sfrecciano per le strade, portando con sé i fiori più belli della Riviera, disposti artisticamente per creare grandiose composizioni floreali a tema. Il tema cambia ad ogni edizione, con giurie tecniche e artistiche che valutano e premiano i carri. Il carro del comune di Sanremo è escluso dalla competizione, ma rappresenta comunque un punto focale dell’evento.

La creazione delle composizioni floreali avviene in una sola giornata, la notte prima della gara, per garantire la freschezza e la vitalità dei fiori. La maestria dei floricoltori e dei progettisti si manifesta attraverso incredibili figure, abiti, animali e ambienti naturali formati esclusivamente con i fiori, regalando uno spettacolo mozzafiato che affascina gli occhi e i cuori dei visitatori.

Negli ultimi anni, oltre alla competizione tra i carri, si è aggiunta quella tra le miss abbinate ad ogni carro, aggiungendo un tocco di bellezza umana al già splendido scenario floreale. Il Corso Fiorito, che ha visto la sua prima edizione nel lontano 1904 come Festa della Dea Flora, è diventato nel tempo uno dei principali motivi di attrazione turistica per Sanremo. Dopo una pausa di circa quindici anni, l’evento è rinato e ha attirato circa 60.000 visitatori da tutto il mondo, consolidandosi come una tradizione imperdibile che culmina con il “saccheggio” pacifico dei carri da parte degli spettatori desiderosi di portare a casa un souvenir floreale.

  • date del carnevale: 24 marzo 2024
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale: –

Carnevale di Schignano (Lombardia)

Il Carnevale di Schignano, un pittoresco borgo nella suggestiva Valle Intelvi, anima le sue vie durante il sabato e il martedì precedenti la Quaresima. Questo evento unico vede il confronto tra le figure dei “belli” e dei “brutti”, interpretate da magnifiche maschere lignee, creazioni di abili scultori locali. I “belli”, noti come mascarùn, sfoggiano abiti sontuosi con nastri e gioielli, manifestando ricchezza e raffinatezza. Al contrario, i “brutti” indossano stracci, collane di fagioli e pelli di animali, con campanacci rumorosi e volti spaventosi.

La preparazione dei “belli” avviene nelle proprie dimore, con l’assistenza delle donne. Indossano elaborati calzoni di cotone, corpetti decorati con festoni, pizzi e catene, mentre portano al braccio mezze maniche in lana a strisce colorate. Le spalle sono ornate da fazzoletti o piccoli scialli, e alla cintura sono legate campane in bronzo, nascoste da balze di pizzo. Le maschere in legno sul viso e preziosi cappelli decorati con fiori, pizzi, festoni e nastri multicolori completano l’abbigliamento. Con guanti indossati, essi portano oggetti “belli” come parasole, specchi, ventagli e statuette. Nelle strade, annunciati dal suono delle campane, si radunano in gruppi, interagendo con il pubblico e mostrando con gesti di importanza gli oggetti che portano. I “belli” incarnano la figura del signore cortese ed elegante, accompagnato dalla Ciòcia, la moglie del mascarùn, raffigurata come una serva legata a una corda, vestita con abiti femminili d’epoca e il volto dipinto di nero, con attrezzi per filare in mano.

Le maschere dei “brutti”, o brüt, costituiscono la contrapposizione totale alle figure dei “belli”. Vestiti ai margini del paese, si indossano vecchie tute da lavoro, abiti usurati e scarpe disformi. Il travestimento include stracci, sacchi, pelli di pecora e cappelli sformati, accompagnati da collane di fagioli e campanacci di latta. Questi personaggi si muovono lentamente o corrono disordinatamente, interagendo in modo aggressivo con il pubblico.

Il martedì, un piccolo gruppo annuncia l’apertura del Carnevale, e le maschere sfilano per le vie del paese prima di radunarsi in piazza San Giovanni. Qui compaiono i Sapör, figure che aprono il corteo, vestite con pelli di pecora, volti sporchi di nero e lunghe barbe di stoppa. Il corteo, guidato dalla sigürtà e accompagnato dalla fughéta, attraversa le frazioni vicine, eseguendo balli ad ogni sosta.

All’imbrunire, il corteo torna a piazza San Giovanni, in attesa del Carlisèp, la personificazione del Carnevale. Il fantoccio, imbottito di paglia e vestito di blu, appare su una slitta, dando il via a una scena magica. Il Carlisèp fugge lungo le vie del paese, simboleggiando il Carnevale che cerca di sfuggire al rogo. Il dramma si conclude con il rogo del fantoccio, segnando la fine del Carnevale sotto i bagliori delle fiamme.

  • date del carnevale: 4-10-13 febbraio 2024
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale

Carnevale di Fano (Marche)

Ogni anno, la città di Fano si trasforma in un magico scenario per celebrare il Carnevale, riconosciuto come il più antico d’Italia, con una storia che risale al 1347. L’evento è caratterizzato da straordinarie sfilate di giganti carri allegorici realizzati in carta pesta, la presenza di maschere festose, coinvolgenti note musicali e la tradizione di lanciare centinaia di chili di dolciumi dai carri. Il culmine della festa è rappresentato dal suggestivo rogo finale, durante il quale Il grande Pupo viene bruciato, creando uno spettacolo unico e indimenticabile.

La radice di questa tradizione affonda, almeno secondo la leggenda, nell’episodio della riconciliazione tra due delle famiglie più importanti di Fano dell’epoca: i Del Cassero e i Da’ Carignano. Questo momento significativo ha contribuito a plasmare gradualmente il Carnevale nel corso dei secoli. Nel 1872, la decisione di creare un comitato dedicato all’organizzazione dell’evento ha consolidato la sua importanza, coinvolgendo e appassionando ancora oggi oltre un centinaio di migliaia di residenti e turisti.

  • date del carnevale 2024: 28 gennaio – 4 e 11 febbraio 2024
  • entrata: a pagamento
  • sito ufficiale

Carnevale di Tufara (Molise)

Il martedì grasso a Tufara è un’esperienza vibrante, caratterizzata da grida, rumori molesti e una generale agitazione nelle persone, tutte in attesa dell’arrivo del temuto Diavolo di Tufara, un essere che irrompe nelle strade del paese suscitando paura con le sue urla e le sue movenze scatenate.

Il Diavolo compare improvvisamente l’ultimo giorno di Carnevale, attraversando i vicoli del paese con corse, salti, danze e acrobazie sfrenate che ispirano un timore reverenziale. Indossa sette pelli di capro, l’animale considerato sacro nei riti pagani, e brandisce un tridente, con un volto diabolico dominato dal rosso. Occhi sgranati, denti digrignati e orecchie a punta sono le sue caratteristiche più evidenti.

Il Diavolo di Tufara non è solo una manifestazione di grida ed esibizioni contorte. Precede infatti la sua comparsa la figura della “morte”, vestita di bianco e con il volto cosparso di farina, simboleggiante la purificazione del seme che muore per dare vita alla pianta e al raccolto. Armata di falce, questa figura evoca il gesto dei contadini nel mietere, accompagnato ora da urla, grida e salti delle maschere.

I folletti trattengono il Diavolo con catene e lo trascinano per le vie del paese cercando di domare la sua furia, ma lui continua a divincolarsi con salti, cadute e rotolamenti.

Processato da una giuria strampalata, nonostante una difesa tragicomica da parte dei genitori, viene condannato e scaraventato dall’alto del castello. Il pupazzo muore, ma la speranza persiste, poiché la madre ha già pronto un altro neonato che darà continuità al rito.

  • date del carnevale: 4 febbraio 2024
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale

Carnevale di Ivrea (Piemonte)

Il Carnevale di Ivrea, con radici profonde nel periodo medievale, vede la protagonista indiscussa nella figura della Vezzosa Mugnaia, Violetta, simbolo di eroismo e libertà. Secondo la leggenda, questa coraggiosa giovane libera il popolo dalla tirannia uccidendo il Marchese di Monferrato, responsabile della fame cittadina e del brutale ius primae noctis imposto alle giovani spose. La Mugnaia, dopo aver sedotto il nobile, si ribella nella notte dell’incontro, decapitandolo con la sua stessa spada e dando il via a una rivolta popolare.

Altre figure di rilievo nel Carnevale sono il Generale, di origini napoleoniche, e il Podestà, rappresentante del potere cittadino, che accompagnano la Mugnaia nel corteo insieme ai cittadini e ai visitatori con il Berretto Frigio, simbolo della rivolta.

Dal momento di domenica a martedì grasso, nelle principali piazze della città, si tiene la spettacolare Battaglia delle Arance, rievocazione della ribellione popolare contro le armate del tiranno. Durante i tre pomeriggi, le squadre a piedi, senza protezione, e quelle su carri, protette da caschi di cuoio, si sfidano lanciandosi arance. La battaglia si svolge nelle principali piazze della città, con una premiazione finale da parte di una speciale commissione che riconosce le squadre più distinte per ardore, tecnica e lealtà. Le arance, per l’occasione, arrivano in città da aziende calabresi e siciliane attive nella lotta contro le mafie.

Durante il Carnevale, numerosi carri allegorici sfoggiano la loro magnificenza, dal carro dorato con la Vezzosa Mugnaia circondata dalle sue damigelle e accompagnata da paggi e attendenti, al carro che trasporta gli sgherri del tiranno, noti come Carri da Getto. Questi ultimi, bardati in maniera pittoresca e trainati da cavalli, sostengono il peso di 10/12 aranceri con pesanti imbottiture e maschere di cuoio e grate di ferro. Circa 200 cavalli partecipano, con i finimenti dei carri realizzati da abili artigiani.

Le prime squadre a piedi di aranceri si formarono subito dopo la Seconda Guerra Mondiale nel rione operaio della Olivetti. Gli Aranceri Asso di Picche furono i precursori, seguiti da squadre come Morte, Scorpioni d’Arduino, Tuchini, Scacchi, Pantere, Diavoli, Mercenari e Credendari.

Ogni squadra a piedi è composta da centinaia di uomini e donne, pronti a assalire con le arance gli avversari sui carri. Indossano costumi colorati, con campanelli alle caviglie e casacche semiaperte sul davanti per contenere una buona quantità di agrumi, mostrandosi completamente esposti ai colpi dei nemici senza alcuna protezione.

  • date del carnevale: 10-11-12-13 febbraio 2024 (battaglia 11-13 febbraio)
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale

Carnevale di Putignano (Puglia)

Situato nella suggestiva provincia di Bari, nei pressi del celebre villaggio di Alberobello e del delizioso borgo di Noci, si erge con maestosità il cuore vibrante di Putignano. Questa città, abbracciata da una storia ricca di fascino e tradizione, ha guadagnato fama soprattutto grazie al suo spettacolare Carnevale.

I primordi di questa festività risalgono a un’epoca antica, quando la regione era incessantemente minacciata dalle incursioni delle popolazioni arabe. Fu così che, per proteggere le preziose reliquie di Santo Stefano Martire, si prese la decisione di trasferirle da Monopoli a Putignano. L’evento avvenne il 26 dicembre 1394, quando una solenne processione condusse le reliquie nella sacra chiesa di Santa Maria la Greca.

Secondo una leggenda avvincente, gli abitanti di Putignano, interrotti nei loro lavori di potatura delle viti, si unirono spontaneamente alla processione. Da questo momento, scaturì una festa travolgente, animata da canti, danze e versi in dialetto volgare, dando così vita al Carnevale di Putignano. Solo nei primi anni del 1900, questa celebrazione iniziò a assumere la forma che conosciamo oggi. Negli anni ’50, i carri allegorici, realizzati con maestria in cartapesta, si trasformarono in autentiche opere d’arte, un trionfo che ogni anno continua a evolversi.

Ancora oggi, il Carnevale di Putignano apre ufficialmente il 26 dicembre, in occasione di Santo Stefano, per proseguire fino al martedì grasso. Nel suggestivo centro storico, antichi riti e tradizioni prendono vita. La satira e la prosa, eseguite dagli abitanti locali, sono le protagoniste, e l’eccesso è il filo conduttore che permea ogni aspetto della festa. Il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, segna l’avvio delle esibizioni satiriche che si tengono ogni giovedì, da divertenti derisioni del clero a scherzi su tradimenti coniugali.

Il 2 febbraio, noto come Candelora o Candlemas, è dedicato alla Festa dell’Orso. Questo evento folcloristico offre uno spettacolo teatrale in cui l’orso rappresenta un pericoloso antagonista da cacciare e uccidere, ma anche una presenza amichevole simbolo della primavera.

La climax si raggiunge con il martedì grasso, che segna la conclusione del Carnevale e l’inizio della Quaresima. Putignano, come molte altre città, organizza un funerale del Carnevale, completo di una processione funebre e l’incendio di un maiale di cartapesta, simbolo dell’eccesso festoso. Uno degli attimi più attesi è l’addio a Carnevale, celebrato con una gigantesca campana di cartapesta che, fedele alla tradizione, annuncia l’ultima ora prima dell’avvio della Quaresima. Danza, vino e pasta per tutti, in un’esplosione di gioia collettiva che rende il Carnevale di Putignano un’esperienza indimenticabile.

  • date del carnevale: 4-11-13-17 febbraio 2024
  • entrata: a pagamento
  • sito ufficiale

Carnevale di Mamoiada (Sardegna)

Nel cuore della Barbagia, a breve distanza dal maestoso massiccio del Gennargentu e dal Supramonte di Orgosolo, sorge Mamoiada, un villaggio intriso di storia e tradizioni uniche. Ogni anno, il suo incantevole Carnevale attira migliaia di visitatori, ansiosi di immergersi nell’atmosfera magica di questa festa.

Il Carnevale di Mamoiada è rinomato come uno dei più celebri eventi nel folclore sardo. Le sue protagoniste sono le affascinanti maschere tradizionali dei Mamuthones e degli Issohadores, che emergono durante la festa di Sant’Antonio tra il 16 e il 17 gennaio, oltre alla domenica di carnevale e al martedì grasso.

I Mamuthones, vestiti con pelli ovine e maschere di legno d’ontano o pero selvatico, portano campanacci dal peso di circa 30 kg sulla schiena, creando un’atmosfera unica. I loro canti e le danze, scanditi dai passi di notevole difficoltà, narrano storie antiche. Accanto a loro, gli Issohadores indossano abiti distintivi, tra cui camicie di lino, giubbe rosse, calzoni bianchi e sonagli d’ottone e bronzo. Questi guardiani danzano con grazia, lanciando la loro lunga fune, sa soha, per intrattenere il pubblico.

Un rituale intrinseco al Carnevale di Mamoiada è la vestizione dei Mamuthones, eseguita con cura da due persone. Una volta vestiti, essi sfilano in gruppi di dodici, simboleggiando i mesi dell’anno, guidati dagli Issohadores, che danzano in gruppi di otto, esibendosi in passi intricati appresi fin da bambini.

La sfilata assume la forma di una cerimonia solenne, ordinata come una processione. I Mamuthones, schierati in file parallele, si muovono lentamente sotto il peso dei campanacci, mentre gli Issohadores, con passi agili, lanciano la loro fune per catturare simbolicamente gli astanti. La liberazione dai “prigionieri” richiede un gesto di ospitalità: offrire da bere agli Issohadores.

Il Carnevale di Mamoiada ha radici profonde, le cui origini rimangono avvolte nel mistero. Alcuni sostengono che il rito risalga all’età nuragica, nato come atto di venerazione degli animali o per propiziare il raccolto. La parola “Mamuthones” potrebbe derivare dal greco “Maimon”, indicando colui che desidera essere posseduto dal dio. Gli Issohadores, con il loro nome legato a “soha” (lunga fune), sono i guardiani dedicati dei Mamuthones.

Da un punto di vista antropologico, il Carnevale di Mamoiada si intreccia con i cicli della morte e della rinascita della natura. Maschere inquietanti e riti arcaici rappresentano il rapporto grottesco tra uomo e animale, fondamentale nel contesto economico-sociale della Barbagia, basato sulla pastorizia. Nonostante l’aspetto spaventoso, queste maschere erano considerate portatrici di fortuna, e offrire loro cibo e bevande era un gesto di venerazione per garantirsi il loro favore.

  • date del carnevale: 11-12-13 febbraio 2024
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale

Carnevale di Acireale (Sicilia)

Nel panorama dei Carnevali italiani, quello di Acireale brilla con uno splendore unico, piazzandosi in una posizione di rilievo. Una festa che incarna l’allegria e il buonumore, il Carnevale di Acireale anima le strade e le piazze del centro storico con i suoi carri allegorico-grotteschi, regalando uno spettacolo artistico davvero senza paragoni.

La storia di questo carnevale risale a secoli fa, con le sue radici che affondano nel lontano 1594. In quell’anno, i Giurati ordinarono un pagamento a favore dei Cappuccini per le “festi di carnivali”. Da allora, ogni anno, Acireale si trasforma in un teatro a cielo aperto per celebrare questa tradizione millenaria. Durante questo periodo, i cittadini godevano della libertà di ironizzare sui potenti, dando vita a un’usanza satirica che ha dato origine alle caratteristiche maschere del carnevale acese.

Tra le figure più antiche e iconiche, spicca l’Abbatazzu, caratterizzato dalla sua imponente parrucca bianca e dall’abito damascato. Conosciuto anche come Pueta Minutizzu, per i suoi versi grotteschi rivolti ai clericali, questa maschera girava per le strade con un libro in mano e un tovagliolo appeso al collo, un simbolo per esorcizzare la paura delle epidemie.

La sfilata principale è senza dubbio quella dei carri infiorati, che ha subito un’evoluzione straordinaria nel corso del tempo. Originariamente automobili ricoperte di fiori, oggi questi carri sono autentiche opere d’arte mastodontiche, su cui sfilano composizioni floreali e giochi di luci che catturano l’immaginazione di tutti.

L’atmosfera unica del Carnevale di Acireale è alimentata dalla sua storia ricca e dai suoi personaggi iconici. Le strade del centro storico si riempiono di colori vivaci e di risate contagiose, mentre le maschere trasportano i visitatori in un mondo incantato. La tradizione del carnevale acese continua a prosperare, mantenendo viva una festa che unisce il passato e il presente in una sinfonia di divertimento e cultura.

  • date del carnevale: 28 gennaio – 3-4-10-11-13 febbraio 2024
  • entrata: a pagamento
  • sito ufficiale

Carnevale di Viareggio (Toscana)

Nato alla fine del XIX secolo, il Carnevale di Viareggio è uno dei più famosi carnevali italiani. La manifestazione attira ogni anno migliaia di visitatori di tutte le età, attratti sia dalla spettacolarità delle sfilate che dall’atmosfera festosa che pervade la città durante i giorni dei corsi mascherati.

Il Carnevale di Viareggio si estende per un mese e propone sei corsi mascherati, quattro dei quali si alternano tra sabato e domenica, mentre gli altri due si tengono rispettivamente il giovedì grasso e il martedì grasso. Le sfilate di Viareggio si svolgono tipicamente tra la fine di gennaio e marzo, nelle quattro settimane che precedono la Quaresima. Questa festa coinvolge sia adulti che bambini, offrendo uno spettacolo divertente con musica e atmosfera festosa.

I carri di cartapesta, considerati le vere star del Carnevale di Viareggio, attraversano un percorso circolare chiuso che si snoda tra i viali a mare e la suggestiva passeggiata della cittadina. Imponenti e suggestivi, i carri di Viareggio spesso traggono ispirazione dai temi della politica italiana e internazionale, così come dall’attualità, rappresentati in chiave satirica e talvolta con un tocco di irriverenza. A bordo dei carri allegorici, accompagnati da musica, ballerini e figuranti coinvolgono il pubblico che li circonda durante il loro passaggio.

  • date del carnevale 2024: 3-8-11-13-18-24 febbraio 2024
  • entrata: a pagamento
  • sito ufficiale

Carnevale Asburgico di Madonna di Campiglio (Trentino Alto Adige)

Celebrare il Carnevale a Madonna di Campiglio rappresenta un’esperienza affascinante e esclusiva, in cui si mescolano romanticismo, tradizione e rievocazione storica, regalando ai partecipanti una sensazione unica. Una magnifica rievocazione storica della vita alla corte imperiale. Un’elegante défilé in abiti d’epoca, suggestive rappresentazioni teatrali, sontuosi banchetti e incantevoli balli in piazza creano un’atmosfera unica. Il clou dell’evento è rappresentato dal Gran Ballo dell’Imperatore, in cui l’imperatrice Elisabetta apre le danze tra Ussari e Dragoni, regalando agli spettatori un’esperienza indimenticabile di grazia e magnificenza imperiale.

L’incantevole atmosfera di quell’epoca è ancora viva oggi, grazie a un programma che si rinnova di Carnevale in Carnevale. Tra le principali attrazioni, vi è l’arrivo della Principessa Sissi e della corte imperiale in sfarzosi costumi d’epoca, accolti calorosamente dalla popolazione locale. Il tutto è accompagnato da sontuosi balli in costume, con la partecipazione di ballerini professionisti, spettacolari fiaccolate sugli sci e una serie di eventi culturali collaterali dedicati agli Asburgo. La celebrazione trasporta i partecipanti in un’epoca passata, offrendo un’esperienza straordinaria che rimane impressa nella memoria di chi vi prende parte.

  • date del carnevale 2024: 11-12-13-14-15-16 febbraio 2024
  • entrata: gratuita con eventi a pagamento
  • sito ufficiale

Carnevale di Sant’Eraclio (Umbria)

Sant’Eraclio, un pittoresco borgo nei dintorni di Foligno, vanta un Carnevale di notevole importanza, annoverandosi tra i più significativi dell’Umbria e fregiandosi di una storia antica e affascinante. La sua origine risale al 1542, quando i frati Olivetani di Mormonzone, in un convento oggi abbandonato vicino al paese, crearono questa festa popolare come alternativa alle sontuose celebrazioni nobiliari che si svolgevano nei saloni chiusi dei palazzi aristocratici.

Il Carnevale iniziale si presentava come una suggestiva sfilata di carri decorati con frasche e fiori, trainati da robusti buoi. Giovani e meno giovani partecipavano ballando e cantando, accompagnando i carri o lasciandosi trasportare su di essi, animando le strade con l’allegra melodia di “pifferi e trombette”.

Oggi, sei sontuosi carri allegorici in cartapesta attraversano le vie del paese, accompagnati da numerosi gruppi di maschere che, in stile Mascherata, coinvolgono il pubblico invitandolo al gioco e allo scherzo. Tra il pubblico, giocolieri, trampolieri e mangiafuoco, oltre a gruppi isolati di maschere dal tono satirico, contribuiscono ad animare la manifestazione.

  • date del carenvale 2024: 28 gennaio – 4 e 11 febbraio
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale

Carnevale della Coumba Freida (Val d’Aosta)

Il Carnevale della Valle del Gran San Bernardo, noto anche come Carnevale Coumba Frèida a causa del clima rigido che caratterizza la vallata, è uno dei festeggiamenti più vivaci e colorati della Valle d’Aosta. Le maschere originali e i simpatici personaggi coinvolgeranno tutti con la loro allegria e il desiderio di festeggiare la fine dell’inverno.

La tradizione del Carnevale della Coumba Frèida risale addirittura al 1467, quando, secondo la leggenda, nacque in occasione del matrimonio di due anziani del villaggio che, sentendosi un po’ imbarazzati, decisero di vestirsi in modo insolito. Un’altra interpretazione suggerisce che l’attuale versione del Carnevale si ispiri alle uniformi delle truppe napoleoniche. La presenza di Napoleone nella valle nel maggio 1800 durante la Campagna d’Italia ha lasciato un segno indelebile nella memoria della popolazione, che lo esorcizzò attraverso i costumi carnevaleschi.

Durante la mascarada, la sfilata mascherata, i partecipanti si spostano di villaggio in villaggio, di casa in casa, dove vengono accolti festosamente. Nonostante l’apparente caos del Carnevale, la mascarada segue un preciso ordine. Le guide, con il volto barbuto e un grande cappello cilindrico simbolo di autorità, aprono il gruppo annunciando l’arrivo con un vessillo. Seguono i suonatori con fisarmonica, sassofono e uno strumento a percussione, seguiti dal diavolo cornuto con un forcone e campanelli sul costume. L’Arlequeun e la Demoisella, con costumi vivaci, distribuiscono caramelle, mentre il Toque (il pazzo) e la Toquée (la pazza), due personaggi grossolani, chiudono la sfilata insieme agli Orsi.

Al centro sfilano le Landzette, una ventina di personaggi con costumi napoleonici ricchi di perline e paillettes, sostituendo la corteccia di legno con maschere in cartone chiamate Vesadjie. Questi personaggi sventolano la cava, una frusta di crine di cavallo, e portano un sonaglio di mulo alla cintura. I costumi sono composti da pantaloni, gilet, camicia, giacca a coda di rondine, cintura e cappello, ricamati e cuciti a mano. Durante la sfilata, danzano formando cerchi e interagiscono con il pubblico.

Sebbene questo carnevale sia festeggiato in tutti i comuni della Valle del Gran San Bernardo, ogni località presenta variazioni uniche. A Saint-Rhémy-en-Bosses, ad esempio, si trova la figura di Napoleone a cavallo, mentre ad Allein e Doues le Landzette indossano costumi esclusivamente rossi.

  • date del carnevale: 13-14-20-27-28 gennaio – 8-9-10-11-13 febbraio 2024
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale

Carnevale di Venezia (Veneto)

Venezia, la città dei canali e dei palazzi incantati, si trasforma in un regno magico durante il Carnevale. Dieci giorni di pura magia, in cui questa città unica si trasporta indietro nel tempo, attingendo agli splendori del Settecento, l’epoca dorata della Serenissima, caratterizzata da lusso raffinato, intrighi amorosi, mistero e seduzione. Tuttavia, le radici del Carnevale di Venezia risalgono molto più indietro nel tempo, con la prima menzione scritta nel lontano 1094 e la sua nascita ufficiale nel 1296.

Oggi, il Carnevale di Venezia è un evento internazionale di portata monumentale, richiamando migliaia di visitatori ogni giorno. La città si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, dove chiunque può nascondere la propria identità per un breve periodo e diventare qualcun altro. Tra lusso raffinato e gioiosa popolarità, le tradizioni si fondono con nuovi riti, mantenendo viva la magia del Carnevale.

Gli eventi durante il Carnevale di Venezia sono vastissimi, comprendendo concerti, spettacoli ufficiali e feste private organizzate da aziende, associazioni e altre realtà locali o internazionali. Il centro storico di Venezia è il fulcro delle celebrazioni, ma eventi unici si svolgono anche a Burano e altre isole, oltre che sulla terraferma.

Tra gli eventi imperdibili, spicca la “Festa Veneziana sull’Acqua”. I festeggiamenti iniziano con uno spettacolo di luci che illumina il sestiere di Cannaregio, seguito da un corteo di barche tematiche che solcano il Canal Grande. Un’esperienza indimenticabile che rende omaggio all’elemento distintivo di Venezia: l’acqua.

Un momento iconico è il “Volo dell’Angelo”, un appuntamento imperdibile che risale al Cinquecento. Una figura in costume sfreccia sopra Piazza San Marco, catturando l’attenzione di una folla incredula. Una tradizione resa più sicura nel tempo, ma sempre carica di emozione.

Altra tradizione affascinante è la “Festa delle Marie”, rievocazione storica in cui dodici veneziane di straordinaria bellezza sfilano per le vie della città in costumi rinascimentali. Una celebrazione che culmina in Piazza San Marco, acclamata dalla folla.

Per gli amanti della moda e della creatività, il “Concorso Maschera Più Bella” offre l’opportunità di sfoggiare costumi elaborati e concorrere per il titolo ambito. Un evento gratuito, accessibile a tutti coloro che desiderano partecipare a questa competizione di eleganza.

Venezia non è solo storia e tradizione, ma anche vita notturna vibrante. La città, di solito tranquilla, si trasforma in un luogo di festa, con concerti all’aperto, dj-set in location suggestive come le Tese dell’Arsenale e un’atmosfera vivace che anima i bar e i locali.

Infine, per chi cerca un’esperienza esclusiva, ci sono il “Carnival Official Dinner&Ball” e il “Ballo del Doge”. Questi eventi offrono una notte di lusso e divertimento senza limiti, con spettacoli straordinari, cucina pregiata e la musica dei migliori dj internazionali. Un’opportunità di immergersi nei fasti di un’epoca passata, quando Venezia era sinonimo di eleganza e raffinatezza.

Il Carnevale di Venezia è un viaggio nel tempo, un incontro tra passato e presente, un’esperienza unica che incanta i visitatori di tutto il mondo.

  • date del carnevale 2024: 27 gennaio – 13 febbraio 2024
  • entrata: gratuita
  • sito ufficiale