Era la mattina del venti luglio 1945.

Sulla riva di uno dei sei bracci del fiume Otha, il vecchio Kenji Niscioka, un costruttore di barche ormai inabile al lavoro, stava pescando.

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Al margine della strada, Scigheo Sasaki, un ragazzo di dieci anni, si sforzava di tenere il passo con i soldati che marciavano. … Scigheo udiva il ronzio dei motori nell’aria, ma non si dette pena di guardare in su. Dietro gli trotterellava Sadako, la paffuta sorellina di quattro anni, tutta in pianto perché non riusciva a raggiungere il fratello.

6 agosto 1945.

All’orizzonte il cielo era infuocato. La sfera del sole che sorgeva faceva sembrare il mare un’enorme estensione di metallo fuso. Viste contro questo accecante mare di fiamme, le palme dell’isola di Tinian si stagliavano nere come carbonizzate.

… Yasuko Sasaki, operaia in una fabbrica di armamenti, si curvava sul suo ragazzo addormentato. …. La piccola Sadako dormiva anche lei, stretta alla schiena curva del fratello.

La madre osservò per un po’ i piccoli figli addormentati , poi toccò con la punta di un dito il naso di Scigheo.

La bomba cadde.

Con un miagolio infernale il mostro precipitò giù. ….. In un milionesimo di secondo, un nuovo sole si accese nel cielo, in un bagliore bianco, abbagliante.

Il signor Sasaki si premette sugli occhi la punta delle dita. Evidentemente gli riusciva difficile esprimere a parole ciò che avveniva in lui. Come esausto da una lotta crudele, rispose lentamente, …

Si fermò, esausto. Aveva le dita contratte, gli occhi sbarrati, le labbra tremanti. Un uomo disperato, smarrito, di fronte all’incendio del mondo.

 

Scigheo e Sadako, fratello e sorella, passano le giornate gironzolando per la città di Hiroshima alla ricerca di cibo, come la maggior parte delle persone che non lavorano nelle fabbriche perché ammalati o troppo anziani.

Yasuko, la mamma di Scigheo e Sadako invece inizia tutte le mattine alle 6.30 a lavorare in fabbrica e spesso esce di casa senza mangiare nemmeno una briciola oppure come succede spesso nemmeno la cena. Il padre invece è in guerra.

E mentre Sadako dorme sotto un albero, Scigheo è immerso nel fiume alla ricerca di un pesce da portare a casa per una cena succulenta, e che poi manchi il riso poco importa ma almeno la mamma avrà qualcosa da mangiare perché ultimamente è più magra del solito. Prima sente un ronzio, ma non alza nemmeno gli occhi al cielo perché spesso gli aerei sorvolano la città, poi, all’improvviso un grande sole illumina la città di Hiroshima. Da quell’istante in poi, la vita di tutti gli abitanti di

Hiroshima, di quelli che sono rimasti in vita, verrà sconvolta. Niente sarà più come prima. Ma Sadako e Scigheo si sono salvati. Increduli vagano per la città alla ricerca della loro casa.

Torneranno i giorni in cui ci sarà cibo sulla tavola, una nuova casa e mamma e papà insieme a loro.

Ma arriverà un giorno in cui Sadako avrà un obiettivo, costruire mille gru di carta per impedire al grande sole di Hiroshima di bruciare ancora.

Come scrisse un giornale tedesco nel 1962, bisognerebbe istituire un Premio Nobel per la Pace nella letteratura per ragazzi ed assegnarlo a questo libro.

Un libro per tutte le età. Un libro per non dimenticare.

Recensione di Il grande sole di Hiroscima di Karl Bruckner, #Mille splendide gru spiegheranno le loro ali per portare lontano un soffio di vita

Il grande sole di Hiroscima
di Karl Bruckner
Giunti Editore 2003 (222 pg.)
traduzione di Maria Minellono

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